La caduta di Annapurna Interactive è il risultato di una lotta di potere

da | 29 Set 2024 | Videogames

Come sapete, su TechTalking ci piace parlare anche di videogiochi, e non potrebbe essere diversamente visti i trascorsi di chi scrive.

Non parliamo però dei singoli prodotti, per quello ci sono i siti specializzati. Preferiamo soffermarci su nuove tecnologie, trend, fenomeni di costume e storie. A patto che siano interessanti, ovviamente, e quella segue lo è.

Il mondo dei videogiochi è in fermento da quando, lo scorso 6 settembre, sono state rassegnate le dimissioni di massa che hanno coinvolto l’intero staff di Annapurna Interactive, la divisione videogiochi dell’omonima casa di produzione cinematografica.

Ora, a distanza di alcune settimane, giunge un’interessantissima ricostruzione dell’accaduto pubblicata su Bloomberg a opera di Jason Schreier. Chi fosse al di fuori nel mondo del gaming, sappia che si tratta di un giornalista specializzato in videogiochi particolarmente noto per i suoi articoli investigativi e i suoi approfondimenti sull’industria videoludica.

Per la lettura completa dell’articolo vi rimandiamo a questo link, noi ci limiteremo in questa sede a riportare i fatti salienti.

Ebbene, secondo la ricostruzione di Schreier, a scatenare la crisi in Annapurna è stata una lotta di potere interna tra Megan Ellison, fondatrice e proprietaria dell’azienda, e il leader storico della divisione videoludica, Nathan Gary. Il risultato è stato un esodo che ha lasciato la Ellison senza la squadra che aveva guidato Annapurna Interactive verso successi di critica e di mercato.

(Se quel cognome, Ellison, vi suona familiare, siete sulla buona strada: la 38enne proprietaria di Annapurna è infatti figlia del miliardario cofondatore di Oracle, Larry Ellison).

Annapurna Interactive e la fatal a Las Vegas

Tutto è iniziato con un episodio avvenuto a febbraio, quando Gary, presente alla convention DICE a Las Vegas, ha saputo che la Ellison aveva cenato con Hector Sanchez, un ex collega che Gary aveva contribuito a far uscire dall’azienda anni prima. Questo incontro, inaspettato e per molti versi simbolico, ha segnato l’inizio della fine per Gary alla guida della divisione.

Negli otto anni di vita di Annapurna Interactive, Gary aveva trasformato il team in uno dei protagonisti della scena indie dei videogiochi, pubblicando titoli di successo come Outer Wilds e Stray, e garantendo un flusso di entrate costante anche mentre la divisione cinematografica di Annapurna navigava tra difficoltà economiche.

La fiducia di Megan Ellison in Gary era tale che nel 2021 lo aveva promosso a presidente di Annapurna Pictures, affidandogli la supervisione dell’intera azienda. Ma le crepe nella struttura aziendale si sono presto allargate. Da un lato, Ellison era insoddisfatta delle performance globali di Annapurna, dall’altro le tensioni tra le divisioni cinematografica e videoludica si intensificavano.

Gary e il suo team sentivano di dover sopperire ai fallimenti della parte cinematografica mentre la Ellison, delusa dai risultati complessivi, metteva in discussione la centralità dei videogiochi nel futuro dell’azienda.

Il ritorno di Hector Sanchez come “president of interactive and new media”, annunciato senza preavviso tramite un articolo su The Hollywood Reporter, ha scosso ulteriormente il team di Annapurna Interactive. Nel 2019 Sanchez aveva infatti lasciato la società dopo uno scontro con Gary, alimentato, tra l’altro, da accuse di comportamento inappropriato verso alcune colleghe, sebbene l’azienda abbia sempre negato che questi episodi avessero influito sulla sua partenza.

L’opzione Verset

Di fronte al ritorno di Sanchez e alla crescente insoddisfazione interna, Gary e i suoi collaboratori hanno tentato una scissione amichevole da Annapurna.

Hanno così proposto a Ellison di fondare una nuova società indipendente, chiamata Verset, che sarebbe stata gestita interamente dal team di Annapurna Interactive, con l’appoggio finanziario della stessa Ellison. Inizialmente, la fondatrice sembrava favorevole all’idea ma le trattative si sono presto arenate e l’accordo è saltato.

A quel punto, l’unica soluzione per il team è stata quella di dimettersi in blocco, lasciando Ellison senza la sua divisione di punta nel settore videoludico. Senza Gary e senza il team di Annapurna Interactive, Ellison ha dovuto chiamare l’azienda esterna Popagenda per supportare lo sviluppo e la pubblicazione dei numerosi titoli in lavorazione.

La vicenda di Annapurna Interactive è solo l’ultimo esempio delle difficoltà strutturali che attraversano l’industria dei videogiochi, dove licenziamenti di massa e incertezze economiche hanno colpito anche grandi nomi. Ma questo episodio si distingue per il ruolo cruciale giocato dalle dinamiche interne di potere e da una leadership che, nel tentativo di consolidare il controllo, ha finito per perdere i suoi migliori talenti.

Resta da vedere se Megan Ellison riuscirà a ricostruire Annapurna Interactive dalle ceneri di questa crisi o se la divisione sarà destinata a passare in secondo piano rispetto agli altri settori dell’azienda.

Nel frattempo, Gary e il suo ex team sono al lavoro per creare una nuova casa editrice indipendente di videogiochi, lasciando intuire che il meglio della scena indie potrebbe presto avere un nuovo protagonista.

 

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