Il New York Times racconta di un sabato qualunque al circolo scacchistico di Almagro, quartiere di Buenos Aires. Ai tavolini di legno siedono un commercialista, uno studente e qualche bambino. E Peter Thiel.
Il cofondatore di PayPal e Palantir, miliardario di destra e finanziatore di Donald Trump, è il giocatore col punteggio più alto del torneo. Arriva terzo. “Non ha giocato male”, riferisce uno dei partecipanti. Thiel posa con la medaglia al collo e gioca una partita con un bambino.
Negli ultimi due mesi ha lasciato Los Angeles e Miami per stabilirsi a migliaia di chilometri di distanza. Ha comprato una villa in uno dei quartieri più esclusivi di Buenos Aires. Ha incontrato il presidente Javier Milei e diversi suoi ministri.
Ha trasferito la famiglia in Argentina e iscritto i figli in una scuola locale.
Un Piano B per la fine del mondo
Thiel colleziona passaporti. Nato in Germania, cresciuto in California, ha ottenuto la cittadinanza neozelandese nel 2011. Nel 2022 ha presentato richiesta per quella maltese. L’Argentina, secondo due fonti citate dal New York Times, sarebbe il prossimo Piano B.
La scintilla è californiana. Lo stato di Newsom voterà a novembre su una legge che applicherebbe una tassa del 5% sui patrimoni dei miliardari residenti. Thiel, che si è sempre opposto alle tasse, ha iniziato a guardarsi attorno. A fine 2024 stava già valutando di tagliare i ponti con la California.
Ma la California non è l’unica preoccupazione. Thiel teme la guerra nucleare e l’intelligenza artificiale fuori controllo. L’Argentina, isolata dai potenziali conflitti dell’emisfero settentrionale, funziona come uscita di sicurezza.
Il governo argentino sta intanto lavorando a un programma di “golden passport” (cittadinanza in cambio di investimenti rilevanti) e, secondo una fonte del Times, avrebbe esplorato l’idea di offrirla direttamente a Thiel. Il portavoce di Milei ha smentito.
Due anarco-capitalisti a Buenos Aires
I due si erano già incrociati nel 2024, in un incontro favorito da Alec Oxenford, ex imprenditore tecnologico oggi ambasciatore argentino a Washington. Il punto di contatto è semplice: avversione per le tasse, per il socialismo e per la cultura woke.
Da quando è arrivato a Buenos Aires in aprile, Thiel ha cenato a casa del ministro della deregolamentazione Federico Sturzenegger e ha incontrato il ministro dell’economia Luis Caputo. Il mese scorso è andato alla Casa Rosada con un socio di Founders Fund.
In un’intervista successiva, Milei ha descritto l’incontro come “un anarchico capitalista che ha incontrato un altro anarchico capitalista che sta mettendo le cose in pratica”. E ha raccontato che Thiel gli ha chiesto come avrebbe garantito la sopravvivenza del libertarismo argentino oltre il suo mandato.
Manuel Adorni, capo di gabinetto di Milei, ha esplicitato la cornice politica davanti al Congresso: “Tutti i miliardari del mondo che vogliono fuggire da paesi sempre più regolamentati, con tasse più alte e governi che perseguitano i propri cittadini, sono benvenuti nella repubblica argentina, la nuova terra della libertà”.
Anticristo, bunker e IA fuori controllo
A una cena a lume di candela nella sua villa di Buenos Aires, lo scorso mese, Thiel ha riunito economisti e intellettuali argentini per discutere della storia del paese. A un certo punto, la conversazione si è spostata sull’Anticristo.
È uno dei suoi temi preferiti, come abbiamo raccontato a settembre ricostruendo il ciclo di conferenze tenute da Thiel a San Francisco. L’Anticristo, secondo lui, sarà una figura carismatica che instaurerà un governo mondiale totalitario in nome della sicurezza, sfruttando la paura dell’IA, delle armi biologiche e della guerra nucleare.
Coerente con la sua visione, Thiel ha acquistato anche un terreno in Uruguay, vicino a Punta del Este, l’enclave turistica chiamata “gli Hamptons del Sudamerica”. Alcuni ipotizzano che possa ospitare un bunker antiatomico.
Non sarebbe il primo: l’imprenditore spagnolo-argentino Martin Varsavsky, vicino a Thiel, ha già costruito un ranch a Mendoza che considera un rifugio in caso di Terza Guerra Mondiale. “Nel momento in cui la Cina prende Taiwan o la Russia prende la Lituania, io sono a Buenos Aires”, ha dichiarato. “È bene avere un Piano B per la civiltà”.
Thiel divide l’Argentina
L’arrivo del miliardario ha polarizzato il paese. I sostenitori del governo lo presentano come la prova che l’Argentina si sta trasformando in un porto sicuro per gli investitori esteri. Anche perché lo stesso esecutivo li sta corteggiando attivamente con un programma di sgravi fiscali.
Juan Pablo Carreira, responsabile della comunicazione digitale della presidenza, ha scritto su X che Thiel è “già più argentino” degli esponenti della sinistra. In rete sono circolate immagini generate dall’IA che lo ritraggono davanti a una parrilla o intento a mangiare una ‘milanesa’.
I critici la leggono in modo opposto. “Quello che sta facendo Peter Thiel è terribile”, ha scritto su X la politica argentina Elisa Carrió, citando Palantir, la società di big data che Thiel ha cofondato e ora presiede. “Il suo insediamento in Argentina è ancora peggio”.
Alcuni temono che il vero obiettivo sia influenzare le elezioni presidenziali del prossimo anno, costruire grandi data center o accedere ai dati personali degli argentini attraverso Palantir, che mantiene rapporti strettissimi con il governo statunitense.
L’unico investimento concreto di Thiel resta per ora la villa di Buenos Aires e il terreno in Uruguay. Tutto il resto sono voci. Ma anche le voci fanno politica.
Fonte: The New York Times


