Si chiama “Sei morto?” (Sileme in cinese, Demumu nella versione internazionale) e all’inizio di gennaio è balzata in cima alle app a pagamento più scaricate in Cina.
Il meccanismo è semplice: l’utente conferma periodicamente di stare bene toccando un pulsante; se non lo fa entro 48 ore, l’app invia un avviso a un contatto di emergenza designato. È un sistema pensato per chi vive solo, lontano dalla famiglia, senza nessuno che si accorgerebbe di un malore improvviso.
Apple ha successivamente rimosso l’applicazione dal suo store cinese, ma il dibattito pubblico era ormai esploso. E con esso, l’attenzione su un fenomeno che gli analisti definiscono strutturale: l’economia della solitudine.
Cina: i numeri di una trasformazione demografica
Nel 2024, quasi il 20 per cento della popolazione cinese viveva in un nucleo familiare composto da una sola persona, secondo il National Bureau of Statistics. Entro la fine del decennio, quella cifra salirà oltre il 30 per cento. Ossia tra 150 e 200 milioni di persone, stima il Beike Research Institute.
“Questa è una manifestazione della solitudine collettiva che si trasforma in domanda strutturale”, spiega Zhao Zhijiang, ricercatore presso il think tank Anbound di Pechino. “Sia il pubblico che il mercato stanno affrontando rischi per la sicurezza legati alla solitudine che possono sembrare di nicchia, ma sono sempre più reali”.
Le cause sono multiple e intrecciate: l’invecchiamento della popolazione, l’urbanizzazione accelerata che allontana i giovani dalle famiglie d’origine, e una ridefinizione generazionale del matrimonio e dell’intimità da parte della Gen Z.
Non si tratta di un trend ciclico, sottolinea Zhao, ma “dell’esito inevitabile di un cambiamento sociale strutturale”. Un cambiamento che l’Europa conosce bene, Italia in testa, con una delle popolazioni più anziane del continente e tassi di natalità ai minimi storici.
Dal food delivery ai tavoli per uno
Questi mutamenti stanno già rimodellando i pattern di consumo cinesi. McDonald’s ha introdotto tavoli singoli separati da divisori, ricevendo elogi sui social per aver finalmente riconosciuto la normalità del mangiare da soli.
Gli analisti sospettano che la tendenza crescente a consumare pasti in solitudine abbia alimentato il boom straordinario del food delivery.
Secondo i dati del China Internet Network Information Centre e del Delivery Committee della China Hotel Association, il settore ha servito 545 milioni di utenti nel 2024, per un valore stimato di circa 172 miliardi di dollari.
Non è solo questione di comodità: in una società sempre più atomizzata, ordinare cibo a domicilio significa anche evitare lo stigma del pasto in solitaria, del tavolo per uno in mezzo a famiglie e amici.
L’intelligenza artificiale come compagna
Dove non arriva la rete sociale, arriva una volta di più la tecnologia. Molti cinesi si stanno rivolgendo agli animali domestici e, sempre più spesso, all’intelligenza artificiale per trovare compagnia.
ARK Invest, società di investimento statunitense, prevede che la Cina diventerà uno dei mercati in più rapida crescita al mondo per gli strumenti di IA companion, con chatbot e assistenti virtuali progettati per offrire interazione emotiva.
Le ragioni sono tre: la popolazione crescente che vive in solitudine, l’invecchiamento demografico, l’alto tasso di adozione digitale. Il mercato globale di questi strumenti, secondo ARK, potrebbe esplodere dai circa 30 milioni di dollari attuali fino a 150 miliardi entro il 2030.
“Quando i consumatori sono ansiosi, stressati o soli, i prodotti di successo sono quelli che offrono conforto emotivo istantaneo e a basso costo”, osserva Fan Xinyu, docente alla Cheung Kong Graduate School of Business.
Il precedente giapponese che ci riguarda
La Cina, in fondo, sta seguendo le orme del Giappone, dove vivere da soli è diffuso da decenni e i prodotti per la vita in solitudine costituiscono ormai una categoria economica consolidata: pasti monodose, microappartamenti urbani, servizi personalizzati, dispositivi di sicurezza.
Il mercato si è adattato a servire individui invece che famiglie, trasformando la solitudine da preoccupazione sociale in fonte stabile di domanda.
“La solitudine è una condizione di vita”, conclude Zhao. “Finanza, sanità, tecnologia, immobiliare e prodotti culturali si intersecheranno sempre più con l’economia della solitudine, creando un vasto nuovo mercato”.
Un mercato che monetizza l’isolamento invece di affrontarne le cause ma che, piaccia o meno, definirà i consumi dei prossimi decenni. Non solo in Asia.
Fonte: South China Morning Post


