Il CTO di Meta: “Se non vi piacciono le nuove politiche, dovreste andarvene”

by | 14 Feb 2025 | Politica

Il Chief Technology Officer di Meta, Andrew Bosworth | Foto: Meta
Tempo di lettura: 3 minuti

Le recenti politiche di Meta stanno generando un’ondata di malcontento, sia tra i dipendenti che tra i gruppi per i diritti digitali.

Da un lato, il CTO (Chief Technology Officer) Andrew Bosworth ha invitato chi non condivide le nuove linee aziendali a lasciare l’azienda.

Dall’altro, una coalizione di oltre 250 organizzazioni ha chiesto le dimissioni del Consiglio di Sorveglianza, accusandolo di non contrastare il ridimensionamento della moderazione dei contenuti.

“Se non vi sta bene, potete andarvene”

L’atmosfera in Meta è tesa. Un recente scambio interno tra dipendenti ha rivelato il crescente malcontento nei confronti della direzione aziendale. Secondo un report di Business Insider, in una chat interna un lavoratore ha criticato Meta per aver ridotto i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) e per aver, a suo dire, soffocato il dissenso interno.

La risposta del CTO Andrew Bosworth è stata netta: chi non condivide le decisioni aziendali e si sente autorizzato a divulgare informazioni ai media “dovrebbe considerare di lavorare altrove”.

A chi segnalava un clima di sfiducia crescente, Bosworth ha risposto senza mezzi termini: “Se vi sentite in questo modo, dovreste licenziarvi. Lo dico sul serio”.

La tensione interna emerge mentre Meta sta portando avanti una controversa ondata di licenziamenti, ufficialmente mirata a tagliare i “dipendenti con basse performance”.

Il Consiglio di Sorveglianza di Meta sotto pressione

Mentre la leadership di Meta stringe la presa sulle politiche aziendali, anche il suo Consiglio di Sorveglianza è nel mirino delle critiche.

Una coalizione di gruppi per i diritti digitali ha chiesto le dimissioni in massa dell’organismo, accusandolo di essere diventato uno strumento di facciata senza reale capacità di contrastare le scelte dell’azienda.

“La scelta davanti a voi è chiara: dare credibilità a un’azienda che sta smantellando deliberatamente le tutele per la democrazia e i diritti umani, oppure prendere posizione in difesa dei principi stessi per cui siete stati nominati”, si legge in una lettera aperta inviata al Consiglio.

Il gruppo accusa Meta l’Oversight Board di aver ridotto drasticamente la moderazione dei contenuti e di aver preso decisioni che favoriscono la diffusione della disinformazione e l’odio online.

La decisione di Zuckerberg di interrompere il fact-checking negli Stati Uniti e di modificare le politiche sulla moderazione è stata vista come un cedimento alle pressioni politiche della destra americana.

“Non è il momento di dimettersi, ma di intensificare il nostro impegno”

Il Consiglio di Sorveglianza ha respinto le richieste di dimissioni, affermando che il suo ruolo di supervisione è più importante che mai.

“I recenti cambiamenti nelle politiche di Meta sottolineano un punto: la supervisione indipendente non è mai stata così importante”, hanno dichiarato i co-presidenti dell’organismo in una nota congiunta.

Molti attivisti per i diritti digitali si sentono traditi dal Consiglio, accusato di non aver preso una posizione netta contro le recenti scelte di Meta. “Il loro compito è ritenere Meta responsabile, non fare da paravento per il suo attacco ai diritti umani e alla democrazia”, ha dichiarato Mona Shtaya di Digital Action.

Alcuni esperti di regolamentazione del discorso online ritengono che il Consiglio sia ormai irrilevante. “Il Consiglio ha speso anni a formulare dettagliate raccomandazioni sulle politiche di Meta, solo per vederle capovolte senza alcun coinvolgimento”, ha osservato Evelyn Douek, docente di diritto alla Stanford Law School.

Altri, invece, suggeriscono che il Consiglio debba prendere una posizione più aggressiva. “Se vogliono davvero cambiare le cose, dovrebbero radicalizzare le loro decisioni e vedere come reagisce Meta”, ha dichiarato Kate Klonick, docente di diritto alla St. John’s Law School.

“In altre parole, non dimettetevi. Costringeteli a licenziarvi”.

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