Interlune è pronta a estrarre elio-3 dalla Luna

by | 15 Mar 2024 | Aerospace

Tempo di lettura: 3 minuti

L’elio-3 rappresenta una frontiera intrigante per la ricerca scientifica e le applicazioni commerciali.

Prodotto dal Sole e trasportato verso la Terra dal vento solare, questo isotopo dell’elio (caratterizzato da due protoni e un neutrone) si scontra col campo magnetico terrestre, che ne impedisce l’accumulo naturale sul nostro pianeta. Di conseguenza, l’elio-3 è estremamente raro sulla Terra, con fonti limitate derivanti da test di armi nucleari, reattori nucleari e decadimento radioattivo. Ciò rende ogni litro di questo materiale un bene prezioso dal costo di qualche migliaio di dollari.

Sulla Luna però non esiste la magnetosfera, e si stima che ingenti quantità di elio-3 siano intrappolate nella regolite, offrendo un potenziale inesplorato per l’esplorazione spaziale e le tecnologie future. Col termine “regolite”, è giusto ricordarlo, s’intende l’insieme di sedimenti, polvere e frammenti di materiale che compongono lo strato più esterno della superficie dei pianeti rocciosi. Come la Terra, Marte, gli asteroidi e, appunto, i corpi celesti come le lune.

L’interesse per l’elio-3 è guidato non solo dalla sua scarsità terrestre ma anche dalle sue potenziali applicazioni. Nel breve termine, si prevede una significativa domanda per i superconduttori dei computer quantistici e per l’imaging medico. Guardando invece a lungo termine, si ipotizza l’utilizzo dell’elio-3 come combustibile per reattori a fusione, un concetto sostenuto da figure eminenti quali Harrison “Jack” Schmitt, geologo dell’Apollo 17. Tuttavia, va ricordato che la comunità scientifica rimane cauta riguardo alla fattibilità di queste applicazioni avanzate.

La sfida di Interlune

Nonostante le sfide appena descritte, l’avventura imprenditoriale di due veterani di Blue Origin, l’ex presidente Rob Meyerson e il capo architetto Gary Lai, mira proprio a rivoluzionare questo scenario. La loro startup, Interlune, fondata nel 2022 è uscita dall’anonimato con l’annuncio di un finanziamento di 15 milioni di dollari, punta a estrarre elio-3 dalla superficie lunare per portarlo sulla Terra e quindi commercializzarlo.

Questo ambizioso progetto mira a superare le barriere tecnologiche e logistiche legate all’estrazione della regolite lunare e al rientro dei materiali sulla Terra, sfide non indifferenti data l’assenza di metodologie consolidate.

La visione di Meyerson si basa sull’attuale impegno della NASA nel Programma Artemis, vedendo in esso l’opportunità di sfruttare le prossime infrastrutture spaziali per realizzare la sua impresa mineraria lunare. “L’elio-3 è l’unica risorsa là fuori che ha un prezzo abbastanza alto da supportare il viaggio sulla Luna e il suo ritorno sulla Terra“, ha affermato Meyerson, sottolineando l’esistenza di un mercato già pronto ad accoglierlo.

Estrarre l’elio-3 dalla Luna non sarà facile. Sebbene si stimi che sul nostro satellite siano presenti 1 milione di tonnellate metriche di questo gas, l’elio-3 è distribuito sulla superficie lunare. L’azienda dovrà quindi trattare svariate tonnellate di regolite lunare per produrre un singolo grammo di elio-3.

Interlune sta lavorando al lancio di una missione dimostrativa nel 2026 che campionerà la regolite lunare, misurerà la quantità di elio-3 e poi tenterà di estrarne una parte. Meyerson ha detto che questa missione volerà probabilmente su una delle missioni di Commercial Lunar Services Provider di NASA, ossia compagnie private che volano regolarmente sulla Luna e trasportano una varietà di carichi governativi e commerciali.

Con progetti che includono l’implementazione di un impianto pilota entro il 2028, l’obiettivo è avviare la produzione e la fornitura di elio-3 entro il 2030. Partner potenziali come SpaceX e Blue Origin potrebbero facilitare il ritorno del prezioso gas, integrando così l’offerta di Interlune nei mercati terrestri. L’interesse di investitori di spicco, come il fondo di Alexis Ohanian, Seven Seven Six, testimonia il potenziale di questo “progetto ambizioso letterale”, come lo definisce l’investitore principale Katelin Holloway.

Sebbene i benefici immediati possano essere limitati, Interlune potrebbe gettare le basi per un’avventura spaziale che influenzerà future generazioni, trasformando la nuova corsa all’oro lunare in una realtà concreta.

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