L’Arizona incrimina Kalshi: i mercati predittivi sotto accusa

by | 18 Mar 2026 | Business

Tarek Mansour, cofondatore di Kalshi. | Foto: by Nathan Bajar
Riassunto IA
  • L’Arizona ha presentato accuse penali contro Kalshi per gestione di gioco d’azzardo illegale e scommesse elettorali vietate. È la prima incriminazione penale contro un mercato predittivo americano.
  • Kalshi ha risposto con un ricorso federale preventivo, replicando la stessa strategia già usata contro Iowa e Utah nelle settimane precedenti.
  • Il caso cristallizza una disputa giuridica irrisolta sull’identità dei mercati predittivi: mercati finanziari sotto giurisdizione federale o piattaforme di scommesse soggette alle leggi statali?
Tempo di lettura: 3 minuti

Fino a ieri, la guerra tra gli stati americani e i mercati predittivi si combatteva nelle aule civili. Ieri, però, l’Arizona ha cambiato le regole del gioco.

Il procuratore generale Kris Mayes ha presentato accuse penali contro Kalshi, la piattaforma in più rapida crescita del settore, contestandole di gestire un’attività di gioco d’azzardo senza licenza e di aver raccolto scommesse su elezioni statali. Pratiche, queste, entrambe vietate dalla legge dell’Arizona.

Non si tratta di una multa amministrativa o di un’ingiunzione civile: si tratta di un’incriminazione. Ed è la prima nel suo genere contro un mercato predittivo americano, e apre un fronte che fino ad ora nessuno aveva osato toccare.

“Nessuna azienda può decidere da sola quali leggi rispettare”, ha dichiarato Mayes. Una frase che suona come un avvertimento all’intero settore, non solo a Kalshi.

Chi è Kalshi e perché è nel mirino

Per chi non avesse già letto i nostri articoli, Kalshi è una delle due grandi piattaforme americane di mercati predittivi, insieme a Polymarket.

Ne abbiamo parlato relativamente al caso dei 115 milioni bloccati dopo la morte di Khamenei e dei sospetti di insider trading sulle operazioni militari in Iran. Entrambe permettono di scommettere sull’esito di eventi reali: elezioni, conflitti, decisioni economiche, risultati sportivi.

La distinzione che Kalshi rivendica con forza è quella tra scommessa e strumento finanziario. La piattaforma sostiene di operare come un mercato di derivati, non come un bookmaker, e che la competenza regolatoria spetti alla CFTC (la Commodity Futures Trading Commission, l’agenzia federale che supervisiona i mercati dei futures), e non ai singoli stati.

È una tesi giuridica precisa, con una logica interna coerente. Il problema è che nel frattempo Kalshi raccoglie scommesse sul Super Bowl e sulle elezioni in Arizona.

Ed è esattamente questa contraddizione che il procuratore Mayes ha scelto di colpire: quattro capi d’imputazione per scommesse elettorali, oltre all’accusa di gestione di un’attività di gioco d’azzardo illegale.

Kalshi, la strategia d’attacco come difesa

La risposta di Kalshi alle pressioni statali non è mai stata la negoziazione. Piuttosto, è sempre stata la causa legale. Giovedì scorso, ancora prima che l’Arizona formalizzasse le accuse penali, Kalshi aveva già depositato un ricorso federale per bloccare il procedimento.

Nelle tre settimane precedenti, aveva fatto lo stesso contro Iowa e Utah. “Kalshi ha preso l’abitudine di fare causa agli stati invece di rispettarne le leggi”, ha dichiarato Mayes. “Sta correndo ai tribunali federali per cercare di sfuggire alla responsabilità.”

È una tattica che ha un senso. Portare il conflitto in sede federale significa giocare su un terreno dove Kalshi ritiene di avere argomenti più solidi. Se la CFTC ha giurisdizione esclusiva sui mercati predittivi regolati come derivati, allora le leggi statali sul gioco d’azzardo semplicemente non si applicano.

Il ragionamento si basa sulla dottrina della “preemption” federale: quando il Congresso affida la regolazione di un settore a un’agenzia federale, le normative statali che entrano in conflitto con quella competenza vengono automaticamente neutralizzate.

