Doveva essere il simbolo di una nuova era per Apple, e invece l’iPhone Air si è trasformato in un caso da manuale di flop commerciale.
Lanciato a settembre con grande enfasi come il primo iPhone davvero ridisegnato dai tempi dell’iPhone X, il modello ultrasottile non è riuscito a conquistare il pubblico.
Le vendite si sono rivelate così scarse che Foxconn, il principale assemblatore, ha già smantellato quasi tutte le linee di produzione dedicate; Luxshare, un altro fornitore cinese, ha interrotto i lavori già a fine ottobre.
Per un’azienda che ha costruito la propria reputazione sulla capacità di capire prima degli altri cosa voglia la gente, ridurre la produzione a due mesi dal lancio equivale a una bocciatura pesante. Sul piano dell’immagine, insomma, il contraccolpo è forte.
iPhone Air, il design non basta
L’iPhone Air doveva essere il “modello di stile”, il più sottile di sempre con i suoi 5,6 millimetri, pensato per rilanciare l’appeal estetico di una gamma da anni prevedibile.
Ma la leggerezza ha avuto un prezzo: batteria più piccola, una sola fotocamera posteriore e, soprattutto, un listino che in Italia parte da 1.239 euro, appena un centinaio in meno rispetto ai 1.339 euro dell’iPhone 17 Pro, che offre tre lenti e un’autonomia decisamente superiore.
Una differenza troppo ridotta per convincere il pubblico a sacrificare potenza e versatilità in nome del design. “Nessuno lo vuole”, si legge in alcuni commenti su X, dove gli utenti accusano Apple di aver perso il contatto con la realtà.
La crisi del “quarto iPhone”
Negli ultimi anni Apple ha faticato a trovare un quarto modello capace di completare la sua lineup. L’iPhone mini non ha mai ingranato, i modelli Plus hanno registrato vendite inferiori alle aspettative, e ora anche l’Air sembra destinato allo stesso destino.
La società starebbe già ripensando l’intera strategia, rinviando la seconda generazione al 2027 per rivedere peso, batteria e raffreddamento interno.
Nel frattempo, Cupertino punta tutto sui modelli di fascia alta, ossia i Pro e il futuro iPhone pieghevole, mentre i piani per una linea più accessibile e innovativa sembrano arenati.
Una Mela meno lucida
Il caso iPhone Air si aggiunge a una sequenza di inciampi che cominciano a delineare un trend: il Vision Pro, venduto in Italia a 3.999 euro, ha subito un destino analogo all’Air.
L’assistente vocale Siri è in ritardo di anni rispetto ai concorrenti mentre la piattaforma Apple Intelligence, presentata come la svolta nell’intelligenza artificiale, mostra ancora limiti evidenti e perfino una dipendenza dalle terze parti per funzionare.
Per un’azienda che ha sempre fatto dell’autarchia tecnologica e del controllo assoluto il proprio marchio, è un cambio di paradigma difficile da accettare.
Il design di prodotti Apple resta impeccabile ma la magia sembra essersi spenta. E più che un problema di forma, per Tim Cook il punto è tornare a capire cosa vogliono davvero le persone.
Fonte: MacRumors


