Durante l’evento AWS re:Invent, Werner Vogels, Chief Technology Officer di Amazon, ha delineato on TechCrunch le sue riflessioni sul futuro della tecnologia, concentrandosi su tematiche che spaziano dalla sostenibilità all’energia nucleare, passando per la lotta alla disinformazione e la dipendenza tecnologica.
A differenza dell’approccio della sua azienda, focalizzato prevalentemente sull’intelligenza artificiale, Vogels ha spostato l’attenzione su questioni che influenzano profondamente il nostro presente e il prossimo futuro.
Vogels: le nuove generazioni hanno nuovi valori
Vogels ha sottolineato un cambiamento significativo nelle priorità della forza lavoro più giovane. Millennials e Gen Z non sono più attratti soltanto da benefit materiali come stipendi elevati o strumenti tecnologici di punta, ma cercano aziende con un forte impegno per la sostenibilità e l’impatto sociale.
Questo trend si riflette anche nel crescente interesse dei professionisti del settore tecnologico nel collaborare con organizzazioni non-profit, che tuttavia spesso mancano delle risorse per gestire efficacemente tali competenze.
Secondo il CTO, le aziende devono adattarsi rapidamente a questa mentalità emergente, rivedendo la loro cultura interna per attrarre e trattenere i talenti migliori.
Non si tratta più solo di offrire un buon pacchetto retributivo, ma di garantire che il lavoro svolto abbia un significato concreto per i dipendenti.
Combattere la disinformazione
Un altro tema cruciale affrontato da Vogels riguarda la disinformazione. Con l’avvento dei social media, distinguere tra vero e falso è diventato sempre più complesso.
Secondo il CTO, è responsabilità dei tecnologi sviluppare strumenti capaci di fornire contesto alle notizie, aiutando gli utenti a orientarsi in un panorama mediatico sempre più frammentato.
Soluzioni come il riconoscimento delle immagini per automatizzare la verifica delle fonti o piattaforme che integrano dati aperti potrebbero offrire risposte concrete.
Per Vogels è però necessario un maggiore impegno da parte delle aziende tecnologiche per rendere queste innovazioni accessibili e affidabili.
La dipendenza tecnologica: un allarme per il futuro
Tra le questioni più preoccupanti, Vogels ha evidenziato il problema della dipendenza da dispositivi e applicazioni digitali.
Secondo Vogels, le applicazioni moderne sono progettate per creare una forte dipendenza, diventando quasi irresistibili per chi le utilizza. Ma mentre gli adulti potrebbero avere maggiore capacità di gestire questa attrazione (anche se non è affatto scontato), i bambini ne risultano particolarmente vulnerabili.
Vogels ha evidenziato come situazioni quotidiane, come un viaggio in auto, mostrino chiaramente questo fenomeno: se un tempo i bambini cantavano o facevano domande incessanti (“quando arriviamo?”), oggi i genitori tendono a risolvere il problema mettendo un iPad nelle loro mani.
Bambini di appena quattro o cinque anni sanno già navigare su YouTube, entrando così in un circolo di stimoli continui e incessanti. Questo comportamento, ha sottolineato, li espone a un rischio maggiore di sviluppare altre forme di dipendenza in futuro, poiché diventano abituati a cercare costantemente nuove “scariche” di gratificazione, che potrebbero derivare da sostanze, cibo, alcool o altre attività compulsive.
Semplificare le interfacce e ridurre gli stimoli progettati per creare dipendenza potrebbe rappresentare un primo passo per garantire un uso più sano e sostenibile della tecnologia.
L’energia nucleare come chiave per il futuro
Infine, Vogels ha parlato del potenziale dell’energia nucleare per superare le limitazioni dell’attuale infrastruttura energetica. La crescente domanda di elettricità, combinata con l’espansione delle rinnovabili, richiede soluzioni innovative.
A suo dire la tecnologia per sviluppare piccoli reattori nucleari esista già da tempo, basti pensare a quelli utilizzati nei sottomarini militari. Questi reattori non sono mai stati realizzati su scala commerciale, sia per la mancanza di interesse economico sia per l’opposizione della società, comprensibilmente poco incline a volerne nelle vicinanze.
La percezione cambia quando si parla di ambiti come quello militare, dove i rischi sono considerati parte integrante della scelta professionale.
Oggi, però, la situazione è diversa. In città come Amsterdam, dove Vogels vive, le grandi aziende si vedono negare il permesso di costruire nuovi stabilimenti non per carenza di energia generata, ma per l’incapacità delle infrastrutture di distribuirla in modo adeguato.
Per Vogels, questa difficoltà evidenzia la necessità di esplorare soluzioni alternative e i piccoli reattori nucleari, combinati con le energie rinnovabili, potrebbero soddisfare la crescente domanda energetica senza compromettere lo sviluppo economico e infrastrutturale.


