A chi, come ahimè chi scrive, ha una certa età, il nome di Three Mile Island evoca lugubri ricordi. L’omonimo incidente, avvenuto il 28 marzo 1979, fu infatti il peggior disastro nucleare negli Stati Uniti, e avvenne presso l’unità 2 della centrale vicino a Harrisburg, in Pennsylvania.
Innescato da un guasto tecnico e errori umani, portò a una parziale fusione del nocciolo del reattore. Nonostante l’assenza di esplosioni o di emissioni significative di radiazioni, l’incidente generò panico, portando all’evacuazione preventiva di donne incinte e bambini in un raggio di 8 chilometri.
L’unità 2 di Three Mile Island venne chiusa definitivamente e successivamente bonificata, coi materiali radioattivi rimossi fino al 1993. L’unità 1, non coinvolta nell’incidente, continuò invece a operare fino al 2019, quando fu chiusa per motivi economici.
L’incidente ebbe un forte impatto sull’industria nucleare statunitense, rallentando la costruzione di nuove centrali e portando a regolamentazioni più severe, oltre a suscitare un dibattito pubblico sulla sicurezza dell’energia nucleare.
Microsoft scommette su Three Mile Island
Neanche a farlo apposta, giusto ieri scrivevamo di quanto sia energivora l’intelligenza artificiale. E all’interno dell’articolo, ne ricordavamo un altro scritto lo scorso aprile, secondo il quale il fabbisogno energetico dell’intelligenza artificiale rilancerà il consumo di combustibili fossili e nucleare.
Altrettanto puntualmente, a marzo scrivevamo che l’intelligenza artificiale sta rivalutando i terreni vicino alle centrali nucleari. Tutto ciò avverrà fino a quando non riusciremo ad attuare la fusione nucleare auspicata da Sam Altman o le rinnovabili garantiranno un maggiore apporto energetico.
Ecco spiegata allora la mossa a sorpresa di Microsoft che, è notizia di ieri, ha stretto un accordo con Constellation per riaprire la centrale di Three Miles Island. E tenere l’intera produzione energetica tutta per sé.
Le perplessità normative di un accordo senza precedenti
Constellation Energy è una delle principali aziende energetiche negli Stati Uniti, specializzata nella produzione e fornitura di energia elettrica, con una particolare enfasi sulle fonti di energia a basse emissioni di carbonio.
Fondata nel 1999, si è evoluta come parte del settore elettrico e nucleare, ed è attualmente il più grande produttore di energia nucleare del paese. È una filiale di Exelon Corporation, uno dei più grandi operatori di utility degli Stati Uniti, e si è posizionata come leader nella transizione verso un’economia energetica a zero emissioni di carbonio.
Ne parliamo perché Constellation Energy ha stretto un accordo con Microsoft, che la vedrà acquistare il 100% dell’energia prodotta dalla centrale di Three Mile Island per i prossimi 20 anni. Secondo quanto annunciato, ciò fornirà al colosso tecnologico l’energia necessaria per alimentare le sue operazioni di intelligenza artificiale, equivalenti a 835 megawatt, pari al fabbisogno di 800.000 abitazioni.
Il ritorno in funzione di Three Mile Island segna una svolta nella ricerca di fonti energetiche stabili e a zero emissioni per alimentare le infrastrutture tecnologiche sempre più voraci in termini di energia. “Three Mile Island non avrebbe mai dovuto essere chiusa”, ha dichiarato al Washington Post Joseph Dominguez, amministratore delegato di Constellation. Aggiungendo che l’impianto produrrà tanta energia pulita quanto tutte le fonti rinnovabili costruite in Pennsylvania negli ultimi 30 anni.
Al di là dell’accostamento tra i concetti di “energia nucleare” ed “energia pulita”, sul quale ci si dibatte da decenni, il piano di riattivazione costerà circa 1,6 miliardi di dollari e dipenderà dai sussidi previsti dall’Inflation Reduction Act del 2022.
Il che pone delicate questioni su queste agevolazioni fiscali federali. Le tasse dei contribuenti, in questo caso, contribuiranno infatti all’apertura di una centrale nucleare la cui produzione sarà destinata solamente a un’azienda privata, invece che alla comunità.
Tra preoccupazioni e opportunità economiche
L’annuncio ha scatenato reazioni contrastanti. Mentre i sostenitori della sicurezza nucleare hanno espresso preoccupazione, alcuni leader locali hanno accolto favorevolmente la notizia, vedendo nell’accordo un’opportunità per rivitalizzare l’economia locale. Uno studio prevede infatti che la riapertura creerà 3.400 posti di lavoro e genererà 3 miliardi di dollari in tasse statali e federali.
D’altro canto, i critici dell’accordo sollevano dubbi sull’uso di sussidi pubblici per il progetto, sostenendo che i consumatori di elettricità potrebbero dover affrontare costi più elevati.
L’operazione dovrà anche superare ostacoli regolatori significativi, compresi i severi controlli della Nuclear Regulatory Commission, che per la prima volta nella sua storia dovrà autorizzare la riapertura di una centrale nucleare. E segna un passo importante per l’industria tecnologica, che continua a cercare soluzioni energetiche sostenibili per alimentare il futuro dell’intelligenza artificiale.
“L’industria energetica non può essere il motivo per cui Cina o Russia ci superano nell’IA”, ha affermato Joseph Dominguez, amministratore delegato di Constellation. Ai posteri, come sempre, spetterà l’ardua sentenza.


