Abbiamo scritto più volte queste pagine del CHIPS and Science Act americano. Firmato dal Presidente Biden nel 2022, il provvedimento destina circa 52 miliardi di dollari per incentivare la produzione e la ricerca di semiconduttori negli Stati Uniti. Il programma include sovvenzioni, crediti d’imposta e investimenti in ricerca per rafforzare la capacità produttiva e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Conosciuto formalmente come China Integrated Circuit Industry Investment Fund, il Big Fund cinese è stato lanciato nel 2014 e ha raccolto oltre 51 miliardi di dollari in due fasi per sostenere lo sviluppo dell’industria dei semiconduttori in Cina. Il fondo supporta la produzione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico per ridurre la dipendenza dalla tecnologia straniera. E nei giorni scorsi è stata annunciata la terza fase da 47,5 miliardi di dollari, che porta il computo complessivo a 96 miliardi di dollari.
Anche la Corea del Sud ha implementato un’iniziativa simile al Chips Act. Conosciuta come K-Chips Act e approvata dal Parlamento nel marzo 2023, questa legge mira a potenziare l’industria dei semiconduttori locale offrendo crediti d’imposta significativi per gli investimenti in tecnologie strategiche nazionali, come i semiconduttori. Il K-Chips Act aumenta il credito d’imposta per gli investimenti in impianti di produzione al 15% per le grandi imprese e al 25% per le piccole e medie imprese. Inoltre, prevede un ulteriore credito d’imposta del 10% per gli investimenti incrementali effettuati nel 2023.
Questi programmi riflettono l’importanza strategica dei semiconduttori e la crescente competizione globale per garantirsi l’autosufficienza tecnologica. E, per una volta, l’Europa non è rimasta a guardare.
Il Chips Act Europeo, adottato nel 2023, mira a rafforzare la competitività e la resilienza tecnologica dell’Europa nei semiconduttori. Mobilita oltre 43 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati, con l’obiettivo di raddoppiare la quota di mercato globale dell’UE nel settore dei semiconduttori al 20% entro il 2030. È parte di un’iniziativa globale per promuovere la produzione locale di semiconduttori dopo le carenze causate dalla pandemia di Covid-19 e l’obiettivo è produrre il 20% dei semiconduttori mondiali entro il 2030.
Ed è grazie al Chips Act che è possibile la news che ci apprestiamo a dare, ossia che STMicroelectronics ha annunciato l’intenzione di investire 5 miliardi di euro in un nuovo impianto per la produzione di chip e il packaging a Catania.
Questo progetto pluriennale sarà parzialmente finanziato dal Chips Act dell’Unione Europea ma il governo italiano, nell’ambito di questo programma, fornirà 2 miliardi di euro in sussidi. Dopo gli investimenti annunciati in Italia da Data4 e Amazon, si tratta indubbiamente di un’altra bella notizia per l’Italia.


