Meta vuole dimezzare il costo degli abbonamenti a Facebook e Instagram

by | 19 Mar 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

L’Europa si sta dimostrando un territorio sempre più difficile per le big tech. A farne le spese finora è stata soprattutto Apple, tra la multa “chiamata” da Spotify, la release “obbligata” di iOS 17.4 e la querelle con Epic Games. Oggi, però, la notizia che ci apprestiamo a dare riguarda invece Meta Platforms, che ha annunciato una significativa riduzione del suo abbonamento mensile per gli utenti di Facebook e Instagram, portandolo da 9,99 euro a 5,99 euro.

Non si tratta però di uno slancio di generosità di Zuckerberg, quanto di un tentativo di mitigare le preoccupazioni sollevate dai regolatori europei in materia di privacy e di antitrust. L’iniziativa arriva infatti in seguito a una serie di contestazioni da parte di gruppi attivi nella difesa della privacy e dei diritti dei consumatori riguardo al modello di sottoscrizione di Meta, in Europa. Tale modello, che dietro il pagamento di un corrispettivo rimuove la pubblicità, è stato criticato poiché di fatto costringe gli utenti a pagare al fine di tutelare la propria privacy.

Scegliendo di sottoscrivere l’abbonamento in Europa per utilizzare Facebook e Instagram senza pubblicità, Meta infatti non elabora più i dati personali degli utenti. Questi, infatti, vengono utilizzati per erogare pubblicità personalizzata ma è chiaro che in sua assenza, Meta non ha più motivo di raccoglierli.

Il lancio di questo servizio a novembre si era reso necessario per adeguarsi al Digital Markets Act (DMA), una normativa che limita la capacità dell’azienda di personalizzare le pubblicità senza il consenso esplicito degli utenti, intaccando una delle principali fonti di entrate di Meta.

L’azienda ha spiegato che la nuova struttura tariffaria intende trovare un compromesso tra le rigide richieste delle leggi europee sulla privacy e le disposizioni del DMA. “Da tempo desideravamo accelerare questo processo per raggiungere una situazione di equilibrio… pertanto, abbiamo proposto di abbassare il prezzo da 9,99 a 5,99 euro per un singolo account e a 4 euro per ogni account aggiuntivo”, ha affermato Tim Lamb, avvocato di Meta, durante un’audizione presso la Commissione Europea. “Siamo convinti che questa sia la fascia di prezzo più bassa che qualsiasi persona ragionevole possa aspettarsi di pagare per servizi di questa qualità. Riteniamo che sia un’offerta concreta. L’attuale incertezza normativa necessita di essere rapidamente chiarita”.

L’attivista austriaco per la privacy Max Schrems ha però sottolineato che la questione non riguarda la quota di iscrizione. “In realtà, il nocciolo della questione non è l’importo da pagare, ma piuttosto l’approccio complessivo ‘pagare o accettare’. L’obiettivo di ‘pagare o accettare’ è di spingere gli utenti a scegliere di accettare, anche quando questa opzione non rappresenta la loro libera e autentica volontà. Non crediamo che il semplice adeguamento dell’importo renda questo metodo conforme alla legge”.

Meta ha proposto l’offerta modificata ai regolatori all’inizio dell’anno ed è attualmente in fase di negoziazione con le autorità per la protezione dei dati, in particolare con l’organo di controllo irlandese. Le aziende che violano il DMA rischiano multe fino al 10% del loro fatturato globale annuo.

Ma, dice il saggio, “se il servizio è gratis, il prodotto sei tu”. E se da un lato si possono comprendere le obiezioni dell’Unione Europea e di Max Schrems, dall’altro va ricordato che Facebook è da sempre un servizio gratuito proprio perché si regge sulle pubblicità. Pretendere che Facebook eroghi comunque un servizio gratuito senza però il beneficio della rivendita pubblicitaria, pare dunque poco realistico. Anche perché quello di Zuckerberg non è un servizio di prima necessità, né Meta è un’azienda no-profit…

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