Donald Trump non è nuovo a repentini cambi di orientamento ma senz’altro non gli sta sfuggendo l’opportunità elettorale di trasformare il TikTok ban in un elemento a suo favore nella campagna politica contro Biden.
Basta infatti fare un giro sul social di ByteDance da qualche mese a questa parte per vedere quanto gli utenti americani siano inviperiti contro la classe politica statunitense che, nascondendosi dietro il paravento della sicurezza nazionale, a loro dire vuole censurare l’unico social media sulla cui narrazione non ha potere alcuno.
E sebbene non sia sfuggita a molti l’ironia di un Biden che si dice pronto a firmare il TikTok ban qualora dovesse apparire sulla sua scrivania, ma che sul social cinese, nel frattempo, fa campagna elettorale da mesi (si veda il video qui sotto), resta il fatto che sabato scorso la Camera dei Rappresentanti americana ha approvato con un voto bipartisan di 360-58 una legge che obbliga ByteDance, il proprietario cinese di TikTok, a vendere le sue operazioni negli USA entro nove mesi o a subire un divieto.
La proposta di legge è ora al Senato e il che ieri ha indotto Trump a dichiarare sulla sua piattaforma Truth Social che Biden sarà “responsabile del divieto di TikTok. È lui che lo sta spingendo a chiudere, e lo fa per aiutare i suoi amici di Facebook a diventare più ricchi e dominanti“. Trump ha poi invitato i giovani elettori, che rappresentano una parte significativa degli utenti di TikTok, a riflettere sulla posizione di Biden in occasione delle elezioni.
Dobbiamo però ricordare che durante la sua presidenza nel 2020, Trump aveva tentato di proibire TikTok e WeChat, di proprietà cinese, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale, ma i suoi tentativi furono fermati dai tribunali.
TikTok, che nega di aver condiviso o di voler condividere dati degli utenti americani con il governo cinese, sostiene da tempo che un divieto infrangerebbe i diritti di libertà di espressione stabiliti dal Primo Emendamento della Costituzione americana, che protegge i 170 milioni di utenti dell’app nel paese.
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L’azienda ha informato i dipendenti tramite email durante il weekend, email visionata da Reuters, che appena Biden ratificherà la legge “procederemo con una sfida legale nei tribunali. Continueremo a combattere, poiché questa legge viola palesemente il Primo Emendamento”.
Secondo quanto riporta Reuters, invece, un portavoce della Casa Bianca ieri ha così affermato: “Non vogliamo vietare app come TikTok. Ciò che desideriamo – e ciò che la legislazione che appoggiamo farebbe – è assicurare che TikTok diventi proprietà di una compagnia americana, così i nostri dati personali sensibili e quelli dei nostri figli restino qui anziché essere inviati in Cina, e per evitare che le percezioni e le opinioni degli americani possano essere manipolate da algoritmi potenzialmente controllati dalla PRC (People’s Republic of China, ossia il partito popolare cinese, ndR).


