Prima Microsoft, poi Google. All’appello mancava giusto Amazon ed ecco quindi la notizia di oggi.
Che riportiamo non tanto per la sua valenza intrinseca (un altro big player della tecnologia che ha bisogno di energia per suoi data center), quanto perché certifica una cosa: che il nucleare pare essere l’unica soluzione per soddisfare in breve tempo i bisogni di un’umanità sempre più assetata di potenza di calcolo.
Il crescente fabbisogno di energia dei data center ha infatti portato le aziende tecnologiche a esplorare soluzioni più affidabili e sostenibili rispetto all’energia eolica e solare. E la soluzione pare essere una sola.
“Vediamo la necessità di gigawatt di energia nei prossimi anni, e non ci saranno abbastanza progetti di energia rinnovabile per soddisfare tali esigenze, quindi il nucleare rappresenta una grande opportunità,” ha dichiarato Matthew Garman, CEO di AWS.
Energia nucleare: se è piccola è meglio
Amazon si unisce così alla corsa delle grandi aziende tecnologiche verso l’energia nucleare, investendo più di 500 milioni di dollari nello sviluppo di piccoli reattori modulari (SMR) per soddisfare le crescenti esigenze energetiche dei suoi data center.
Gli Small Modular Reactors sono reattori di nuova generazione, progettati per essere più compatti e costruiti con componenti prefabbricati, riducendo tempi e costi rispetto ai reattori tradizionali.
Utilizzano sistemi di raffreddamento con sali liquidi, per trasferire il calore, offrendo maggiore efficienza termica e sicurezza superiore. Questo tipo di raffreddamento diminuisce inoltre il rischio di surriscaldamento e mantiene la stabilità a temperature elevate.
Gli SMR garantiscono inoltre una produzione costante di energia.
Virginia caput mundi
Seguendo le orme di Google e Microsoft, Amazon Web Services (AWS), la divisione cloud del colosso di Seattle, ha annunciato non uno ma tre progetti negli Stati Uniti, dalla Virginia allo stato di Washington, con l’obiettivo di alimentare i suoi centri dati in espansione e contribuire alla sua missione di azzerare le emissioni di carbonio.
La partnership tra AWS e Dominion Energy, utility della Virginia, prevede lo sviluppo di un SMR nei pressi della centrale nucleare North Anna.
La Virginia, dove si concentra quasi la metà dei data center statunitensi, è il fulcro di questa nuova corsa all’energia nucleare. La regione ospita la cosiddetta “Data Center Alley“, un’area del nord dello stato che ogni giorno vede transitare circa il 70% del traffico internet globale.
Dominion Energy, che alimenta centinaia di data center con una capacità complessiva di 3.500 megawatt, ha dichiarato che la domanda di energia aumenterà dell’85% nei prossimi 15 anni. Con il supporto degli SMR, AWS prevede di aggiungere almeno 300 megawatt alla rete della Virginia.
Il governatore della Virginia, Glenn Youngkin, ha espresso ovviamente il suo supporto per questa innovazione, sottolineando come i piccoli reattori modulari giocheranno un ruolo cruciale nel rendere lo stato un polo dell’innovazione nucleare.
“L’impegno di Amazon Web Services per questa tecnologia e la sua partnership con Dominion rappresentano un importante passo avanti per soddisfare le future esigenze energetiche di una Virginia in crescita”, ha dichiarato Youngkin.
Amazon, oltre la Virginia
Ma l’espansione nucleare di Amazon non si ferma alla Virginia. AWS ha siglato un nuovo accordo con Energy Northwest, un consorzio di utility pubbliche nello stato di Washington, per finanziare la costruzione di quattro SMR.
Questi reattori, sviluppati con la tecnologia dell’azienda X-energy, forniranno energia alla rete elettrica locale, contribuendo anche all’alimentazione delle operazioni di Amazon.
In base all’accordo, Amazon avrà il diritto di acquistare elettricità dai primi quattro moduli. Energy Northwest invece avrà l’opzione di costruire fino a otto moduli aggiuntivi, la cui energia sarà disponibile sia per Amazon che per le utility del Nord-Ovest, e per alimentare case e imprese.
Aiuti privati e di Stato
X-energy, che guida lo sviluppo di questi SMR, è dunque al centro del piano di Amazon per una transizione energetica sostenibile. La società ha così ottenuto un investimento di 500 milioni di dollari dal Climate Pledge Fund di Amazon, il fondo di venture capital dell’azienda che sostiene startup impegnate nella sostenibilità.
Ma anche l’amministrazione Biden supporta fortemente lo sviluppo dell’energia pulita, destinando miliardi di dollari al settore, inclusi 900 milioni per coloro che intendono sviluppare nuovi SMR. “Vogliamo che questi data center siano costruiti negli Stati Uniti per vari motivi, inclusa la sicurezza nazionale, e abbiamo bisogno di energia pulita per farlo”, ha affermato la segretaria dell’Energia Jennifer Granholm.
L’impegno di Amazon per l’energia nucleare si inserisce in una strategia più ampia di riduzione delle emissioni e di sostenibilità, che vede l’azienda anche impegnata nell’acquisto di energia nucleare da altre fonti. Poi, sia chiaro, tutti questi reattori produrranno scorie radioattive da stoccare da qualche, ma si tratta di una questione che al momento nessuno vuole affrontare.
La scorsa primavera, infine, AWS ha firmato un accordo con Talen Energy per acquistare energia dalla centrale nucleare Susquehanna in Pennsylvania, investendo 650 milioni di dollari per acquisire anche il campus di data center alimentato da energia nucleare adiacente alla centrale.


