Microsoft ha ufficialmente chiuso il suo IoT & AI Insider Lab nella zona hi-tech di Zhangjiang, a Shanghai, confermando un progressivo disimpegno dal mercato cinese in un momento di crescenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina.
Il laboratorio, che era stato inaugurato nel 2019 per supportare lo sviluppo locale nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’Internet of Things, risultava già inattivo nei primi mesi del 2025.
A testimoniarlo è stata una recente visita del South China Morning Post, che ha trovato gli uffici bui, il logo rimosso e le attrezzature smantellate.
Nel cuore pulsante dell’innovazione cinese
La chiusura assume un valore simbolico anche per la collocazione strategica del laboratorio, situato all’interno della cosiddetta “AI Island” della Zhangjiang Hi-Tech Zone, un polo dell’innovazione nel distretto di Pudong che ospita alcune delle più importanti aziende tecnologiche mondiali.
Tra queste figurano il produttore tedesco di chip Infineon Technologies, il gigante cinese della ricerca online Baidu, la discussa società di riconoscimento facciale CloudWalk Technology — oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti —, il fornitore di soluzioni dati Winner Technology e il costruttore di aerei Commercial Aircraft Corporation of China (COMAC).
Un progetto ambizioso che ha lasciato il segno
Al momento della sua apertura, il laboratorio era stato presentato come una collaborazione strategica tra Microsoft e il distretto di Zhangjiang, con l’obiettivo di creare un ecosistema favorevole all’innovazione nel campo dell’AI.
Il centro ha sostenuto in totale 258 progetti, coinvolgendo quasi 100 aziende locali. Tra queste, oltre 50 startup hanno ricevuto investimenti esterni per un totale superiore ai 9,4 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di dollari).
Il bilancio delle attività è di rilievo: secondo un rapporto ufficiale pubblicato da Zhangjiang, il laboratorio ha prodotto 139 risultati tecnologici e formato quasi 10.000 professionisti.
Nel 2021 era stato selezionato tra i primi progetti dell’iniziativa Group Open Innovation, promossa dal governo per rafforzare l’attrattività del polo tecnologico.
Il disimpegno di Microsoft non passa inosservato
Il laboratorio di Shanghai faceva parte di una rete internazionale di centri di ricerca e sviluppo gestiti da Microsoft, con sedi a Seattle, San Francisco, Milwaukee, Monaco di Baviera, Montevideo e Kobe.
La chiusura della sede cinese rappresenta dunque non solo la fine di un’esperienza locale ma anche un ridimensionamento simbolico della presenza di Microsoft in un’area strategica per il futuro dell’AI.
La chiusura del centro comunque era intuibile da alcuni indicatori.
Lo scorso anno Microsoft ha offerto a 700-800 dipendenti dell’area AI in Cina la possibilità di trasferirsi all’estero e ha avviato una serie di licenziamenti su larga scala.
In parallelo, il colosso di Redmond ha anche chiuso tutti i suoi negozi fisici ufficiali nel Paese.
Nonostante Microsoft non pubblichi dati ufficiali sui ricavi generati in Cina, il presidente Brad Smith ha dichiarato nel corso di un’audizione al Congresso americano che il mercato cinese rappresenta appena l’1,5% del fatturato globale del gruppo.


