Apple lancia l’iPhone 17, ma la Cina resta fredda

da | 11 Set 2025 | Tecnologia

Illustrazione: Gemini
Tempo di lettura: 3 minuti

Il lancio della nuova serie iPhone 17 ha acceso un vivace dibattito non solo in Occidente ma anche in Cina, al punto che ieri tre dei dieci argomenti più seguiti su Weibo erano legati al nuovo melafonino.

Un dato che fotografa bene il livello di attenzione e il peso culturale che ogni annuncio di Apple continua ad avere nel Paese. Ma dietro al clamore, emergono anche critiche e dubbi che potrebbero condizionare il futuro del marchio di Cupertino nel suo mercato più complesso.

I limiti dell’iPhone Air

Al centro delle discussioni c’è l’iPhone Air, il modello ultrasottile che rappresenta il salto di design più radicale dai tempi dell’iPhone X. Per IDC si tratta di un prodotto destinato a un pubblico di nicchia, composto da early adopter attratti dall’estetica minimalista più che dalle prestazioni. Un posizionamento che rischia di non parlare al mercato di massa, come spiega Guo Tianxiang, research manager di IDC China.

«Il design ultrasottile dell’iPhone Air interessa solo a un piccolo numero di early adopter. Mentre i concorrenti locali lanciano funzioni di intelligenza artificiale profondamente integrate e adattate alle esigenze del mercato cinese, il ritardo di Apple nelle capacità di IA sta emergendo come una sfida importante per la sua crescita in Cina».

Le critiche non si fermano al ritardo sull’intelligenza artificiale rispetto a Huawei o Xiaomi. L’iPhone Air sconta infatti diversi compromessi legati al design ultrasottile: una batteria meno capiente e quindi con autonomia ridotta, una sola fotocamera invece dei moduli multipli presenti sugli altri modelli e l’assenza di una camera di dissipazione termica.

In Cina, però, il vero nodo è quello delle eSIM. Che, per chi non lo sapesse, sono la versione digitale delle tradizionali schede SIM: non più una schedina fisica da inserire ma un chip già integrato nello smartphone che può essere programmato a distanza con i profili degli operatori.

Proprio perché l’Air è sottile al punto da non lasciare spazio per un alloggiamento tradizionale, funziona solo con eSIM. E qui nasce il problema: chi compra il telefono fuori dalla Cina continentale non può attivare le eSIM degli operatori locali. Una limitazione che frena la pratica, molto diffusa, di acquistare iPhone all’estero per accedere a funzioni aggiuntive come Apple Intelligence, al momento non disponibile sul mercato cinese.

Un mercato sempre più affollato

È un insieme di ostacoli che, secondo IDC, riduce l’appeal dell’Air presso il pubblico mainstream.

Nabila Popal, senior research director di IDC, lo definisce comunque un passo coraggioso: «L’iPhone Air rappresenta il salto di design più audace dai tempi dell’iPhone X. Piacerà a chi ama l’estetica minimalista, mentre la serie Pro sarà preferita dalla maggioranza che dà priorità a batteria e fotocamera».

Per Popal, la forza di Apple sta proprio nell’avere segmentato la gamma in modo accurato, così che ogni modello risponda a esigenze distinte. Nel complesso, sostiene, la nuova lineup «spingerà una forte ondata di nuovi acquisti per l’azienda».

A livello globale, infatti, le prospettive restano positive: TrendForce prevede che le spedizioni della serie iPhone 17 saranno superiori del 3,5% rispetto alla linea iPhone 16 lanciata nel 2024, con i modelli Pro destinati a rimanere il motore principale delle vendite.

Ma il problema per Apple è che il mercato cinese, che è poi quello che ci interessa in questa news, non è più quello di dieci anni fa.

Qui i brand domestici sono diventati protagonisti e l’arrivo dell’iPhone 17 coincide con una nuova offensiva. Huawei ha appena presentato il suo smartphone pieghevole di seconda generazione con tre schermi, un prodotto che punta direttamente al segmento premium.

Xiaomi, dal canto suo, ha deciso di anticipare a settembre il lancio della serie 16, segno della volontà di non lasciare spazio mediatico ad Apple.
Secondo Ivan Lam, senior analyst di Counterpoint Research, i brand locali sono pronti a «prendere di mira in modo aggressivo il segmento high-end a scapito di Apple».

E il tempismo non è casuale: nella seconda metà del 2025, prevede Lam, «le vendite di iPhone in Cina subiranno un calo a causa della debole spesa dei consumatori… e gli upgrade poco convincenti dell’iPhone 17 non stimoleranno la domanda».

Consegne lampo

Il lancio di Apple ha avuto un effetto immediato anche sul commercio online cinese. Le principali piattaforme di delivery, da Taobao (Alibaba) a Meituan e JD.com, hanno annunciato che gli utenti potranno preordinare i nuovi iPhone e riceverli in consegna entro 30 minuti dal day one (!).

Un segnale di come l’arrivo del nuovo melafonino venga usato come leva non solo tecnologica ma anche commerciale, all’interno di un mercato sempre più integrato tra e-commerce e logistica.

Il futuro di Apple in Cina si giocherà dunque su più fronti. Da un lato, la capacità di rendere Apple Intelligence disponibile anche sul mercato cinese, dove l’integrazione dell’IA nei device è già considerata un elemento imprescindibile.

Dall’altro, la possibilità di mantenere attrattiva la gamma premium di iPhone in un contesto in cui Huawei e Xiaomi stanno investendo pesantemente in innovazione hardware.

Per ora, l’iPhone 17 Pro resta il vero traino delle vendite a livello globale. Ma il destino dell’Air e la risposta del pubblico cinese diranno molto di più sul futuro di Apple in quello che resta il suo mercato più strategico, e più difficile.

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