Xiaomi accelera sul fronte dell’auto elettrica e rivede al rialzo le sue ambizioni nel settore.
Dopo il successo della SU7, la sua prima berlina a batteria, il colosso tecnologico cinese ha deciso di ampliare la seconda fabbrica in costruzione a Pechino per far fronte all’elevata domanda.
Allo stesso tempo, il fondatore Lei Jun ha annunciato un nuovo target di consegne per il 2025: 350.000 veicoli, in aumento rispetto ai 300.000 inizialmente previsti.
Espansione produttiva per rispondere alla domanda
La fabbrica, situata nel distretto di Yizhuang era già in fase di realizzazione; Xiaomi ha deciso di ampliarne ulteriormente le dimensioni.
Il primo stabilimento del brand aveva infatti una capacità produttiva annua di circa 150.000 unità ma l’azienda ha già adottato misure per incrementare la produzione e ridurre i tempi di attesa per le consegne.
L’espansione della seconda fabbrica servirà a rafforzare ulteriormente la capacità industriale del gruppo, forte del successo della SU7 e della sua versione Ultra ad alte prestazioni, che ha superato le aspettative, con oltre 200.000 unità spedite in meno di un anno.
Per consolidare la sua posizione sul mercato, Xiaomi si prepara a lanciare anche un nuovo SUV, il modello YU7, previsto per l’estate.
Sarà un diretto concorrente della Tesla Model Y e di altri SUV elettrici, un segmento particolarmente competitivo.
Xiaomi: profitti in crescita e azioni in volo
Il boom del settore EV ha avuto un impatto positivo anche sui conti di Xiaomi. Nel quarto trimestre, l’azienda ha registrato un aumento del 90% dei profitti, superando di gran lunga le previsioni degli analisti.
E il mercato ha premiato la strategia dell’azienda: negli ultimi dodici mesi, le azioni Xiaomi hanno registrato una crescita impressionante, segno della fiducia degli investitori nella nuova direzione intrapresa.
Con investimenti mirati e una strategia aggressiva, Xiaomi si sta ritagliando un ruolo sempre più importante nel mercato dell’auto elettrica, sfidando colossi consolidati come Tesla e i grandi gruppi automobilistici cinesi. Con buona pace di Apple e della sua Apple Car che non ha visto la luce dopo dieci anni di sviluppo…


