Ex ingegnere denuncia Meta: “Licenziato per aver gestito contenuti su Gaza”

by | 5 Giu 2024 | Legal, Politica

Tempo di lettura: 2 minuti

Si è portati a pensare che politica e tecnologia siano due cose distinte ma non sempre è così. E se siete lettori abituali di TechTalking, ricorderete il caso di Project Nimbus e del licenziamento di 28 dipendenti di Google.

A distanza di neppure due mesi, ecco un nuovo caso, riportato da Reuters. Secondo cui  Ferras Hamad, ex ingegnere di Meta, ha citato in giudizio il colosso dei social media per discriminazione e licenziamento illecito, sostenendo che la sua difesa dei contenuti palestinesi su Instagram gli sia costata il posto di lavoro.

Hamad, un ingegnere palestinese-americano che ha lavorato nel team di machine learning di Meta dal 2021, afferma che la sua attività per risolvere un bug che sopprimeva i post palestinesi è stata la causa del suo licenziamento avvenuto a febbraio. Nella denuncia presentata in un tribunale della California, Hamad accusa Meta di una politica di pregiudizi contro i palestinesi, inclusa la cancellazione di comunicazioni interne che menzionavano la morte dei loro parenti a Gaza.

L’azienda avrebbe anche condotto indagini sull’uso dell’emoji della bandiera palestinese, cosa che non è mai accaduta ai dipendenti che in passato hanno usato le emoji delle bandiere israeliana o ucraina.

Il conflitto a Gaza è riesploso dopo che militanti di Hamas hanno attaccato Israele il 7 ottobre, causando oltre 1.200 morti e numerosi ostaggi. La reazione di Israele ha provocato oltre 36.000 morti a Gaza, secondo le autorità sanitarie locali, e ha innescato una crisi umanitaria.

Dall’inizio della guerra, Meta è già stata accusata di censurare espressioni di sostegno per i palestinesi. Gruppi per i diritti umani hanno più volte criticato la moderazione dei contenuti riguardanti il conflitto israelo-palestinese. E circa 200 dipendenti di Meta hanno espresso preoccupazione in una lettera aperta indirizzata al CEO Mark Zuckerberg.

Hamad sostiene che il suo licenziamento sia legato a un evento critico avvenuto a dicembre, durante il quale ha riscontrato restrizioni sui contenuti postati da una personalità palestinese su Instagram, che impedivano ai post suoi di apparire nelle ricerche e nei feed.

Nello specifico, un video del fotoreporter palestinese Motaz Azaiza, il cui account Instagram è comunque operativo, era stato erroneamente classificato come pornografico nonostante mostrasse un edificio distrutto a Gaza.

Sebbene avesse già lavorato a criticità simili relative a tematiche quali Israele, Gaza e Ucraina, Hamad sostiene di essere stato licenziato da Meta per aver tentato di correggere bug. Questo nonostante il suo manager in seguito abbia confermato per iscritto che l’operato rientrava nelle sue funzioni lavorative.

Meta ha giustificato il licenziamento di Hamad sostenendo che avrebbe violato una politica aziendale, che vieta ai dipendenti di lavorare su account di persone conosciute personalmente. Hamad nega qualsiasi legame personale con Azaiza.

Meta non ha risposto alle richieste di commento da parte di Reuters. E per quanto ci riguarda, la nostra inserzione su Facebook relativa all’articolo di Project Nimbus è stato respinta da Meta.

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