- Quattro giorni prima dell’inaugurazione di Donald Trump, il 16 gennaio 2025, viene firmato in segreto un accordo da 500 milioni di dollari.
A comprare il 49% di World Liberty Financial, la crypto-venture della famiglia Trump, è un gruppo di investitori riconducibili allo sheikh Tahnoon bin Zayed al-Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e gestore di un impero finanziario da 1,3 trilioni di dollari. La firma è di Eric Trump, figlio del presidente.
L’accordo prevede un pagamento immediato: 187 milioni di dollari finiscono subito in entità legate alla famiglia Trump, altri 31 milioni vanno a Steve Witkoff, che poche settimane prima era stato nominato inviato speciale per il Medio Oriente.
È la prima volta nella storia americana che un funzionario di governo straniero acquisisce una partecipazione rilevante in un’azienda del presidente entrante. Lo ricostruisce un’inchiesta del Wall Street Journal basata su documenti societari e testimonianze.
Una crypto-venture senza prodotti
World Liberty Financial nasce a settembre 2024, in piena campagna elettorale, per iniziativa dei tre figli di Trump e dei figli di Witkoff. Al momento dell’investimento di Aryam Investment 1 (l’entità dietro cui si muove Tahnoon), la società non ha prodotti. Ha solo raccolto 82 milioni di dollari vendendo token WLFI.
Il dettaglio più singolare è che l’investimento emiratino non dà diritti sui proventi della vendita di questi token, che all’epoca rappresentano l’unica fonte di entrate dell’azienda. In altre parole: Tahnoon paga mezzo miliardo per una società senza prodotti e senza accesso alle sue revenue.
Economicamente, non ha senso. A meno che non si stia comprando altro.
Per molti osservatori, infatti, World Liberty Financial è uno strumento deliberato per raccogliere denaro da attori stranieri interessati ad acquistare influenza politica. Nel dicembre del 2024, Eric Trump partecipa a una conferenza crypto ad Abu Dhabi e dal palco dichiara agli Emirati: “La nostra famiglia vi ama”. Poche settimane dopo, la firma.
Executive condivisi e il problema G42
L’accordo porta due executive di G42, l’azienda emiratina di intelligenza artificiale guidata da Tahnoon, nel consiglio di amministrazione di World Liberty: Martin Edelman, general counsel di G42, e Peng Xiao, amministratore delegato. Quest’ultimo è un cittadino nato in Cina che ha rinunciato alla cittadinanza americana per quella emiratina.
Durante l’amministrazione Biden, Peng Xiao era finito sotto scrutinio: un chairman repubblicano lo aveva accusato di essere a capo di una “rete espansiva” di aziende tra Emirati e Cina a supporto della “fusione militare-civile cinese e di abusi dei diritti umani”.
G42 stessa aveva sollevato allarmi per i suoi legami con Huawei, il colosso tech cinese sotto sanzioni. Proprio per questo, Biden aveva bloccato l’accesso degli Emirati ai chip più avanzati per l’IA, temendo una diversione verso Pechino. G42 aveva dichiarato di aver interrotto i rapporti con la Cina alla fine del 2023, ma i dubbi erano rimasti.
Con l’elezione di Trump, la porta si è riaperta. A marzo, Tahnoon (su cui ci eravamo già concentrati), viene ricevuto alla Casa Bianca per una cena con il presidente, il vicepresidente e metà del cabinet, inclusi i segretari di Stato, Commercio e Tesoro. Un livello di accesso che ex funzionari della sicurezza nazionale definiscono senza precedenti.
Tahnoon promette 1,4 trilioni di dollari di investimenti negli Stati Uniti nell’arco di dieci anni. A maggio, l’amministrazione Trump annuncia l’accordo: gli Emirati riceveranno fino a 500.000 chip di intelligenza artificiale all’anno, abbastanza per costruire uno dei più grandi cluster di data center al mondo.
Stablecoin, Binance e la grazia di Trump
L’investimento di Aryam in World Liberty finanzia la creazione di USD1, una stablecoin ancorata al dollaro che diventa centrale nella strategia della società.
A maggio, durante una conferenza crypto a Dubai, Zach Witkoff annuncia che MGX, il fondo da 100 miliardi di dollari guidato da Tahnoon, userà USD1 per completare un investimento da 2 miliardi di dollari in Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo. La mossa fa schizzare USD1 tra le stablecoin più importanti e garantisce a World Liberty un cuscinetto di 2 miliardi da investire in titoli del Tesoro USA, generando circa 80 milioni di dollari l’anno in interessi.
Ciò che non viene mai dichiarato pubblicamente è che MGX e World Liberty condividono parte della leadership: gli stessi executive siedono nei consigli di entrambe le società. Changpeng Zhao, il fondatore di Binance, noto come CZ, vive ad Abu Dhabi, ha ottenuto la cittadinanza emiratina ed è vicino a Tahnoon.
CZ era stato condannato negli Stati Uniti per violazioni delle norme antiriciclaggio e Binance era stata bandita dal mercato americano nel 2023. A ottobre 2025, Trump concede la grazia a CZ. Il giorno prima dell’annuncio ufficiale, Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump, sono ad Abu Dhabi. E stanno incontrando Tahnoon.
Il pattern del Golfo
L’investimento emiratino in World Liberty non è un caso isolato. Fa parte di un pattern più ampio che coinvolge l’intera regione del Golfo. Il Qatar, ad esempio, ha regalato a Trump un Air Force One da 400 milioni di dollari.
Kushner aveva raccolto 1,5 miliardi di dollari nel 2024 per il suo fondo di private equity, Affinity Partners, da fondi legati a Tahnoon e dal fondo sovrano del Qatar. A settembre 2025, MGX è stato selezionato come uno degli operatori di TikTok negli Stati Uniti.
A maggio, il Dipartimento del Tesoro ha lanciato un programma pilota fast-track per gli investitori stranieri, esattamente il tipo di revisione accelerata che gli Emirati avevano chiesto. La sequenza è stretta, documentata, inequivocabile.
“Sembra una tangente”
L’inchiesta del Wall Street Journal, confermata anche dal Financial Times, ricostruisce una sequenza che solleva questioni costituzionali.
Kathleen Clark, ex ethics lawyer della città di Washington, definisce l’accordo con Aryam una possibile violazione della clausola degli emolumenti della Costituzione americana, che vieta ai funzionari pubblici di ricevere benefici da governi stranieri.
“Questo sembra proprio una tangente”, dichiara al Wall Street Journal. “Dovrebbe essere un allarme rosso sul fatto che il governo federale è in vendita”.
Ty Cobb, ex avvocato della Casa Bianca durante il primo mandato di Trump, dice che i conflitti d’interesse di questa amministrazione sono talmente sproporzionati rispetto al passato che “è come lamentarsi dei kayak quando volano i B-52 sopra la testa”.
La Casa Bianca nega qualsiasi conflitto, sostenendo che i beni di Trump sono in un trust gestito dai figli e che il presidente “non ha coinvolgimento in affari che implicherebbero le sue responsabilità costituzionali”.
World Liberty afferma che Trump e Witkoff non hanno avuto alcun ruolo nella transazione e che il deal con Aryam non ha nulla a che fare con le decisioni dell’amministrazione sui chip. Ma i documenti raccontano un’altra storia: una in cui mezzo miliardo di dollari, chip per l’intelligenza artificiale, stablecoin, grazie presidenziali e cene alla Casa Bianca s’intrecciano in una sequenza troppo precisa per essere casuale.


