Il governo di Keir Starmer conferma una volta di più la sua predilezione per George Orwell ordinando ad Apple di creare una backdoor nei suoi sistemi di crittografia. Lo scopo? Consentire l’accesso ai dati degli utenti su iCloud.
La richiesta, coperta dal segreto di Stato, rischia di scatenare una delle più grandi battaglie sulla privacy nella storia della tecnologia, sollevando dubbi sulle implicazioni per la sicurezza globale.
L’ordine segreto del Regno Unito ad Apple
Secondo fonti interne riportate da Bloomberg, il governo britannico ha emesso un ordine segreto a gennaio, imponendo ad Apple di aggirare la crittografia che protegge i dati degli utenti memorizzati nei suoi servizi cloud.
La richiesta si basa sull’Investigatory Powers Act, una legge che consente alle autorità di costringere le aziende a fornire accesso ai dati attraverso un “technical capability notice”.
E fate attenzione: la normativa vieta anche alle aziende di rivelare se abbiano ricevuto un simile ordine.
Apple ha evitato qualsiasi commento sulla vicenda ma va segnalato che in passato ha già ribadito il proprio impegno a difendere la privacy degli utenti.
“Proteggere la privacy dei nostri utenti e la sicurezza dei loro dati è al centro di tutto ciò che facciamo”, ha dichiarato l’azienda, aggiungendo di essere profondamente preoccupata per le proposte britanniche.
Come attivare la protezione avanzata dei dati su Apple iCloud
Per garantire una maggiore sicurezza dei propri dati, gli utenti Apple possono attivare la funzione “Protezione dati avanzata” sui loro dispositivi.
Su iPhone, Mac o iPad, basta accedere all’app Impostazioni e cliccare sul proprio account Apple. Da lì, bisogna aprire il pannello iCloud, scorrere fino in fondo e selezionare “Protezione dati avanzata”. Un menu guiderà l’utente nella configurazione.
Apple fornisce inoltre una guida dettagliata sul proprio sito web, illustrando le differenze tra la crittografia end-to-end e la protezione standard.
Per attivare la funzione, è necessario impostare un contatto di recupero account attendibile o scaricare una chiave di recupero speciale.
Il Regno Unito come la Cina?
La richiesta del governo britannico solleva un interrogativo inquietante: qual è la differenza tra questa imposizione e le stesse misure di sorveglianza adottate dal governo cinese?
Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno giustificato le restrizioni a TikTok e ad altre aziende cinesi (come DeepSeek) sostenendo che Pechino potrebbe obbligare le imprese a condividere i dati degli utenti per motivi di sicurezza nazionale.
Ora, però, il Regno Unito sta applicando la stessa logica alle aziende occidentali, col rischio di creare un pericoloso precedente.
Se Apple fosse costretta a concedere l’accesso al governo britannico, altri Paesi, compresi quelli con regimi repressivi, potrebbero avanzare richieste simili.
La creazione di una backdoor, infatti, non può essere limitata a un solo governo “affidabile”: una volta aperta una breccia nella crittografia, la sicurezza di tutti gli utenti diventa vulnerabile a intrusioni da parte di attori malevoli, hacker o governi autoritari.
Apple, Google e Microsoft hanno da tempo avvertito che la crittografia è essenziale per proteggere cittadini, giornalisti e attivisti da sorveglianza illegale e attacchi informatici.
La battaglia tra governi e Big Tech sulla sicurezza dei dati pare dunque destinata a intensificarsi, con conseguenze che potrebbero ridefinire il concetto stesso di privacy digitale.


