Tecnologia, sostenibilità e il futuro: le previsioni di Werner Vogels

by | 7 Dic 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Durante l’evento AWS re:Invent, Werner Vogels, Chief Technology Officer di Amazon, ha delineato on TechCrunch le sue riflessioni sul futuro della tecnologia, concentrandosi su tematiche che spaziano dalla sostenibilità all’energia nucleare, passando per la lotta alla disinformazione e la dipendenza tecnologica.

A differenza dell’approccio della sua azienda, focalizzato prevalentemente sull’intelligenza artificiale, Vogels ha spostato l’attenzione su questioni che influenzano profondamente il nostro presente e il prossimo futuro.

Vogels: le nuove generazioni hanno nuovi valori

Vogels ha sottolineato un cambiamento significativo nelle priorità della forza lavoro più giovane. Millennials e Gen Z non sono più attratti soltanto da benefit materiali come stipendi elevati o strumenti tecnologici di punta, ma cercano aziende con un forte impegno per la sostenibilità e l’impatto sociale.

Questo trend si riflette anche nel crescente interesse dei professionisti del settore tecnologico nel collaborare con organizzazioni non-profit, che tuttavia spesso mancano delle risorse per gestire efficacemente tali competenze.

Secondo il CTO, le aziende devono adattarsi rapidamente a questa mentalità emergente, rivedendo la loro cultura interna per attrarre e trattenere i talenti migliori.

Non si tratta più solo di offrire un buon pacchetto retributivo, ma di garantire che il lavoro svolto abbia un significato concreto per i dipendenti.

Combattere la disinformazione

Un altro tema cruciale affrontato da Vogels riguarda la disinformazione. Con l’avvento dei social media, distinguere tra vero e falso è diventato sempre più complesso.

Secondo il CTO, è responsabilità dei tecnologi sviluppare strumenti capaci di fornire contesto alle notizie, aiutando gli utenti a orientarsi in un panorama mediatico sempre più frammentato.

Soluzioni come il riconoscimento delle immagini per automatizzare la verifica delle fonti o piattaforme che integrano dati aperti potrebbero offrire risposte concrete.

Per Vogels è però necessario un maggiore impegno da parte delle aziende tecnologiche per rendere queste innovazioni accessibili e affidabili.

La dipendenza tecnologica: un allarme per il futuro

Tra le questioni più preoccupanti, Vogels ha evidenziato il problema della dipendenza da dispositivi e applicazioni digitali.

Secondo Vogels, le applicazioni moderne sono progettate per creare una forte dipendenza, diventando quasi irresistibili per chi le utilizza. Ma mentre gli adulti potrebbero avere maggiore capacità di gestire questa attrazione (anche se non è affatto scontato), i bambini ne risultano particolarmente vulnerabili.

Vogels ha evidenziato come situazioni quotidiane, come un viaggio in auto, mostrino chiaramente questo fenomeno: se un tempo i bambini cantavano o facevano domande incessanti (“quando arriviamo?”), oggi i genitori tendono a risolvere il problema mettendo un iPad nelle loro mani.

Bambini di appena quattro o cinque anni sanno già navigare su YouTube, entrando così in un circolo di stimoli continui e incessanti. Questo comportamento, ha sottolineato, li espone a un rischio maggiore di sviluppare altre forme di dipendenza in futuro, poiché diventano abituati a cercare costantemente nuove “scariche” di gratificazione, che potrebbero derivare da sostanze, cibo, alcool o altre attività compulsive.

Semplificare le interfacce e ridurre gli stimoli progettati per creare dipendenza potrebbe rappresentare un primo passo per garantire un uso più sano e sostenibile della tecnologia.

L’energia nucleare come chiave per il futuro

Infine, Vogels ha parlato del potenziale dell’energia nucleare per superare le limitazioni dell’attuale infrastruttura energetica. La crescente domanda di elettricità, combinata con l’espansione delle rinnovabili, richiede soluzioni innovative.

