Il pacchetto retributivo da 56 miliardi di dollari di Elon Musk è diventato un tormentone a partire dallo scorso febbraio. Ossia da quando il giudice Kathaleen McCormick lo ha bloccato, affermando che era dannoso per gli azionisti che, a suo dire, lo avevano votato dopo essere stato “fuorviati”.
Nelle ultime settimane c’è stato un forte pressing di Tesla sull’azionariato per farlo riapprovare, usando il bastone e la carota. Da un lato ha avvertito che, in caso di insuccesso, Elon Musk avrebbe potuto abbandonare Tesla. Dall’altro ha offerto un tour esclusivo della fabbrica di Austin guidato dal miliardario in persona, come premio per alcuni fortunati azionisti.
Non è un dettaglio da poco, perché Tesla ha una proporzione insolitamente alta di investitori al dettaglio rispetto a quelli istituzionali. E così, mentre diverse società di consulenza hanno raccomandato di votare contro la proposta, gli azionisti al dettaglio hanno deciso diversamente.
Nella giornata di ieri, dunque, è stato riapprovato il pacchetto retributivo di Elon Musk, il che lo renderà il dirigente più pagato della storia moderna. Per molti, però, si è trattato di un risultato prevedibile.
Gli azionisti volevano da un lato premiare Musk per aver trasformato Tesla nella casa automobilistica più preziosa al mondo, il che ha creato enormi ricchezze per loro stessi. Hanno anche voluto smentire le critiche alla sua leadership, specialmente ora che la sua attenzione si sta spostando verso altre imprese.
Dall’altro hanno voluto tutelare i loro investimenti perché è chiaro che il giorno che Elon Musk abbandonasse Tesla, le azioni della società andrebbero incontro a un serio contraccolpo. Il che sarebbe un problema ancor più grave, visto che l’azienda ha già visto diminuire negli ultimi mesi il prezzo delle sue azioni a causa di una domanda debole per l’elettrico, che si è tradotta in ricavi in discesa. Tesla ha poi dovuto licenziare almeno il 10% della forza lavoro, e la sua gamma di veicoli necessita di un rinnovamento.
Telenovela finita, dunque? In realtà, no. La sentenza del tribunale del Delaware, che ha annullato il suo pacchetto retributivo, rimane valida. Tesla però punta sul fatto che la riapprovazione degli azionisti aiuterà Musk nel tentativo di ribaltare la sentenza il verdetto, probabilmente attraverso ricorso alla Corte Suprema dello Stato.
L’unica cosa certa è che gli investitori hanno anche approvato il trasferimento della sede legale dell’azienda dal Delaware al Texas, ritorsione che lo stesso Musk aveva annunciato subito dopo la decisione del giudice.


