Xiaomi e la lezione ad Apple: così la Cina domina le auto elettriche

da | 1 Mar 2025 | Automotive

Tempo di lettura: 3 minuti

Xiaomi ha impiegato solo tre anni per entrare nel mercato delle auto elettriche e consegnare già 135.000 veicoli nel 2023.

Apple, invece, ci ha provato per quasi un decennio con la sua Apple Car, investendo 10 miliardi di dollari. Ma alla fine ha dovuto arrendersi.

Il caso della SU7 dimostra come la Cina abbia ormai conquistato la supremazia nella produzione di veicoli elettrici, grazie a una filiera industriale perfettamente ottimizzata.

Se Apple si è trovata bloccata in un’impresa troppo complessa e costosa, Xiaomi ha saputo sfruttare le risorse del suo paese, accedendo in tempi record a componenti chiave e infrastrutture produttive già consolidate.

Un vantaggio che le ha permesso di lanciare la SU7, una berlina elettrica dal design ispirato a Porsche, venduta a un quarto del prezzo di una Taycan.

Xiaomi, dall’elettronica di consumo alle auto elettriche

Non è la prima volta che Xiaomi sfida i giganti della tecnologia.

L’azienda, fondata nel 2010, si è costruita una reputazione per i suoi smartphone dal design curato e dai prezzi aggressivi, spesso paragonati agli iPhone. Il suo CEO, Lei Jun, ha persino imitato Steve Jobs nelle presentazioni dei prodotti, vestendo jeans e maglietta nera.

Con la SU7, Xiaomi ha seguito la stessa filosofia, è ha integrato l’auto nel suo ecosistema di prodotti connessi. Il veicolo può interagire con gli altri dispositivi della casa, regolando ad esempio il climatizzatore di casa o scegliendo il momento migliore per la ricarica in base alla routine del guidatore.

“Xiaomi ha davvero iniziato a infiltrarsi nelle case dei consumatori”, spiega Gary Ng, economista di Natixis Corporate & Investment Banking. “Tutto è collegato, e questo è un vantaggio che altre aziende non sono riuscite a replicare”.

La sfida ai marchi occidentali

Sebbene Xiaomi sia ancora lontana dai leader del mercato delle auto elettriche cinesi, il suo ingresso ha già avuto un impatto significativo. Come segnala il New York Times, dopo il lancio della SU7, Porsche ha registrato un calo del 30% nelle vendite in Cina.

L’azienda non si è fermata qui. Giovedì sera a Pechino, Xiaomi ha presentato la SU7 Ultra, una versione ancora più avanzata della sua berlina, accanto a un nuovo smartphone di fascia alta.

E per il lancio, ha diffuso un video del prototipo in azione sul circuito tedesco del Nürburgring, dove, secondo Xiaomi, l’auto avrebbe stabilito un record per la berlina a quattro porte più veloce.

Il futuro promette altre novità. Secondo documenti depositati presso le autorità cinesi, Xiaomi sta già preparando un SUV, il YU7, atteso entro la fine dell’anno.

L’arma segreta: la catena di approvvigionamento cinese

Il successo di Xiaomi è il risultato di una strategia ben precisa: sfruttare l’efficienza della catena di fornitura cinese.

Grazie ai generosi incentivi governativi, le aziende del settore hanno costruito un’infrastruttura ineguagliabile, che va dall’estrazione delle materie prime fino alla produzione delle batterie.

Questo ha permesso a giganti come BYD e Contemporary Amperex Technology Company (CATL) di diventare i principali produttori mondiali di batterie per auto elettriche.

Xiaomi ha saputo inserirsi perfettamente in questo sistema. Ha equipaggiato le sue auto con batterie fornite da BYD e CATL e ha accelerato la produzione rilevando uno stabilimento esistente del Beijing Auto Group.

Attualmente, fervono i lavori alla costruzione di una seconda fabbrica.

“Le case automobilistiche cinesi possono passare dallo sviluppo alla produzione molto più rapidamente rispetto ai costruttori tradizionali”, osserva Stephen W. Dyer, esperto di automotive in Asia per AlixPartners.

“Questo consente loro di lanciare nuovi modelli con rapidità e di concentrarsi sul software, che può essere aggiornato continuamente”.

Il futuro di Xiaomi nel mercato globale

Il mercato cinese è solo l’inizio, e l’industria locale delle auto elettriche si sta già espandendo all’estero.

Lo scorso anno, BYD ha venduto oltre quattro milioni di veicoli nel mondo, e secondo Cui Dongshu, segretario generale della China Passenger Car Association, è solo questione di tempo prima che Xiaomi segua lo stesso percorso.

Xiaomi parte con un vantaggio strategico rispetto ad altri costruttori emergenti: il suo marchio è già noto e apprezzato dai consumatori di elettronica di tutto il mondo. Il che potrebbe rivelarsi un’arma decisiva per il successo internazionale delle sue auto.

“La forza del brand pone Xiaomi in vantaggio rispetto a molti concorrenti”, conclude Tu Le, managing director di Sino Auto Insights.

“Per vendere auto non basta avere un buon prodotto: bisogna creare un legame emotivo col cliente. E questo Xiaomi lo sa fare bene”.

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