La ruggine tra Michael O’Leary ed Elon Musk non è nata ieri, ma negli ultimi giorni ha smesso di essere semplice folklore da social per trasformarsi in uno scontro pubblico a tutti gli effetti.
Tutto nasce da una questione molto concreta: il Wi-Fi a bordo degli aerei. Nei giorni scorsi O’Leary ha spiegato che Ryanair non intende installare la connettività satellitare di Starlink, giudicandola costosa, inutile sui voli brevi e penalizzante in termini di consumi e aerodinamica.
Secondo la compagnia, l’antenna da installare sulla fusoliera aumenterebbe la resistenza aerodinamica e il peso dell’aereo, con un impatto sui consumi stimato attorno allo 0,5–1% per volo. Un costo che, per una low cost con migliaia di tratte brevi al giorno, si tradurrebbe in milioni di euro l’anno. Ripartita sul numero di passeggeri, la spesa extra viene stimata in circa 1 euro a passeggero per tratta.
perhaps you need Wi-Fi @elonmusk? https://t.co/eq82qcLqKv
— Ryanair (@Ryanair) January 16, 2026
Una posizione coerente con il modello ultra-low cost della compagnia, ma sufficiente a innescare la reazione di Musk. Il fondatore di Tesla ha contestato pubblicamente queste valutazioni, sostenendo che l’impatto tecnico sarebbe minimo e che Ryanair rischierebbe di restare indietro sull’esperienza offerta ai passeggeri, che potrebbero così preferire altre compagnie in grado di garantire il Wi-Fi a bordo. Toni critici, dunque, ma ancora sorprendentemente misurati.
Il botta e risposta sui social tra Ryanair e Musk
La risposta di O’Leary, invece, è arrivata subito ed è stata tutt’altro che diplomatica. Il CEO di Ryanair ha liquidato le osservazioni di Musk come superficiali, ribadendo che chi non gestisce una compagnia aerea tende a sottovalutare l’impatto di costi anche marginali su un modello basato su tratte brevi, alta rotazione e margini ridottissimi. È in questo passaggio che il confronto ha iniziato a cambiare registro, spostandosi dal merito tecnico allo scontro personale.
He got the fuel impact calculation wrong by a factor of 10 and refuses to look either at physics-based calculations or measured fuel usage for 737s that fly Starlink.
Fire this imbecile.
— Elon Musk (@elonmusk) January 16, 2026
Musk, vistosi attaccato direttamente sui social, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco arrivando a lanciare un sondaggio sull’ipotesi — irrealistica — di acquistare Ryanair. E di metterne al comando qualcuno che, quanto meno, si chiami Ryan.
O’Leary, il carattere e la strategia
Quanto accaduto non è un incidente. O’Leary ha fatto della comunicazione ruvida e della provocazione sistematica un marchio di fabbrica, usando da anni le polemiche come leva di visibilità a costo zero. Elon Musk, per molti versi, ha costruito la propria immagine pubblica con una strategia non troppo diversa.
In questo caso, però, i ruoli sembrano invertirsi. Musk diventa il bersaglio ideale di O’Leary perché garantisce un’amplificazione mediatica immediata, mentre Ryanair può ribadire la propria identità anti-retorica, allergica alle promesse tecnologiche e concentrata esclusivamente su costi e prezzi. Più Musk alza il volume, più O’Leary riesce a riportare il discorso su di sé e sulla compagnia, trasformando lo scontro in pubblicità gratuita.
Don’t thank us, thank that big “IDIOT” @elonmusk 👀
Sale now on👇https://t.co/0c6IvsKyyB pic.twitter.com/JAxRNzaYTa
— Ryanair (@Ryanair) January 20, 2026
Appuntamento a Dublino
È con queste premesse che è arrivato poco fa l’annuncio di una conferenza stampa domani a Dublino, presentata da Ryanair come il momento in cui il suo CEO “affronterà” e “metterà a nudo” pubblicamente Musk dopo il suo sfogo su X.
Il linguaggio è volutamente teatrale e chiude, almeno per ora, la fase social dello scontro, promettendo un nuovo capitolo dal vivo. Su TechTalking torneremo sull’argomento con un aggiornamento dopo la conferenza stampa.
Fonte: X