A suo dire la tecnologia per sviluppare piccoli reattori nucleari esista già da tempo, basti pensare a quelli utilizzati nei sottomarini militari. Questi reattori non sono mai stati realizzati su scala commerciale, sia per la mancanza di interesse economico sia per l’opposizione della società, comprensibilmente poco incline a volerne nelle vicinanze.

La percezione cambia quando si parla di ambiti come quello militare, dove i rischi sono considerati parte integrante della scelta professionale.

Oggi, però, la situazione è diversa. In città come Amsterdam, dove Vogels vive, le grandi aziende si vedono negare il permesso di costruire nuovi stabilimenti non per carenza di energia generata, ma per l’incapacità delle infrastrutture di distribuirla in modo adeguato.

Per Vogels, questa difficoltà evidenzia la necessità di esplorare soluzioni alternative e i piccoli reattori nucleari, combinati con le energie rinnovabili, potrebbero soddisfare la crescente domanda energetica senza compromettere lo sviluppo economico e infrastrutturale.

POTREBBE INTERESSARTI

Un gruppo di cybercriminali sta bloccando il mercato dell’auto americano

Negli USA l’auto vende i dati dell’utente e Washington non sembra voler far nulla

La FTC ha multato General Motors per aver venduto senza consenso i dati di guida dei clienti. Ma quasi tutte le altre case automobilistiche fanno lo stesso: la tua auto...
apple watch series 12

Apple porta l’ascolto ambientale su Apple Watch. E cambia la privacy

Per anni Cupertino ha fatto della privacy un argomento di vendita. Ora Siri Recap può restare attivo per intere fasce della giornata, e sullo sfondo cresce la pressione...
Apple iPhone Duo

Apple lancia iPhone Duo: ora i pieghevoli possono diventare grandi

Cupertino entra tardi nel mercato con un prezzo di partenza di 2.369 euro. Ma Counterpoint la vede già al 25%. In Europa, intanto, resta aperto lo scontro su Siri...
crowdstrike

CrowdStrike: gli hacker ora attaccano l’IA (e sono velocissimi)

Secondo Luca Livrieri, gli attaccanti colpiscono gli strumenti usati per sviluppare software, rubano capacità di calcolo e sfruttano le nuove falle in poche ore.

alex karp palantir

Alex Karp punta su Fedorov e sul know-how bellico ucraino

Dopo aver cercato capitali negli Stati Uniti, l’ex ministro ucraino trova in Alex Karp l’investitore capofila della società che vuole trasformare le lezioni del fronte...
Fedorov

Droni, IA e Starlink: Fedorov cerca capitali USA per le armi ucraine

Dopo il licenziamento, Fedorov cerca capitali negli Stati Uniti e incarichi di consulenza nei Paesi NATO. Sullo sfondo ci sono Patriot, Starlink e il ruolo sempre più...
manchester aeroporto

Hackerato l’aeroporto di Manchester: rubati i dati di 8,7 milioni di clienti

Email, telefoni, targhe e codici postali sono finiti nelle mani degli hacker. Manchester Airports Group assicura che voli, pagamenti e sicurezza aerea non sono stati...
robot olimpiade pechino

I robot corrono più veloci di Bolt. Il difficile viene adesso

A Pechino un umanoide ha corso i 100 metri in 9,39 secondi. Ma fabbriche, magazzini e case mettono ancora alla prova capacità molto più difficili della...
europa raffinazione

L’Europa perderà un quinto della capacità di raffinazione entro il 2035

Gli impianti lavorano quasi al massimo per la crisi in Medio Oriente, ma S&P prevede un calo del 20% della capacità europea entro il 2035.

elon musk peter thiel FAA palantir

Il controllo aereo USA cade a pezzi. E Palantir ci guadagna

Musk aveva promesso di rifare il controllo del traffico aereo. Il DOGE non c’è riuscito e ora Palantir entra sempre più a fondo nell’aviazione civile...
Share This