Sembra l’inizio di un film di fantascienza ma, a nostra discolpa, diciamo subito che la la fonte è il prestigioso South China Morning Post. UBTech, uno dei principali produttori cinesi di umanoidi, ha ottenuto un contratto da 264 milioni di yuan per distribuire il modello industriale di robot Walker S2 ai valichi di frontiera di Fangchenggang, nella regione autonoma del Guangxi, al confine con il Vietnam.
È un progetto che non punta soltanto a modernizzare i controlli di frontiera ma a trasformare queste aree in un laboratorio operativo della cosiddetta “intelligenza artificiale incarnata”.
Walker S2, presentato a luglio come il primo umanoide in grado di sostituire autonomamente la propria batteria, sarà il protagonista di un programma pilota che inizierà a dicembre. Il video, che vedete qui sotto, la dice lunga sugli scenari distopici che potrebbero diventare realtà nei prossimi anni.
Come lavoreranno gli umanoidi ai valichi con il Vietnam
I robot saranno impiegati per guidare i viaggiatori, gestire i flussi di persone, effettuare pattugliamenti, curare operazioni logistiche e fornire servizi commerciali.
A questo si aggiunge un compito particolarmente delicato: le ispezioni nei siti produttivi di acciaio, rame e alluminio, dove gli umanoidi saranno chiamati a operare in ambienti industriali complessi.
UBTech ha spiegato che gli ordini cumulativi della serie Walker hanno già raggiunto 1,1 miliardi di yuan e che la produzione crescerà rapidamente, con 500 unità consegnate entro l’anno e una scalabilità che dovrebbe arrivare a 10.000 robot entro il 2027.
Un ecosistema di robot in rapido ampliamento
L’iniziativa rientra in un più ampio movimento nazionale, sostenuto dalle politiche industriali di Pechino, che spinge verso la commercializzazione dell’intelligenza artificiale applicata ai robot. In diverse province cinesi, gli enti pubblici stanno già sperimentando la robotica nelle operazioni quotidiane.
A Zhejiang, il dipartimento immigrazione ha pubblicamente celebrato l’adozione di umanoidi e robot quadrupedi di Unitree Robotics, spiegando che queste macchine possono “svolgere compiti ripetitivi e noiosi” contribuendo a “risparmiare manodopera”.
All’aeroporto internazionale di Hangzhou Xiaoshan, un robot simile risponde alle domande dei passeggeri e gestisce attività di routine. E durante l’ultimo vertice della Shanghai Cooperation Organisation a Tianjin, le autorità hanno impiegato un robot multilingue sviluppato da iBen Intelligence per assistere gli ospiti internazionali.
È uno scenario in cui i robot non sono più semplici dimostrazioni tecniche ma strumenti integrati nei servizi pubblici.
L’industria cinese degli umanoidi verso la standardizzazione
La spinta si riflette anche nella governance del settore. Il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology ha pubblicato l’elenco dei membri del comitato nazionale per la robotica umanoide, guidato dal capo ingegnere Xie Shaofeng.
Il board include figure chiave del settore come i fondatori e i responsabili tecnologici di aziende come Unitree e UBTech, oltre ai vertici del centro di innovazione per la robotica umanoide di Shanghai.
È un segnale chiaro della volontà di costruire un’industria standardizzata, scalabile e fortemente competitiva, con un’offensiva che punta a portare gli umanoidi fuori dai laboratori e dentro la vita quotidiana.
Fonte: South China Morning Post


