Xiaomi lancia la sfida a Tesla nel mercato EV cinese col SUV YU7

by | 1 Lug 2025 | Automotive, Business

Tempo di lettura: 2 minuti

Xiaomi, il colosso cinese della tecnologia noto principalmente per i suoi smartphone, sta provando a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel settore delle auto elettriche.

I suoi prodotti, infatti, stanno ricevendo tantissime attenzioni, forse persino troppe. Dopo il lancio del suo secondo modello EV, il SUV YU7, infatti, l’azienda ha ricevuto circa 240.000 ordini nelle prime 18 ore.

Un quantitativo non preventivabile, che ha generato tempi di consegna dei lunghissimi: tra le 38 e le 60 settimane.

Ciò ha inevitabilmente ha scatenato una ondata di proteste da parte dei clienti a causa. Molti acquirenti, infatti, hanno scoperto di dover aspettare più di un anno solo dopo aver versato una caparra non rimborsabile di 5.000 yuan (circa 700 dollari).

Secondo quanto rilevato dalla piattaforma di reclami Black Cat, oltre 400 utenti hanno già denunciato Xiaomi per la mancanza di trasparenza.

E a peggiorare la situazione, c’è l’incertezza sull’eventuale perdita delle agevolazioni fiscali per gli EV, in scadenza entro la fine del 2025, una cosa che potrebbe tradursi in costi più alti per chi riceverà l’auto in ritardo.

La risposta di Xiaomi

Reuters riporta che il CEO di Xiaomi, Lei Jun, ha annunciato che affronterà pubblicamente le critiche in una diretta su Weibo, dove vanta oltre 26 milioni di follower.

Nonostante le polemiche, comunque, Xiaomi continua ad aumentare la sua capacità produttiva. Il suo stabilimento di Pechino ha già incrementato la produzione mensile da 4.000 a 28.000 unità in poco più di un anno, con piani per ulteriori espansioni.

E dopo il successo della berlina SU7, che ha superato la Tesla Model 3 nelle vendite mensili in Cina dal dicembre 2024, l’azienda punta ora a insidiare direttamente la leadership del SUV Tesla Model Y, attualmente il più venduto sul mercato cinese.

Tesla sempre più sotto pressione

Il prezzo competitivo del YU7, a partire da 253.500 yuan (circa 35.360 dollari), è circa il 4% inferiore rispetto alla Model Y.

Questo posizionamento aggressivo sembra far parte di una strategia ben precisa per scalzare Tesla, sfruttando la domanda interna e una produzione nazionale sempre più efficiente.

La pressione sul marchio americano è evidente e nelle ultime settimane Tesla ha effettivamente iniziato a rivedere i listini dei suoi modelli in Cina, tagliando i prezzi di alcuni allestimenti per restare competitiva.

Un segnale chiaro che la corsa all’auto elettrica si sta trasformando in una sfida diretta tra innovazione  e guerra commerciale.

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