TikTok fa causa al governo degli Stati Uniti

by | 8 Mag 2024 | Politica, Tech War

Tempo di lettura: 2 minuti

Il contrattacco, a ben guardare, è arrivato anche prima del previsto. TikTok ha infatti intentato causa contro il governo degli Stati Uniti in risposta alla normativa che obbligherebbe ByteDance, la casa madre cinese dell’app, a venderla agli americani o a rischiare un divieto nel paese. La disputa, incentrata su questioni di sicurezza nazionale e libertà di espressione, si prevede arriverà fino alla Corte Suprema.

Il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti garantisce alcune delle libertà considerate essenziali per la democrazia. Adottato nel 1791 come parte della Carta dei Diritti, protegge la libertà di espressione, di stampa, di religione, di riunione e il diritto di petizione. In pratica, impedisce al governo federale di limitare la capacità degli individui di esprimere le proprie opinioni, pubblicare liberamente e praticare la religione scelta, nonché di riunirsi pacificamente e chiedere modifiche al governo.

Ed è proprio sul Primo Emendamento che vuole fare leva l’azienda cinese, giudicando irrispettosa la legge firmata da Biden, che vuole eliminare un’applicazione utilizzata da milioni di americani per esprimere liberamente le proprie opinioni. TikTok contesta anche la fattibilità della richiesta di vendita, specialmente entro i 270 giorni imposti dalla legge, citando l’opposizione di Pechino alla cessione di componenti vitali per il funzionamento dell’app negli USA.

“Per la prima volta nella storia il Congresso ha varato una legge che impone un divieto permanente a una specifica piattaforma di espressione, negando a ogni americano l’accesso a una comunità online globale che conta oltre un miliardo di persone”, afferma TikTok nella sua petizione di 67 pagine. “È chiaro che questa legge porterà alla cessazione delle attività di TikTok entro il 19 gennaio 2025.”

Con la sua esistenza negli Stati Uniti a rischio, TikTok nei prossimi mesi affronterà la contesa principalmente attraverso battaglie legali. E per il governo americano la questione si complicherà ulteriormente trattandosi questo di un anno elettorale, col presidente Biden e i legislatori esposti alle reazioni negative da parte degli utenti dell’app, che conta 170 milioni di utenti mensili solo negli USA e che viene usata non solo per la condivisione di balletti virali ma anche per fare informazione politica.

La causa è stata depositata presso la Corte d’Appello per il Circuito del Distretto di Columbia, dove TikTok sostiene l’impossibilità, sia commerciale che tecnologica, di trasferire il proprio codice di base a un nuovo proprietario. Ma l’operatività di TikTok, inclusa la sua capacità di raccomandazione basata su algoritmi, che il governo cinese ha escluso dalla vendita, è proprio il punto focale del dibattito.

Nel contestare la legge, TikTok ha anche evidenziato i miliardi di dollari spesi negli ultimi quattro anni per mitigare i rischi di sicurezza attraverso il Progetto Texas e un accordo sulla sicurezza nazionale di 90 pagine, che ha incluso impegni significativi verso il governo USA. La compagnia ha inoltre garantito il controllo indipendente sulle sue raccomandazioni di contenuto, separando i dati degli utenti USA dalle sue altre operazioni globali.

In attesa della risposta del governo, il Dipartimento di Giustizia si è finora astenuto dal commentare. Tuttavia, si prevede che la difesa governativa si concentrerà sulla necessità di vendere piuttosto che sul divieto, cercando di dimostrare che le preoccupazioni per la sicurezza nazionale giustificano la restrizione della libertà di espressione. Vedremo come andrà a finire…

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