Meta pronta a coinvolgere Trump contro le normative dell’UE

by | 17 Feb 2025 | Politica, Legal

Joel Kaplan, Chief Executive Officer di Meta | Foto: Inc42
Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo essersi spesa più volte in endorsement (politici ed economici) verso l’amministrazione Trump, per Meta dev’essere giunto il momento di passare all’incasso.

Col risultato che il colosso di Menlo Park ha dichiarato di essere pronto a coinvolgere il presidente Donald Trump nella sua battaglia contro le normative digitali dell’Unione Europea, qualora queste prendessero di mira i suoi prodotti.

Joel Kaplan, Chief Executive Officer di Meta e stratega repubblicano di lunga data, ha infatti affermato durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco che l’azienda non esiterà a rivolgersi all’amministrazione Trump se riterrà di essere discriminata dalle sanzioni europee.

Il coinvolgimento di Trump

Kaplan, nominato da Mark Zuckerberg come responsabile degli affari globali dopo la rielezione di Trump, ha sottolineato che spetta all’amministrazione Trump valutare se le multe dell’UE contro le aziende tecnologiche statunitensi siano ingiuste. E ha affermato che Meta farà valere le proprie ragioni se si sentirà presa di mira.

“Quando le aziende sono trattate in modo diverso e discriminatorio, è giusto segnalarlo al governo del paese d’origine”, ha dichiarato Kaplan in risposta a una domanda di Stephanie Flanders di Bloomberg durante un panel a Monaco.

Nonostante l’intenzione di rispettare le leggi europee, Kaplan ha quindi avvisato che Meta segnalerà eventuali trattamenti ingiusti.

Questa posizione arriva in un momento di tensione nelle relazioni transatlantiche, con il vicepresidente JD Vance che, durante lo stesso evento, ha criticato i leader europei, accusando le normative dell’UE sui social media di sopprimere la libertà di espressione, specialmente nei confronti di gruppi di estrema destra.

Il cancelliere Olaf Scholz ha definito inaccettabile l’intervento di Vance, considerandolo un’interferenza nel processo democratico tedesco.

Meta, multe e censura

Mentre le autorità europee vedono le restrizioni sui social media come un mezzo per combattere l’incitamento all’odio e la disinformazione, Kaplan ha avvertito che tali regole potrebbero limitare la libertà di espressione. Ha inoltre promosso l’iniziativa “Community Notes” di Meta, che permette agli utenti di verificare i contenuti sulle sue piattaforme.

Meta, che lo ricordiamo è proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha già affrontato sanzioni per oltre 2 miliardi di euro da parte dell’UE per violazioni delle norme antitrust e sulla protezione dei dati.

Iscrivetevi alla newsletter The Big Picture (connessioni tecnologiche che potrebbero sfuggirvi)

L’azienda è attualmente sotto indagine per possibile mancata protezione dei minori secondo il Digital Services Act, che prevede multe fino al 6% del fatturato globale annuale.

Meta, inoltre, ha anche manifestato l’intenzione di non aderire a un codice di condotta che l’UE sta elaborando per i fornitori di modelli avanzati di intelligenza artificiale.

Kaplan ha avvertito l’Europa di non misurare il successo del proprio regime regolatorio in base al numero e all’entità delle multe, sostenendo che le normative tecnologiche dell’UE hanno posto l’economia europea in una posizione di “enorme svantaggio”.

POTREBBE INTERESSARTI

Cina censura

Anche la Cina respinge lo stop all’IA: “È solo allarmismo”

Il portavoce di Pechino accusa Amodei, Altman e Musk di allarmismo sull’IA. Lo stesso giorno il ministro della sicurezza di stato cinese lancia un allarme quasi...
Donald Trump annuncerà domani World Liberty Financial

Trump respinge lo stop all’IA: “Chi vince, vince tutto”

Amodei, Altman e Musk chiedono più cautela sull’IA. Trump risponde dal golf in Irlanda: fermarsi significa regalare il vantaggio alla Cina.

Un gruppo di cybercriminali sta bloccando il mercato dell’auto americano

Negli USA l’auto vende i dati dell’utente e Washington non sembra voler far nulla

La FTC ha multato General Motors per aver venduto senza consenso i dati di guida dei clienti. Ma quasi tutte le altre case automobilistiche fanno lo stesso: la tua auto...
Trump USA Xi Jinping Cina data center

Non volete i data center? Per Trump, fate un favore alla Cina

Bollette, acqua e nuovi impianti alimentano le proteste locali. La destra americana, a braccetto con la Silicon Valley, risponde chiamando in causa Pechino e la...

Per JD Vance l’IA è “satanica”. Ma non rallenta sui data center

Il vicepresidente americano teme che i chatbot possano isolare e manipolare le persone. Ma rifiuta di rallentare la corsa tecnologica statunitense contro la Cina.

Google Alphabet

Google evita ancora lo smembramento. È una giornata d’oro per le Big Tech

Nello stesso giorno in cui il governo Trump si schiera con OpenAI contro il New York Times, un giudice respinge la richiesta di smembrare il business pubblicitario di...
New York Times HQ

Il governo USA si schiera con OpenAI contro il New York Times

Il Dipartimento di Giustizia fa dell’IA una questione di sicurezza nazionale. Il New York Times invece accusa Trump di favorire i miliardari dell’IA.

Chris Lehane OpenAI

Chi decise di non chiamare la polizia? OpenAI affronta altre 30 cause

Dopo la strage di Tumbler Ridge, le nuove denunce puntano sulla catena di comando interna e chiamano in causa Chris Lehane e Sam Altman. OpenAI respinge le...
John Kushner

Infantino, FIFA, Josh Kushner e l’avvocato di Elon Musk

Josh Kushner, fratello del più noto Jared e fondatore di Thrive Capital, era pronto a partecipare a un investimento da 4,2 miliardi di dollari. Ora l’UEFA chiede...
Apple

Apple dice di avere nuove prove contro OpenAI

L’analisi del MacBook di Chang Liu rafforza le accuse di Apple. OpenAI replica che Cupertino gestisce male gli accessi degli ex dipendenti e vuole frenare un futuro...
Share This