Il bonus da $56 miliardi di Elon Musk è stato nuovamente respinto

by | 3 Dic 2024 | Business, Politica

Tempo di lettura: 5 minuti

Un giudice del Delaware ha negato nuovamente il pacchetto retributivo record di 56 miliardi di dollari di Elon Musk, nonostante gli azionisti di Tesla avessero votato per ripristinarlo dopo il primo giudizio contrario.

A gennaio, infatti, avevamo già scritto di quando il giudice Kathaleen McCormick, della Corte di Cancelleria del Delaware, aveva annullato il più alto pacchetto retributivo per un CEO nella storia.

La decisione era stata presa dopo che un gruppo di azionisti di Tesla aveva sollevato il caso, sostenendo che il Consiglio di amministrazione dell’azienda fosse troppo influenzato da Musk quando approvò il pacchetto nel 2018.

La contromossa di Elon Musk

Elon Musk ha risposto al primo giudizio chiedendo agli azionisti di partecipare a un nuovo voto sull’assegnazione del pacchetto, da pagare in azioni. A giugno, quella misura è stata approvata.

La McCormick, però, in queste ore ha deciso di mantenere la sua decisione originale contro Musk, Tesla e alcuni membri del consiglio che avevano contestato la decisione precedente.

“Il grande e talentuoso gruppo di studi legali della difesa è stato creativo con l’argomento della ratifica, ma le loro teorie senza precedenti vanno contro molteplici filoni di legge consolidata”, ha detto non senza un pizzico di ironia la McCormick nel suo verdetto.

La McCormick ha poi affermato che le regole impediscono alla sua corte di considerare il nuovo voto degli azionisti e che la difesa non ha basi per invertire la decisione precedente “basata su prove che hanno creato dopo il processo”.

Il giudice ha altresì respinto alcuni argomenti avanzati dai querelanti che hanno contestato il pacchetto retributivo di Musk, rifiutando la loro richiesta di un premio di 5,6 miliardi di dollari in onorari, giudicata eccessiva dai sostenitori di Musk.

“In un caso riguardante una compensazione eccessiva, si è trattato di una richiesta audace”, ha detto la McCormick riguardo a quanto avanzato dei querelanti, assegnando loro un importo di ‘soli’ 345 milioni di dollari, pagabile in azioni Tesla o in contanti.

Musk rimane la persona più ricca del mondo

Prima che il pacchetto retributivo fosse annullato per la prima volta dalla McCormick, a gennaio, Musk aveva minacciato di ritirarsi da Tesla a meno che non gli fosse concesso maggiore controllo e influenza dagli azionisti.

Il voto degli azionisti a favore del pacchetto suggeriva che gli investitori avevano ancora molta fiducia nel CEO, nonostante l’anno fosse iniziato con vendite deludenti, licenziamenti di massa e un maggiore controllo regolamentare.

Anche senza questo vertiginoso bonus, secondo Bloomberg, Musk rimane comunque la persona più ricca del mondo, col suo patrimonio che ha raggiunto un massimo storico.

Le azioni di Tesla sono infatti aumentate vertiginosamente da quando Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali il mese scorso, poiché gli investitori scommettono che le aziende di Musk beneficeranno della relazione col presidente eletto, e delle regolamentazioni allentate dalla prossima amministrazione.

Le reazioni

Musk non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Sul suo sito di social media X, ha risposto al commento di un altro utente sulla sentenza e ha scritto che la McCormick è “un’attivista che si spaccia per giudice”.

Una dichiarazione pubblicata dall’account di Tesla su X afferma che la società farà appello alla decisione di lunedì. “Questa sentenza, se non annullata, significa che giudici e avvocati dei querelanti gestiscono le società del Delaware piuttosto che i loro legittimi proprietari, ossia gli azionisti”.

