Vista l’incertezza su come il Senato avrebbe trattato la legislazione già approvata dalla Camera a marzo, in queste settimane ha avuto luogo una vigorosa campagna di lobbying e di pressioni sui senatori per promuovere il disegno di legge su TikTok.
L’altro ieri la Camera ha intensificato i propri sforzi per ottenere l’approvazione di una legislazione che, lo ricordiamo, obbligherebbe la vendita di TikTok dal suo proprietario cinese ByteDance; o, in alternativa, vedrebbe il divieto dell’app negli Stati Uniti.
Il “colpo di mano” della Camera, e a segnalarlo è il New York Times, è del presidente della Camera, Mike Johnson. Il quale ha indicato l’intenzione di unire una versione modificata del disegno di legge approvato il mese scorso, ribattezzato TikTok ban, agli aiuti per Ucraina, Israele e Taiwan. Aiuti che, com’è facile immaginare, gli Stati Uniti non possono disattendere.
La modifica alla legislazione estenderebbe il termine per la vendita di TikTok da parte di ByteDance a nove mesi rispetto ai sei originari, con la possibilità per il presidente di prorogarla ulteriormente di 90 giorni qualora si procedesse verso una vendita.
Se approvato, il pacchetto sarà inviato al Senato come unico disegno di legge, che potrebbe votare immediatamente dopo. Il presidente Biden, lo ricordiamo, ha già dichiarato che firmerà la legge su TikTok se arriverà sulla sua scrivania.
Questa iniziativa rappresenta lo sforzo più aggressivo finora compiuto da parte dei legislatori per separare TikTok dal suo proprietario cinese, ByteDance, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale come la potenziale richiesta di Pechino di accedere ai dati degli utenti statunitensi o l’uso dell’app per scopi propagandistici.
Il disegno di legge precedentemente approvato dalla Camera ha incontrato lo scetticismo nel Senato a causa delle preoccupazioni sulla sua tenuta legale. E TikTok ha respinto le preoccupazioni per la sicurezza nazionale definendole infondate, ricordando di aver speso oltre un miliardo e mezzo di dollari nel cosiddetto Project Texas, per isolare i dati degli utenti americani e permettere una supervisione indipendente sulle sue raccomandazioni di contenuto.
Alex Haurek, un portavoce della compagnia, ha criticato l’approccio della Camera: “È un peccato che la Camera dei Rappresentanti utilizzi il pretesto di importanti aiuti esteri e assistenza umanitaria per forzare nuovamente il disegno di legge sul divieto”. Ha poi sottolineato che il disegno di legge limiterebbe i diritti alla libera espressione di 170 milioni di americani e di sette milioni di piccole imprese, eliminando una compagnia che ha contribuito per miliardi di dollari all’economia statunitense.
Se la misura verrà firmata e diventerà legge, sarà probabile che affronti settimane o mesi di sfide legali, simili a quelle che hanno bloccato i tentativi precedenti di limitare o vietare TikTok negli Stati Uniti.
Inoltre, c’è la possibilità che Pechino possa bloccare la vendita di TikTok, che si prevede raggiunga un valore così elevato da finire oltre la portata di molti potenziali acquirenti.


