DeepSeek, una delle startup emergenti dell’ecosistema tecnologico cinese, sta contribuendo a colmare il divario tra Cina e Stati Uniti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, riducendolo in alcuni ambitiad appena tre mesi.
A sostenerlo è Kai-fu Lee, ex responsabile di Google China e fondatore della startup 01.AI, che ha parlato di un’accelerazione resa possibile da un uso più efficiente dei chip e degli algoritmi.
Una lama a doppio taglio
Secondo Lee, oggi figura di riferimento globale nel campo dell’intelligenza artificiale e attivo anche come investitore con un proprio fondo di venture capital, il progresso cinese è particolarmente evidente nel settore dell’ingegneria software infrastrutturale.
In un’intervista a Reuters ha sottolineato che “le sanzioni statunitensi nel settore dei semiconduttori sono state una lama a doppio taglio”.
Se da un lato hanno posto ostacoli concreti, dall’altro hanno costretto le aziende cinesi a innovare sotto pressione, trovando soluzioni alternative e nuove vie di sviluppo.
Effetto DeepSeek
Tra i protagonisti di questa avanzata, DeepSeek spicca per la sua capacità di elaborare modelli in grado di mostrare all’utente la propria catena di ragionamento prima di fornire una risposta, una funzionalità che ricorda quella ideata da OpenAI ma non resa disponibile al pubblico.
“Il fatto che DeepSeek sia riuscita a sviluppare un nuovo approccio al reinforcement learning”, ha dichiarato Lee, ” dimostra che la Cina sta recuperando rapidamente, imparando in fretta. O, forse, è persino diventata più innovativa”.
L’ascesa cinese nell’AI generativa si è manifestata con forza all’indomani del lancio globale di ChatGPT.
Per lungo tempo, i colossi tecnologici cinesi hanno ammesso il loro ritardo rispetto all’Occidente, ma il panorama è rapidamente cambiato con l’ingresso in scena di nuove realtà come DeepSeek, e anche grazie all’impegno di aziende consolidate come Baidu, Alibaba e ByteDance.
01.AI
Nel marzo del 2023, anche Kai-fu Lee ha deciso di scendere in campo con la sua 01.AI, affiancandosi a startup come ZhipuAI e Moonshot.
La missione di 01.AI non è quella di competere sui modelli fondamentali con i giganti del settore, ma di sviluppare applicazioni pratiche che aiutino le imprese a sfruttare meglio le tecnologie già disponibili.
“Oggi investire in modelli proprietari è un atto di coraggio”, ha affermato, “in un mercato dominato da big tech ben finanziate e da alternative open source che evolvono in continuazione”.
Proprio in quest’ottica, all’inizio di marzo 01.AI ha lanciato Wanzhi, una piattaforma software dedicata alle aziende che vogliono integrare strumenti di intelligenza artificiale nei propri flussi operativi.
La società ha già iniziato a generare ricavi e prevede, per il 2025, una crescita che possa moltiplicare i 15 milioni di dollari realizzati nell’ultimo anno.