Gli avvocati dei querelanti hanno invece detto di essere soddisfatti della sentenza della McCormick e delle spese assegnate. “Speriamo che la decisione ben ragionata del giudice metta fine a questa questione per gli azionisti di Tesla”, hanno scritto in una dichiarazione rilasciata dallo studio legale Bernstein, Litowitz, Berger & Grossmann.

“Tuttavia, se i difensori sceglieranno  di ritardare ulteriormente l’implementazione di questa sentenza facendo appello, attendiamo con piacere il privilegio di difendere le opinioni ponderate e ben fondate della Corte in appello alla Corte Suprema del Delaware.”

La cosiddetta “immoralità” del compenso e le differenze con Tavares

Solo ieri scrivevamo dei 100 milioni di euro coi quali Carlos Tavares uscirà da Stellantis. E in queste ore non pochi hanno accusato di immoralità sia questa buonuscita, sia il bonus di Elon Musk.

Sentiamo però il bisogno di mettere i famosi puntini sulle “i” e di spiegare la differenza tra i due casi.

Carlos Tavares ha assunto la guida di Stellantis nel gennaio 2021, in seguito alla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e PSA Group. Al momento della nascita, la capitalizzazione di mercato di Stellantis era di circa 52,3 miliardi di euro.

Sotto la sua gestione, il valore di mercato dell’azienda ha raggiunto un massimo storico nel marzo 2024, con azioni quotate a 27,35 euro e una capitalizzazione superiore a 74 miliardi di euro.

Successivamente, Stellantis ha affrontato molteplici sfide, tra cui un calo delle vendite e tensioni sindacali, che hanno portato a una diminuzione del valore azionario. Al momento delle dimissioni di Tavares, la capitalizzazione del gruppo è scesa a circa 37,9 miliardi di euro.

Passando a Tesla, quando il Consiglio di amministrazione approvò nel gennaio del 2018 il pacchetto retributivo per Elon Musk, la capitalizzazione di mercato dell’azienda era di circa 59 miliardi di dollari.

Il pacchetto era basato esclusivamente su stock option, ed era legato al raggiungimento di specifici obiettivi di capitalizzazione e a performance finanziarie.

Obiettivi che Musk non solo ha conseguito in toto, ma che ha anche abbondantemente superato visto che il traguardo finale che gli era stato assegnato, che al CdA doveva sembrare fantascientifico, era di 650 miliardi di dollari.

Da allora, però, il valore di Tesla è cresciuto a dismisura, superando la soglia dei 1.000 miliardi di dollari nell’ottobre 2021.  E dopo essere sceso a inizio anno, il titolo è risalito al punto che a novembre la capitalizzazione di mercato di Tesla ha nuovamente superato il trilione di dollari, raggiungendo circa 1.100 miliardi di dollari. Ossia poco meno del doppio dell’obiettivo ultimo che gli era stato assegnato.

Siccome parlare di queste cifre può essere disorientante, immaginate che Elon Musk sia il consulente finanziario della vostra banca e che voi abbiate 10mila euro sul conto corrente. Soldi che grazie al suo operato, diventano ben 186mila. In cambio, però, Elon Musk vi chiede circa 33mila euro di commissioni. Accettereste?

Visto che comunque guadagnereste 143mila euro (partendo da 10mila, lo ricordiamo), crediamo che chiunque di voi sottoscriverebbe un patto simile. Ed è esattamente, con vari zero in più, quanto accaduto con Tesla.

Infine, ricordiamo che mentre Tavares, indipendentemente dai risultati, nel 2023 ha avuto uno stipendio annuo di circa 36,5 milioni di euro, in crescita del 56% rispetto ai 23,4 milioni di euro dell’anno precedente, Elon Musk non percepisce da Tesla né uno stipendio base, né bonus in contanti.

La sua remunerazione sarebbe stata interamente basata sul famoso pacchetto di stock option, legato solamente ai risultati. Questo modello è stato introdotto proprio nel 2018, col controverso accordo che il giudice McCormick ha ritenuto opportuno invalidare.

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