Il periodo, per l’industry dei videogiochi, non è dei migliori e ormai sono molti mesi che si susseguono notizie di licenziamenti tra i vari publisher e sviluppatori. GamesIndustry ha intervistato Lars Wingefors, CEO di Embracer, multinazionale svedese fondata nel 2008 e divenuta famosa per la sua rapida espansione attraverso numerose acquisizioni di studi di sviluppo ed editori.
Ciò ha permesso a Embracer di possedere una vasta gamma di IP e di studi, rendendola in breve tempo uno dei più grandi attori nell’industria dei videogiochi. Ma la sua strategia di crescita aggressiva ha conosciuto un brusco stop la scora primavera, quando una mancata commessa da due miliardi di dollari ha consigliato all’arrembante amministratore delegato di entrare in una fase di consolidamento, leggasi tagli di progetti e di dipendenti.
Ma, dicevamo, i problemi nel mondo dei videogame non riguardano solo Embracer e nel corso dell’intervista Lars Wingefors ha delineato la difficile realtà che l’intero settore sta affrontando. Da superare, ovviamente, con l’unica ricetta che il mondo della tecnologia pare conoscere ultimamente, ossia riducendo la forza lavoro, una mossa ritenuta indispensabile per navigare in un mercato in rapida evoluzione.
L’attuale riduzione di oltre 1.400 dipendenti di Embracer viene così descritta da Wingefors come un passaggio obbligato. L’obiettivo è di concentrare le risorse sugli studi e sui progetti ritenuti più promettenti, tagliando quelli con minori prospettive di successo (si parla di una riduzione del 20-25% dei progetti in sviluppo). Il che è un cambiamento significativo per chi negli anni passati era stato accusato di aver al contrario investito eccessivamente, con acquisizioni a tappeto di realtà non sempre, come dire, irresistibili.
Wingefors, rispondendo alle preoccupazioni degli investitori, ha poi sottolineato l’importanza di una strategia ben calibrata, che consideri sia la crescita organica, sia le operazioni di fusione e acquisizione. Ha poi riconosciuto che l’attuale scenario economico, caratterizzato da un aumento del costo del capitale, richiede un adeguamento strategico, con un focus maggiore sulla redditività e sull’efficienza degli investimenti.
Nonostante le sfide, Wingefors si dice orgoglioso dei risultati raggiunti da Embracer, in particolare per aver ottenuto vendite da record nel bel mezzo del programma di ristrutturazione. Ha inoltre sottolineato l’importanza di gestire le transizioni aziendali con compassione, rispetto e integrità, specialmente quando si tratta di licenziare il personale.
Con la conclusione del programma di ristrutturazione prevista per marzo, Embracer si prepara a un futuro di adattamenti e aggiustamenti. Nonostante le incertezze, Wingefors rimane ottimista, credendo che le decisioni prese oggi getteranno le basi per il successo dell’azienda nel prossimo decennio. Lasciamo ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza… e al lettore valutare la bontà di quanto dichiarato dal CEO di Embracer.