È insomma una questione costituzionale aperta, e Kalshi punta a farla decidere da un giudice federale prima che qualsiasi stato riesca a portarla in un’aula penale. Una portavoce dell’azienda ha definito le accuse “infondate” e “una mossa tattica”. Il tono è quello di chi non si sente in difetto, ma in guerra.

Il nodo che il settore non riesce a sciogliere

Dietro la disputa legale c’è una domanda cui il settore non ha ancora trovato il modo di rispondere in modo convincente: cosa sono davvero i mercati predittivi?

Se sono mercati finanziari, come sostengono Kalshi e Polymarket, devono essere trasparenti, sorvegliati, e impermeabili alle asimmetrie informative, esattamente come i mercati azionari. Ma il caso dei wallet anonimi su Polymarket, che avevano scommesso sull’attacco all’Iran nelle ore precedenti l’operazione, mostra che quella impermeabilità non esiste.

Se invece sono piattaforme di scommesse, devono rispettare le leggi statali sul gioco d’azzardo, ottenere licenze, escludere le elezioni dai mercati. Kalshi però non vuole farlo.
Più il settore crescerà (e cresce velocemente, con miliardi di dollari movimentati ogni settimana), più diventerà urgente rispondere a questa domanda.

Fonte: New York Times

POTREBBE INTERESSARTI

pentagono

Il Pentagono entra nella filiera dell’IA con Fluidstack

Il finanziamento a Fluidstack sarebbe il più grande mai concesso dall’Office of Strategic Capital e servirebbe a produrre negli USA componenti per i data...
Arthur Mensch Mistral

Mistral raccoglie 3 miliardi. Ma l’IA americana gioca un’altra partita

Tre miliardi sembrano tanti finché non si guarda agli Stati Uniti. Mistral sceglie così una strategia più mirata, tra industria, cloud e modelli cinesi.

pro padel league venture capital

Il venture capital ora investe sull’economia dell’esperienza

Squadre sportive, casinò e prodotti fisici attirano chi teme che il prossimo modello di IA possa svalutare interi business digitali. Il nuovo bene prezioso è ciò che...
Masayoshi Son SoftBank

SoftBank cerca altri 10 miliardi per ripagare il debito della scommessa OpenAI

A marzo aveva ottenuto un prestito ponte da 40 miliardi di dollari per finanziare OpenAI. Ora Masayoshi Son cerca prestiti e obbligazioni per sostituire quel...
hugging face

Nvidia vuole comprarsi Hugging Face per 13 miliardi

OpenAI e gli altri grandi laboratori cercano di ridurre la dipendenza dalle sue GPU. Nvidia risponde investendo sull’IA aperta e sulla piattaforma che la...
Colette Kress Nvidia

Nvidia fa 96 miliardi in tre mesi e difende i “finanziamenti circolari”

Ricavi +106% e crescita prevista del 70% nel fiscal 2028. Ma aumentano il costo delle memorie, le garanzie finanziarie e la concorrenza dei chip progettati dagli stessi...
Jensen Huang Poolside

Nvidia mette 6 miliardi su Poolside per costruire l’alternativa ai modelli a pesi aperti

Gli Stati Uniti dominano l’IA proprietaria, ma nei modelli aperti la Cina corre più veloce. Nvidia prova a colmare il divario con tecnologia, chip e...
Jensen Huang Nvidia

Samsung, SK Hynix e Micron presentano il conto. I server Nvidia aumenteranno di oltre il 15%

Persino una Nvidia con margini lordi del 75% non riesce a neutralizzare l’aumento dei costi. E costruire i giganteschi data center per l’IA diventa ancora più...
scott bessent

Gli USA pagano sempre di più per finanziarsi: volano oro e Bitcoin

Debito crescente, deficit elevati e inflazione spingono gli investitori a chiedere rendimenti più alti sui Treasury a lunga scadenza. Il Tesoro USA prova a frenare la...
Marvell

Google allarga la squadra dei chip IA: Marvell entra nel business delle TPU

Marvell affiancherà Broadcom nello sviluppo dell’hardware attorno alle TPU, mentre Google comincia a proporre i propri acceleratori IA anche a clienti esterni.

Share This