I chip ‘made in USA’ costano fino al 20% in più

da | 24 Lug 2025 | Business

Nvidia H100: eccome com'è una GPU pensata per l'IA.
Tempo di lettura: 2 minuti

Nel grande disegno di Donald Trump per riportare la manifattura tecnologica sul suolo americano, c’è un dettaglio che rischia di diventare un boomerang industriale: produrre chip avanzati negli Stati Uniti costa di più.

E non poco. Lisa Su, CEO di AMD, lo ha detto chiaramente in occasione di un evento sull’intelligenza artificiale tenutosi a Washington: “I chip prodotti da TSMC negli Stati Uniti costeranno tra il 5% e il 20% in più rispetto a quelli realizzati a Taiwan”.

Il motivo è semplice e strutturale. Gli Stati Uniti hanno un costo della vita e del lavoro molto più alto rispetto ai paesi orientali e ciò si riflette inevitabilmente sul prezzo finale del silicio.

Il tentativo di rilocalizzare la produzione, spinto in parte da logiche di sicurezza nazionale, in parte dalla necessità strategica di controllare le catene del valore, si scontra dunque con la realtà dei numeri. E pone una domanda inevitabile: chi si farà carico di questi costi aggiuntivi?

Il dilemma della manifattura strategica dei chip

Il caso specifico riguarda TSMC, colosso taiwanese della fonderia che ha avviato in Arizona uno stabilimento dedicato alla produzione di chip per clienti statunitensi, AMD inclusa.

La CEO Lisa Su ha spiegato che la sua azienda riceverà i primi chip da questa struttura entro la fine del 2025. Il prezzo da pagare sarà però più alto e AMD dovrà scegliere se assorbire i costi nel proprio margine o riversarli sul prezzo dei prodotti finali.

A rendere il contesto ancora più complesso è il fatto che proprio la domanda di chip IA, quelli più avanzati e redditizi, è destinata a crescere in modo esplosivo.

“Il mercato dei chip per l’IA supererà i 500 miliardi di dollari in pochi anni, quindi parliamo di una crescita molto elevata”, ha spiegato Su durante l’evento. “Potrete giudicare se abbiamo fatto un buon lavoro o meno in base a ciò che avremo realizzato tra cinque anni”.

L’intelligenza artificiale non aspetta

Organizzato dal team del podcast All-In e dal gruppo bipartisan Hill and Valley Forum, l’evento ha messo al centro la nuova corsa globale all’intelligenza artificiale.

In prima linea ci sono non solo aziende come AMD e Nvidia, rivali diretti nella produzione di acceleratori IA, ma anche personalità del calibro di Sam Altman ed Elon Musk, che con la sua xAI vuole sfidare proprio i giganti del settore.

È anche grazie alla pressione esercitata da questi attori che la produzione di chip negli Stati Uniti è diventata una priorità politica. Ma la domanda resta in sospeso: in un contesto in cui la domanda esplode, le aziende americane riusciranno a sostenere margini più stretti pur di produrre in patria? O servirà l’intervento diretto dello Stato per sovvenzionare i costi extra della sovranità tecnologica?

La dichiarazione di Lisa Su fa allora emergere tutta la complessità di un sistema che vuole essere competitivo a livello globale ma al tempo stesso radicato sul territorio nazionale.

Puntare sull’autonomia produttiva è un obiettivo legittimo e, forse, necessario. Ma l’equilibrio tra sovranità, costo e competitività resta fragile. E mentre gli investimenti in IA corrono, la vera partita si gioca su chi sarà disposto a pagare il prezzo della reindustrializzazione.

Per ora, AMD guarda avanti: i chip arriveranno da Arizona entro fine anno. Ma la manifattura americana potrà davvero reggere il confronto senza scaricare il peso sulle spalle dei consumatori?

POTREBBE INTERESSARTI

Andy Jassy Amazon
• ⏱ 4 min

Amazon scommette 200 miliardi sull’IA ma gli investitori non ci credono: crollo dell’11% in Borsa

AWS cresce del 24% ma è più lenta dei rivali, le spese superano il flusso di cassa e i negozi fisici vengono chiusi: Amazon cambia pelle ma gli investitori vogliono...
Google
• ⏱ 3 min

Google scommette 185 miliardi sull’IA e Wall Street si spaventa

La spesa prevista per il 2026 supera del 50% le attese degli analisti. Il mercato teme una bolla, ma Pichai rilancia: “La domanda è eccezionalmente forte”....
Sundar Pichai. CEO di Google
, • ⏱ 3 min

Pichai non risponde su Apple e Siri: il silenzio è emblematico

Durante la conference call sui risultati del quarto trimestre, Sundar Pichai preferisce il silenzio alle spiegazioni. Il futuro della pubblicità nell’IA resta un...
crollo borse isteria
, • ⏱ 4 min

Trecento miliardi volatilizzati in un giorno: cosa sapere sull’isteria scatenata dall’IA

Gli annunci di Anthropic e OpenAI hanno innescato un selloff di titoli che analisti e investitori considerano strutturale, non episodico. Ma c’è chi non è...
Larry Ellison Oracle
• ⏱ 5 min

Il castello di carte di Oracle: cosa succede se OpenAI non può pagare

Il ridimensionamento dell’investimento Nvidia in OpenAI mette sotto pressione la contabilità del gigante dei database. Che ha costruito data center a debito...
Alex Karp Palantir
, , • ⏱ 3 min

Karp difende la tecnologia di sorveglianza di Palantir: “Protegge le libertà costituzionali”

Il gruppo di data intelligence prevede ricavi a +61% nel 2026, trainati da ICE e contratti militari. Karp difende la sorveglianza come “protezione...
SpaceX
, , • ⏱ 3 min

La fusione SpaceX-xAI preoccupa Wall Street: “Troppe incognite”

Decine di grandi investitori hanno scommesso su SpaceX come azienda spaziale, non come veicolo per finanziare l’IA. E gli analisti avvertono: “xAI brucia...
OnlyFans
• ⏱ 3 min

Il paradosso di OnlyFans: profitti miliardari ma la valutazione crolla da 8 a 3,5 miliardi

La piattaforma di contenuti per adulti è in trattativa con un fondo sconosciuto. Ma la dipendenza dalla pornografia la rende radioattiva per banche e investitori...
Elon Musk SpaceX
, , • ⏱ 3 min

SpaceX acquisisce xAI. Nasce il colosso spazio-IA da 1.000 miliardi

Musk annuncia l’acquisizione: “L’IA spaziale è l’unica via per soddisfare la domanda di calcolo”. La quotazione in borsa di SpaceX resta...
Narendra Modi India
, • ⏱ 3 min

India, 23 anni senza tasse per Big Tech se investe nell’IA

Nuova Delhi offre l’esenzione fiscale totale ai cloud provider stranieri fino al 2047. Ma regalando profitti tax-free a Big Tech, rischia di perdere...
Share This