Palantir fa causa alla rivista che ha rivelato i suoi fallimenti in Svizzera

by | 23 Feb 2026 | Tech War

Riassunto IA
  • Le Forze Armate svizzere hanno formalmente sconsigliato l’adozione della tecnologia Palantir per i dati militari, citando il rischio di accesso da parte delle autorità statunitensi.
  • Palantir ha depositato a gennaio un’azione legale per diritto di risposta contro Republik, che aveva ricostruito anni di proposte respinte da più ministeri federali svizzeri.
  • Il caso ha già raggiunto il Parlamento britannico e si inserisce nel declino strutturale dei clienti europei di Palantir.
Tempo di lettura: 3 minuti

Palantir non accusa Republik di aver mentito. Non chiede risarcimenti, non avanza accuse di diffamazione. Chiede solo di pubblicare una replica.

È una mossa insolita, per una grande azienda internazionale che si rivolge contro una piccola testata indipendente svizzera. Ma il tempismo non è casuale: la causa è stata depositata a gennaio, poche settimane dopo che Republik aveva pubblicato due articoli che ricostruivano nel dettaglio anni di tentativi falliti di Palantir di penetrare le istituzioni federali elvetiche. Una campagna sistematica, respinta ministero per ministero.

Gli articoli di Republik, pubblicati a dicembre, raccontano una storia precisa: quella di un’azienda che per anni ha bussato a ogni porta disponibile del governo svizzero.

Palantir aveva coinvolto le Forze Armate e il ministero della difesa, contattato la Cancelleria federale durante la crisi Covid, avanzato proposte all’Ufficio federale della sanità pubblica, avviato discussioni con l’ufficio di segnalazione del riciclaggio di denaro e presentato offerte all’Ufficio federale di statistica.

Una campagna  insomma trasversale, pluriennale, capillare. E sistematicamente respinta.

Le autorità svizzere hanno sollevato in più occasioni preoccupazioni legate alla sovranità dei dati e alla conformità normativa. Nei fatti, il rischio è che informazioni sensibili dello Stato finiscano, in qualche forma, sotto la giurisdizione americana.

Il documento che ha colpito di più

Il punto più delicato è un rapporto interno delle Forze Armate svizzere del dicembre 2024, ottenuto da Republik attraverso una richiesta di accesso agli atti e successivamente esaminato anche dal Financial Times.

Il documento raccomandava esplicitamente di non adottare la tecnologia Palantir per la gestione dei dati militari, citando il rischio concreto che le autorità statunitensi potessero accedere ai file.

Un funzionario del governo svizzero ha confermato che si tratta di una questione particolarmente “delicata” per l’azienda. È facile capire perché: un esercito neutrale che mette nero su bianco la propria sfiducia verso un fornitore americano è esattamente il tipo di notizia che Palantir preferirebbe non vedere circolare.

Il diritto di risposta di Palantir

La causa non è per diffamazione. Palantir sostiene invece che Republik non le abbia concesso un adeguato diritto di risposta ai sensi della legge svizzera sui media, contestando la presentazione dei documenti pubblici utilizzati negli articoli.

“Tutto ciò che abbiamo chiesto a Republik è di pubblicare la nostra breve e puntuale contro-dichiarazione al loro resoconto fuorviante”, ha dichiarato l’azienda. La direttrice di Republik, Katharina Hemmer, racconta una versione diversa: Palantir avrebbe chiesto di pubblicare una replica molto lunga per ciascun articolo, con contenuti che la redazione ha ritenuto non idonei a confutare il reportage.

La rivista conferma di restare pienamente dietro ai propri pezzi. Un giudice si pronuncerà probabilmente a marzo. Le azioni per diritto di risposta sono uno strumento comune in Svizzera, ma è raro che una multinazionale le utilizzi contro una piccola testata locale.

L’Europa guarda, Westminster cita

La storia ha già varcato i confini svizzeri. La settimana scorsa un deputato laburista britannico, nel corso di un dibattito parlamentare sui contratti di difesa del governo con Palantir, ha citato direttamente il reportage di Republik: “Persino l’esercito svizzero ha rifiutato Palantir come piattaforma per ragioni di sicurezza nazionale”, ha detto, chiedendo che la Gran Bretagna si allontani dall’azienda.

Come abbiamo raccontato, Karp stesso ha ammesso agli investitori l’esistenza di una “reale esitazione” in parti d’Europa verso gli strumenti di Palantir, con i clienti non statunitensi scesi dal 33% al 23% delle vendite totali nell’ultimo anno.

Il caso svizzero non è un episodio isolato: è la forma più documentata e pubblica di una diffidenza europea che cresce, e che ora grazie a Republik ha un nome, una data e un rapporto militare allegato.

Fonte: Financial Times

POTREBBE INTERESSARTI

sean duffy cina ford

L’amministrazione Trump attacca gli accordi di Ford con aziende cinesi

Il governo USA non gradisce gli accordi con CATL, Geely e BYD. Nel mirino anche le batterie prodotte in Michigan ma con tecnologia cinese.

BelGaN

Il Belgio arresta un ricercatore cinese per sospetto furto di tecnologia

Il ricercatore di BelGaN è stato fermato mentre stava partendo per Pechino. I procuratori indagano sul possibile trasferimento di segreti industriali a un’azienda...
silvano sansoni chapsvision

ChapsVision sfida Palantir: l’Europa cerca un’alternativa per intelligence e difesa

La società francese vale una frazione del gigante americano ma ha già conquistato l’intelligence francese e tedesca.

microsoft cina windows

La Cina non vuole più Windows nei suoi apparati statali

Il governo anticipa l’addio persino alla versione di Windows sviluppata appositamente per la Cina. L’ordine arriva a poche settimane dall’incontro...
Trump

Trump arruola le aziende private per attaccare i cybercriminali

Le società selezionate potranno infiltrare, bloccare e distruggere sistemi criminali all’estero. Ogni operazione dovrà però essere autorizzata dal governo

K3 Scout

K3 Scout, il drone navale britannico inviava dati in Cina

Le telecamere dei K3 Scout della Royal Navy mandavano segnali a un server cinese. La Difesa nega che siano usciti dati sensibili ma ha staccato la connettività.

aws amazon

Il nuovo data center di Amazon potrebbe avere la centrale più inquinante degli USA

La centrale a gas da 7,65 GW potrebbe essere autorizzata a emettere fino a 33 milioni di tonnellate di CO₂ l’anno. Ma Amazon conferma l’obiettivo “net zero” entro il...
EU Europa IRIS²

L’Europa accelera IRIS²: altri 66 satelliti per ridurre la dipendenza dagli USA

Il nuovo piano aumenta del 60% la capacità di comunicazione governativa sicura nell’UE e apre alla competizione con Starlink anche nel direct-to-device.

ia africa

L’Africa sta scegliendo l’IA cinese (e gli USA stanno) a guardare

Modelli scaricabili, costi più bassi e capacità di calcolo gratuita stanno spingendo migliaia di sviluppatori africani verso Alibaba, DeepSeek e Huawei.

Brendan Carr FCC USA

Gli USA vogliono bloccare i componenti cinesi dai data center

Nel mirino i ricetrasmettitori ottici, essenziali per collegare le GPU. Ma il divieto potrebbe aumentare i costi dell’IA americana.

Share This