L’uccisione di Kirk arriva su Roblox: rimossi oltre 100 ‘giochi’

by | 14 Set 2025 | Videogames, Politica

Immagine: Roblox/Youtube
Tempo di lettura: 2 minuti

Il giorno dopo l’uccisione di Charlie Kirk, influencer conservatore e fondatore di Turning Point USA, il dibattito non si è limitato ai social media.

Roblox, una delle piattaforme di gaming più popolari al mondo, ha infatti confermato di aver rimosso più di cento esperienze in-game legate alla sparatoria.

La decisione è arrivata mentre i video dell’assassinio circolavano senza freni su X, Instagram, Telegram e YouTube, accumulando milioni di visualizzazioni in poche ore.

La reazione di Roblox

“Abbiamo riscontrato contenuti in violazione riguardanti Charlie Kirk”, ha dichiarato un portavoce di Roblox ad Axios, spiegando che la piattaforma vieta qualsiasi forma di ricostruzione di eventi violenti reali o di incitamento all’odio. “Quando gli utenti violano i nostri Standard della Community, interverremo rapidamente per proteggere la sicurezza e la civiltà della nostra comunità”.

Una presa di posizione netta, arrivata però solo dopo che decine di giochi legati alla tragedia erano già stati pubblicati dagli utenti. In meno di 24 ore, l’azienda si è così trovata a rincorrere una dinamica che ha mostrato ancora una volta la velocità con cui l’immaginario digitale trasforma eventi sensibili in spettacolo.

La pressione politica dopo Kirk

A denunciare la presenza di questi contenuti è stata la deputata repubblicana Anna Paulina Luna, già stretta collaboratrice di Kirk come direttrice dell’engagement ispanico a Turning Point USA.

Su X, Luna ha raccontato di essere stata avvisata di un gioco su Roblox che faceva riferimento esplicito all’assassinio. Da lì il passo successivo: la richiesta ad Apple di rimuovere l’intera app dall’App Store, se i contenuti non fossero stati immediatamente cancellati.

La mossa ha avuto effetto. Nel giro di un’ora, Luna ha dichiarato di aver ricevuto “piena collaborazione” da parte di Roblox e di altre piattaforme social contattate per segnalare la circolazione di contenuti violenti.

Una rapidità che riflette l’urgenza politica del caso ma che lascia aperta una domanda: perché è servito l’intervento diretto di un membro del Congresso per ottenere ciò che le policy aziendali prevedono già?

Cinismo digitale

Il punto più amaro di questa vicenda non riguarda soltanto i contenuti rimossi, ma la loro stessa esistenza. La velocità con cui la morte di Kirk è stata trasformata in gioco o in meme svela l’ormai conclamata deriva cinica di un’umanità che si nutre di tragedie per generare visualizzazioni, interazioni e, in questo caso, persino intrattenimento.

Non è un caso, come scrivevamo in un altro nostro articolo, che anche le altre piattaforme siano corse ai ripari. Bluesky ha pubblicato un avviso contro la “glorificazione della violenza”, mentre YouTube ha affermato di monitorare con attenzione e di elevare i contenuti giornalistici in homepage, rimuovendo i video più crudi.

Ma la rapidità con cui il materiale ha raggiunto milioni di utenti resta un segnale inquietante. E ci restituisce la fotografia di un ecosistema digitale (e dunque della società alle sue spalle) dove la viralità è moneta corrente, e ogni disgrazia rischia di diventare materiale da intrattenimento. Un fenomeno che mette in discussione non solo le policy delle piattaforme e la stessa tenuta della sfera pubblica.

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