Trump e Sheikh Tahnoon: un asse per IA, energia e investimenti

by | 20 Mar 2025 | Politica, IA

Donald Trump e Sheikh Tahnoon Bin Zayed Al Nahyan, alla Casa Bianca | Foto: Truth
Tempo di lettura: 3 minuti

Martedì scorso, Donald Trump ha ospitato alla Casa Bianca Sheikh Tahnoon Bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e figura chiave nel panorama economico e tecnologico del paese del Golfo.

L’incontro, non annunciato pubblicamente, ha avuto al centro temi di rilevanza strategica, ossia tecnologia, energia e investimenti.

Il giorno successivo, (coincidenza?), ADQ ha svelato una partnership con la società statunitense Energy Capital Partners (ECP) per investire oltre 25 miliardi di dollari in nuove infrastrutture energetiche per alimentare i data center negli Stati Uniti.

ADQ è un fondo sovrano con sede ad Abu Dhabi, creato nel 2018, che gestisce investimenti strategici in settori chiave per la crescita economica degli Emirati Arabi Uniti. Opera in ambiti come energia, logistica, sanità, agricoltura e tecnologia, ed è considerato uno dei principali strumenti di Abu Dhabi per diversificare l’economia oltre il petrolio.

IA ed energia: il doppio fronte degli Emirati negli USA

L’intelligenza artificiale, come sappiamo, sta accelerando la domanda di chip avanzati e di energia elettrica.

Gli Emirati Arabi Uniti, che ambiscono a diventare un hub globale per l’IA, hanno già investito massicciamente in data center ma sono limitati dalle restrizioni imposte nel 2023 dall’ex presidente Joe Biden sulle esportazioni di semiconduttori avanzati.

Restrizioni che, come potete vedere qui sotto, l’ex-presidente americano ha inasprito poco prima di lasciare la poltrona a Donald Trump.

Durante l’incontro con Trump, Sheikh Tahnoon ha discusso proprio la possibilità di ottenere un accesso più facile a questa tecnologia ormai essenziale per chiunque abbia ambizioni in ambito tecnologico.

L’amministrazione statunitense, nel frattempo, sta sfogliando la margherita, come si suol dire, valutando se mantenerle o rimuoverle.

Una strategia che pare abbia dato risultati, dato che il giorno dopo l’incontro tra Trump e Sheikh Tahnoon, ADQ ha annunciato il succitato accordo con Energy Capital Partners per costruire impianti a gas destinati esclusivamente ai data center, evitando così di sovraccaricare le reti elettriche pubbliche.

“Quello che non vogliamo fare è sottrarre energia alla rete, il che potrebbe avere un impatto sulla stabilità e sui prezzi per i consumatori medi”, ha dichiarato Doug Kimmelman, fondatore e presidente esecutivo di ECP. Secondo i piani, i primi impianti entreranno in funzione entro tre anni.

Sheikh Tahnoon, il dominus della strategia emiratina

Sheikh Tahnoon, che abbiamo già attenzionato nell’articolo che trovate qui sotto, non è un semplice investitore ma la mente dietro un impero economico da 1,5 trilioni di dollari che spazia dai fondi sovrani alla tecnologia avanzata.

Oltre a guidare ADQ, è anche il presidente di G42, la più importante società di intelligenza artificiale degli Emirati, nonché del Royal Group e della First Abu Dhabi Bank. Attraverso questi veicoli finanziari, sta tessendo un’ampia rete di investimenti che punta a consolidare la posizione degli Emirati come attori di primo piano nel settore tecnologico globale.

Il suo interesse per il mercato statunitense non è casuale. L’amministrazione Trump ha mostrato una forte apertura verso nuovi investimenti in infrastrutture e ha adottato una politica favorevole alla produzione di energia da fonti fossili, rimuovendo alcune restrizioni dell’era Biden.

Questo cambio di rotta rappresenta un vantaggio per i piani di Abu Dhabi, che punta a integrare la crescita dei data center con una fornitura energetica stabile e su misura.

JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha sottolineato il valore strategico degli Emirati come partner per l’AI, affermando che “uno degli aspetti che loro sottolineano costantemente – e che purtroppo troppi dei nostri alleati europei faticano a comprendere – è che per guidare il settore dell’intelligenza artificiale bisogna essere leader anche nella produzione energetica”.

L’incontro tra Trump e Sheikh Tahnoon, seguito dall’annuncio di ADQ ed ECP, suggerisce allora che gli Emirati stanno consolidando il loro ruolo negli Stati Uniti, agendo su due fronti: da un lato cercando di ottenere accesso ai chip avanzati, dall’altro investendo massicciamente nell’energia per alimentare l’espansione dell’IA.

Anche perché non dobbiamo dimenticare che, oltre a quanto appena scritto, gli Emirati stanno già finanziando un’iniziativa ben più ambiziosa: il fondo MGX, con sede ad Abu Dhabi e controllato da Sheikh Tahnoon, ha già destinato 100 miliardi di dollari a Stargate, un’infrastruttura per l’IA negli Stati Uniti, annunciata da Trump nella sua prima settimana di mandato.

Questo progetto rafforza ulteriormente la presenza emiratina nel settore tecnologico americano, e la sensazione è che con un quadro politico favorevole e una strategia ben definita, l’asse tra Washington e Abu Dhabi sia destinato a rafforzarsi nei prossimi anni.

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