Tesla è finita al centro di una nuova causa collettiva che getta ulteriori ombre sull’operato dell’azienda di Elon Musk.
L’accusa, pesantissima, è di aver deliberatamente manipolato i contachilometri dei propri veicoli elettrici, con l’obiettivo di far scattare in anticipo la scadenza della garanzia e limitare così le spese di riparazione a carico dell’azienda.
A presentare la denuncia è stato un cittadino che aveva acquistato una Tesla Model Y del 2020 con poco meno di 37mila miglia percorse.
L’uomo, insospettito da alcune anomalie nei dati del veicolo, ha iniziato a notare che il chilometraggio sembrava aumentare molto più rapidamente di quanto giustificato dai suoi reali spostamenti quotidiani.
Il sistema che gonfierebbe i dati
Secondo quanto riportato, le abitudini di guida del querelante avrebbero dovuto tradursi in circa 20 miglia al giorno per andare e tornare dal posto di lavoro, mentre il contachilometri del suo veicolo ne registrava in media 72. Il divario ha portato alla scadenza prematura della garanzia base.
Il cuore dell’accusa riguarda il funzionamento del sistema che conteggia i chilometri percorsi: non si baserebbe unicamente sui dati fisici rilevati dai sensori ma anche su algoritmi predittivi, metriche di consumo energetico e fattori legati al comportamento di guida.
Questo mix di elementi porterebbe a “manipolare e falsare il reale chilometraggio percorso dai veicoli Tesla”, con l’effetto di accelerarne la svalutazione e di anticipare la fine delle coperture in garanzia.
Tesla, garanzie ridotte, profitti aumentati
“Collegando i limiti di garanzia e i tetti di percorrenza dei leasing a letture del contachilometri gonfiate, Tesla aumenta i ricavi da riparazioni, riduce gli obblighi di garanzia e costringe i consumatori ad acquistare estensioni della garanzia prima del necessario”, si legge nella denuncia depositata.
L’accusa non sarebbe isolata: anche altri utenti avrebbero riscontrato discrepanze simili tra l’uso effettivo dei veicoli e i chilometri rilevati, alimentando i sospetti su un sistema generalizzato.
Se confermata, la pratica potrebbe avere ripercussioni legali ed economiche rilevanti per la casa automobilistica.
Un momento difficile per l’azienda
Questa vicenda giudiziaria arriva in un momento particolarmente delicato per Tesla.
I dati di vendita del primo trimestre del 2025 hanno registrato un calo a doppia cifra, segno di una crescente difficoltà competitiva sul mercato.
Secondo alcuni analisti, la causa è da ricercare in una gamma di modelli che non si rinnova da tempo, nell’aumento dell’offerta da parte della concorrenza e nel crescente malcontento attorno alla figura di Elon Musk.
A complicare ulteriormente la situazione è arrivato anche il richiamo per il Cybertruck, che abbiamo riportato nella notizia che trovate qui sopra, oltre ai suoi deludenti risultati di mercato.


