Apple: app store alternativi e sideloading presto disponibili in Europa

da | 27 Gen 2024 | Tech

Il Digital Markets Act (DMA) è una legislazione dell’Unione Europea volta a promuovere la concorrenza e a limitare il potere dei grandi operatori digitali, definiti “gatekeeper”, ossia le grandi aziende tecnologiche. Adottato nel marzo 2023, il provvedimento stabilisce regole per garantire che i mercati digitali rimangano giusti e aperti. Tra le varie disposizioni, impone ai grandi operatori di sistemi operativi mobili, come iOS di Apple, di permettere agli utenti di scaricare app da app store di terze parti. Questo mira a ridurre il monopolio degli app store esistenti e a dare agli sviluppatori più libertà e opportunità nel mercato delle app.

Ed è in applicazione del DMA che un cambiamento epocale sta per travolgere iPhone e il suo ecosistema di app, rimasto sostanzialmente invariato dal lancio dell’App Store nel lontano 2008. Apple ha infatti annunciato un cambio radicale nelle regole di pubblicazione del software iOS nell’Unione Europea, in risposta al Digital Markets Act che entrerà in vigore a marzo.

Per la prima volta app store di terze parti potranno essere utilizzati su iPhone e iPad, mettendo fine al ruolo egemone di Apple App Store come unico distributore ufficiale. I marketplace alternativi, come vengono definiti dalla stessa Apple, potranno essere installati dagli utenti dell’UE che utilizzano iOS 17.4 scaricandoli direttamente dal web. I nuovi marketplace dovranno comunque essere approvati da Apple tramite un apposito processo ma, una volta ottenuto il consenso, l’utente potrà installare qualsiasi applicazione contenuta al loro interno, potenzialmente anche quelle in violazione delle specifiche linee guida dello store ufficiale di Apple. L’utente potrà anche bypassare l’App Store e impostare di default uno store di terze parti per effettuare il cosiddetto sideloading, ossia l’installazione di applicazioni su un dispositivo mobile da fonti esterne al negozio di applicazioni ufficiale del sistema operativo..

Gli sviluppatori potranno scegliere se utilizzare i metodi di pagamento forniti da Apple o integrare altri sistemi di pagamento senza pagare le tariffe addizionali ad Apple stessa. La casa della Mela ha comunque in programma di tenere sotto stretta osservazione il processo di distribuzione delle app e gli sviluppatori dovranno continuare a rispettare una serie di requisiti base della piattaforma di distribuzione (che verrà comunque gestita dai sistemi di Apple) come, per esempio, sottoporre a un controllo anti-malware le app distribuite.

Apple sta apportando dei cambiamenti al funzionamento strutturale di come saranno richieste le commissioni, a seconda che gli sviluppatori scelgano di continuare ad utilizzare l’AppStore o di distribuire le loro applicazioni attraverso i nuovi marketplace. Le applicazioni sull’App Store che opteranno per un sistema di pagamento alternativo dovranno pagare una commissione del 17% (invece del 30%) sui prodotti e servizi digitali. Questa percentuale si ridurrà al 10% per le app che rientrano nella categoria “piccole imprese” di Apple. In aggiunta, vi sarà una commissione del 3% per gli sviluppatori che sceglieranno di usare il sistema di elaborazione pagamenti di Apple. Gli sviluppatori avranno l’opzione di aderire a queste nuove condizioni o continuare a utilizzare il sistema tradizionale, distribuendo le loro app tramite l’App Store.

Il sideloading è il processo di installazione di applicazioni su un dispositivo mobile, come uno smartphone o un tablet, da fonti esterne all’app store ufficiale del sistema operativo. Per alcuni, agevolerà l’installazione di malware sui dispositivi Apple.

Apple sta anche introducendo una nuova tariffa per le app molto popolari. Questa nuova Core Technology Fee ammonterà a 0,50 euro per ogni installazione annuale dell’app, applicabile solo dopo il raggiungimento di un milione di installazioni annuali nell’UE. Apple prevede che più del 99% degli sviluppatori vedrà ridotte o invariate le commissioni a carico, mentre meno dell’1% pagherà la commissione per la tecnologia di base. In aggiunta, Apple sta permettendo l’uso di app store e sistemi di pagamento alternativi, e sta aprendo altri elementi dell’ecosistema iOS nell’UE. Per la prima volta saranno permessi motori di browser alternativi a WebKit e gli utenti potranno scegliere browser diversi da installare all’apertura di Safari su iOS 17.4.

L’App Store si sta poi aprendo ai servizi di streaming di giochi a livello globale, che precedentemente erano limitati dalle politiche di Apple. Infine, come annunciato dalla Commissione Europea, Apple permetterà agli sviluppatori dello Spazio Economico Europeo di integrare pagamenti NFC nelle loro applicazioni di terze parti.

Le modifiche apportate da Apple potrebbero essere accolte favorevolmente dagli sviluppatori, attualmente critici nei confronti del controllo di Apple in merito alla distribuzione delle app iOS. Ad esempio, Spotify, che ha sempre criticato la commissione del 30% di Apple attualmente in vigore, ha annunciato piani per riportare gli acquisti in-app sulla sua app iOS, e permettere agli utenti di aggiornare gli abbonamenti o acquistare audiolibri nell’UE dopo l’entrata in vigore del DMA.

Il DMA impone altri obblighi, come permettere agli utenti di disinstallare app predefinite e rendere i grandi servizi di messaggistica interoperabili coi rivali. Vieta inoltre ai gatekeeper di posizionare i loro prodotti più in alto nei negozi di app rispetto ai rivali di terze parti o di richiedere agli sviluppatori di utilizzare i loro sistemi di pagamento in app, come ad esempio Apple Pay.

In base a quanto regolamentato nel DMA, oltre ad Apple la Commissione Europea ha classificato come gatekeeper Amazon, Meta, Microsoft, ByteDance (TikTok) e Alphabet (Google). Alcune di queste aziende, tra cui Meta, Google e Microsoft, hanno annunciato pubblicamente cambiamenti futuri ai loro servizi a seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento.

Bisognerà vedere se i cambiamenti apportati da Apple, compresi i suoi nuovi tassi di commissione, soddisferanno i suoi critici più noti, tra cui anche Epic Games, che ha combattuto duramente contro la cosiddetta Apple Tax. Dopo anni di dibattiti teorici e cause giudiziarie combattute duramente, stiamo per scoprire se gli utenti, almeno nell’UE, si preoccuperanno realmente di app store e metodi di pagamento alternativi o se sceglieranno di attenersi alle classiche opzioni interne di Apple.

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