Ford Motor ha annunciato un drastico piano di ridimensionamento che prevede il taglio di 4.000 posti di lavoro in Europa entro il 2027, confermando le difficoltà del mercato dei veicoli elettrici e l’impatto della crescente competizione cinese.
I tagli interesseranno principalmente gli stabilimenti in Germania e Regno Unito e fanno parte di una strategia più ampia per riorganizzare le operazioni europee e rafforzare la competitività del colosso automobilistico.
La casa americana ha anche confermato una riduzione della produzione della versione elettrica del SUV Explorer, una decisione che comporterà una diminuzione dell’orario lavorativo presso l’impianto di Colonia, in Germania, nel primo trimestre del 2025.
Dave Johnston, vicepresidente europeo per la trasformazione, ha sottolineato la necessità di “azioni difficili ma decisive per garantire il futuro di Ford in Europa”.
Le sfide del mercato dei veicoli elettrici
L’annuncio di Ford arriva in un momento critico per l’industria automobilistica, che sta affrontando una transizione complicata verso l’elettrificazione.
Dopo anni di crescita, il mercato europeo dei veicoli elettrici sta rallentando. Secondo l’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili, le vendite di auto elettriche nei 27 Paesi membri dell’Unione Europea sono diminuite del 5,8% nei primi nove mesi del 2024.
Ford sta faticando anche negli Stati Uniti a raggiungere gli obiettivi di vendita per i modelli elettrici, annunciando ad agosto un rallentamento degli investimenti nel settore.
L’azienda comunque non è sola in questa difficoltà: marchi come Volkswagen e Mercedes-Benz hanno già rivisto le loro strategie a fronte di risultati deludenti nel segmento elettrico.
La pressione cinese sul mercato europeo
A complicare ulteriormente lo scenario vi è la crescente presenza di produttori cinesi come BYD e Geely, che stanno guadagnando terreno in Europa grazie a veicoli elettrici e ibridi offerti a prezzi competitivi. La pressione dei nuovi concorrenti sta spingendo i produttori tradizionali a prendere decisioni difficili. Volkswagen, ad esempio, sta valutando la chiusura di tre stabilimenti in Germania, una possibilità senza precedenti nei suoi 87 anni di storia.
Per arginare questa concorrenza, l’Unione Europea ha recentemente approvato un aumento dei dazi sui veicoli elettrici importati dalla Cina fino al 45%. In risposta, alcune aziende cinesi hanno stretto partnership con produttori europei o avviato la costruzione di fabbriche nel continente. Tuttavia, la tensione commerciale tra Europa e Cina sta avendo ripercussioni anche in altri settori, con la Cina che ha imposto penalità temporanee su prodotti europei come il brandy e ha minacciato nuovi dazi.
La mossa di Ford rappresenta un segnale preoccupante per un settore già sotto pressione. L’azienda ha invitato politici, sindacati e dirigenti del settore a collaborare per facilitare una transizione che rischia di essere più complessa del previsto.
Le sfide però non si fermano al mercato: il crescente protezionismo commerciale e l’ingresso di nuovi attori globali stanno ridisegnando il panorama dell’industria automobilistica europea.


