Dopo una settimana di rivolte alimentate da false informazioni diffuse online, il governo britannico sta valutando modifiche all’Online Safety Act, una legge volta a regolamentare le attività dei social media.
La legge, approvata in ottobre, ma che entrerà in vigore solo all’inizio del prossimo anno, consente al governo di multare le aziende di social media fino al 10% del loro fatturato globale se violano le norme in essa contenuta. Attualmente, le aziende rischiano una multa solo se non riescono a monitorare e rimuovere contenuti illegali, come incitamenti alla violenza o discorsi d’odio. Le modifiche proposte potrebbero consentire all’Ofcom (l’autorità britannica per le comunicazioni) di sanzionare le aziende anche per la diffusione di contenuti “legali ma dannosi”, come la disinformazione.
Il nuovo governo laburista, recentemente eletto, ha ereditato questa legge dai conservatori precedentemente in carica, che avevano trascorso molti mesi a cercare un equilibrio tra la libertà di espressione e la necessità di prevenire i danni online. Reuters riporta un sondaggio condotto da YouGov dal quale emerge che su oltre 2.000 adulti, due terzi degli intervistati (66%) ritengono che le aziende di social media debbano essere ritenute responsabili per i post che incitano a comportamenti criminali, e il 70% pensa che queste aziende non siano sufficientemente regolamentate. Inoltre, il 71% ha affermato che non si è fatto abbastanza per contrastare la disinformazione durante le rivolte.

Fonte: Wikipedia
Il ministro dell’Ufficio di Gabinetto, Nick Thomas Symonds, ha dichiarato che il governo potrebbe rivedere la struttura della legge se necessario, e il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha affermato che la legge deve essere modificata alla luce delle recenti rivolte.
Le rivolte si sono diffuse in tutto il Regno Unito dopo che post online molto condivisi hanno erroneamente identificato il sospetto assassino di tre giovani ragazze, vittime di un attacco con coltello il 29 luglio, come un migrante musulmano. Durante questi disordini, il proprietario di X (precedentemente Twitter), Elon Musk, ha condiviso informazioni fuorvianti, incluso un post che suggeriva che una guerra civile nel Regno Unito fosse “inevitabile”. Il portavoce del Primo Ministro Keir Starmer ha dichiarato che tali commenti sono “ingiustificabili”.


