Il potente sindacato degli attori SAG-AFTRA è attualmente in sciopero contro le principali aziende di videogiochi che utilizzano le performance degli attori nei loro prodotti.
Questa mossa richiama alla mente la protesta che ha paralizzato l’industria cinematografica e televisiva lo scorso anno e, finché non si giungerà a un accordo, i 160.000 membri del sindacato si asterranno dal prestare la propria voce o immagine per i videogiochi prodotti da giganti del settore come Activision Blizzard, WB Games ed Electronic Arts. Oltre ad altre sette aziende coperte dall’accordo sui media interattivi, scaduto nel novembre 2022.
Le rivendicazioni del SAG-AFTRA riecheggiano quelle avanzate l’anno scorso all’industria dell’intrattenimento, ossia salari più alti e tutele contro la minaccia dell’intelligenza artificiale. Fran Drescher, presidente del sindacato, ha tuonato in un comunicato: “Non accetteremo un contratto che permetta alle aziende di sfruttare l’intelligenza artificiale a scapito dei nostri membri. È giunto il momento di dire basta e di tracciare una linea invalicabile.”
Duncan Crabtree-Ireland, direttore esecutivo e capo negoziatore del sindacato, ha rincarato la dose: “È francamente sconcertante che questi studi di videogiochi non abbiano imparato nulla dalla lezione dell’anno scorso. I nostri membri sono pronti a lottare con ogni mezzo per ottenere un trattamento equo e dignitoso di fronte alla sfida dell’intelligenza artificiale”.
Il sindacato chiede inoltre maggiori garanzie sulla sicurezza sul set, inclusa la presenza obbligatoria di personale medico durante le sessioni di motion capture.
Le aziende dei videogiochi, dal canto loro, si dicono “profondamente deluse” dalla decisione del sindacato di interrompere le trattative. In una nota congiunta, affermano: “La nostra offerta risponde direttamente alle preoccupazioni di SAG-AFTRA e include significative tutele contro l’uso improprio dell’intelligenza artificiale. Abbiamo raggiunto un’intesa su 24 delle 25 proposte, inclusi aumenti salariali senza precedenti e misure di sicurezza aggiuntive”. L’ultimo sciopero del sindacato contro l’industria dei videogiochi risale al 2016 e si è protratto per quasi un anno, con effetti limitati sui franchise già consolidati.
Sebbene alcuni videogiochi di successo abbiano visto la partecipazione di star come Keanu Reeves e Idris Elba in Cyberpunk 2077, Samuel L. Jackson in Grand Theft Auto, nonché Norman Reedus in Death Stranding ed Elliot Page/Willem Dafoe in Beyond: Two Souls (per citarne alcuni), il settore rappresenta spesso un trampolino di lancio per attori emergenti nel campo del doppiaggio.
Lo sciopero dello scorso anno contro le produzioni televisive e cinematografiche, unito a quello degli sceneggiatori, ha paralizzato Hollywood per sei mesi. Tuttavia, data la natura dei cicli produttivi dei videogiochi, molto più lunghi rispetto a film e serie TV, l’impatto di questo nuovo sciopero potrebbe non essere immediatamente percepibile dai consumatori, manifestandosi solo tra alcuni anni.
Con effetti probabilmente più contenuti sull’industria del gaming di quanto accaduto con quelle del cinema e delle serie televisive.


