Tutti conoscono Amazon ma non tutti sanno cosa sia AWS, acronimo di Amazon Web Services. Si tratta di una piattaforma di servizi cloud fornita dal colosso di Jeff Bezos che offre un’ampia gamma di servizi di computing, storage, database, analisi, intelligenza artificiale, Internet of Things (IoT) e molto altro ancora.
AWS è una delle principali divisioni di Amazon e rappresenta la piattaforma di cloud computing più utilizzata al mondo. Per avere un’idea del suo successo, basti sapere che nel 2023 Amazon Web Services ha generato un fatturato di circa 90,8 miliardi di dollari, in crescita del 13,3% rispetto all’anno precedente, quando era stato di 80,1 miliardi di dollari.
Gestire un servizio come AWS, però, comporta il superamento di una serie di ostacoli non solo tecnici ma anche legali, soprattutto in Europa. E questa è la ragione per cui Amazon sta ampliando notevolmente la sua presenza nel Vecchio Continente tramite la costruzione di nuovi data center.
Partiamo dalle questione tecniche: minore è la latenza dei suoi servizi, meglio è per gli utenti che ottengono tempi di risposta più rapidi. E questa è tanto minore quanto si è più vicini a un centro di calcolo. Un maggior numero di data center, inoltre, permette ad Amazon di poter garantire una maggiore resilienza e affidabilità dei suoi servizi cloud, creando ridondanze e backup geografici.
Poi ci sono le questioni legali, riguardanti la sovranità dei dati. Si tratta di una tematica sempre più rilevante in Europa, dove regolamenti come il GDPR (General Data Protection Regulation) impongono stringenti requisiti sulla protezione e la localizzazione dei dati.
Costruire data center all’interno dei confini europei permette ad AWS di offrire soluzioni che rispondono meglio alle esigenze di conformità normativa dei suoi clienti. Le aziende e i governi europei, infatti, preferiscono che i dati sensibili siano conservati e gestiti localmente per assicurare il rispetto delle leggi sulla privacy e sulla sicurezza dei dati. Costruire nuovi data center in Europa non solo facilita ad AWS il rispetto del GDPR, ma risponde anche alle preoccupazioni crescenti riguardo alla protezione dei dati da accessi non autorizzati da parte di entità estere.
Questo lungo preambolo (ma almeno adesso chiunque può comprendere il senso di questa notizia) serve a spiegare perché l’espansione di AWS rappresenti una risposta strategica alla crescente domanda di servizi cloud in Europa, dove aziende di vari settori, dalle telecomunicazioni alla finanza, stanno accelerando la loro trasformazione digitale.
Trasformazione digitale dalla quale per una volta l’Italia trarrà benefici se è vero che, come riporta Reuters, Amazon è in trattative col governo italiano per investire miliardi di euro nell’espansione dei suoi data center nel nostro paese.
A dirlo sono quattro fonti informate sulla questione, secondo cui le discussioni sono ancora in corso e riguardano la dimensione e la localizzazione dell’investimento. Una delle fonti ha indicato che Amazon Web Services sta valutando l’ampliamento del sito esistente a Milano o la costruzione di uno nuovo.
AWS ha inaugurato la sua prima regione cloud in Italia nel 2020, parte di un piano per investire 2 miliardi di euro entro il 2029. Tra i clienti italiani della compagnia figurano Ferrari e Assicurazioni Generali. Recentemente AWS ha annunciato anche un investimento di 15,7 miliardi di euro in data center nella regione dell’Aragona, in Spagna, aggiornando un precedente piano decennale del 2021 che prevedeva una spesa 2,5 miliardi di euro.
Secondo una delle fonti interpellate da Reuters, l’investimento di AWS in Italia sarà nell’ordine dei miliardi di euro ma potrebbe non raggiungere le cifre previste per la Spagna. In Germania, invece, AWS ha pianificato un investimento di 7,8 miliardi di euro entro il 2040.


