Correva lo scorso 2 febbraio quand’è stato lanciato il Vision Pro, il visore delle meraviglie (o presunte tali) di Apple. Sembrava dovesse rivoluzionare il mondo; oggi, a otto mesi dal debutto, sta invece affrontando notevoli difficoltà.
La prima, e più importante, è convincere i principali sviluppatori di software a creare applicazioni per il dispositivo.
La mancanza di “killer app”, ovvero applicazioni di grande successo in grado di attirare l’interesse di un vasto pubblico, sta infatti rallentando la crescita del prodotto, minacciando di compromettere il lancio del più importante dispositivo Apple dell’ultimo decennio.
La strada in salita dell’Apple Vision Pro
Fin dal suo debutto il numero di nuove app lanciate per il Vision Pro ha subito un netto rallentamento, e molti dei più noti sviluppatori di realtà virtuale, che operano già su piattaforme concorrenti come quella di Meta, hanno evitato di investire nella creazione di software per il nuovo visore.
Senza una varietà sufficiente di contenuti che sfruttino appieno le potenzialità del Vision Pro, molti utenti hanno trovato limitato il suo utilizzo e hanno deciso di rivenderlo, spesso a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto.
Una delle principali critiche rivolte ad Apple è la mancanza di un incentivo finanziario per gli sviluppatori a portare le loro app sul Vision Pro.
Bertrand Nepveu, ex membro del team Vision Pro di Apple, ha sottolineato come l’azienda dovrebbe finanziare lo sviluppo di app, una pratica già consolidata nel settore, come dimostrato da Meta, che ha acquistato e sostenuto finanziariamente numerosi sviluppatori di contenuti per il suo visore Quest.
Prendiamo a esempio Meta perché l’azienda di Zuckerberg è leader del mercato con una quota del 74% nel secondo trimestre del 2024, e rappresenta dunque una sfida significativa per Apple.
Meta ha recentemente lanciato il Quest 3S, un visore dal prezzo competitivo di 299 dollari, capace di attrarre una nuova ondata di utenti.
Nonostante ciò, Apple sembra puntare su una strategia diversa, proponendo il Vision Pro come un dispositivo non solo per il gaming ma anche per il lavoro, la salute e l’intrattenimento, con funzionalità avanzate come il tracciamento oculare e manuale.
Questa strategia, finora, non sembra però aver ancora convinto gli sviluppatori.
Secondo Appfigures, il numero di nuove app disponibili nel Vision App Store è sceso drasticamente, e solo il 34% delle app attualmente disponibili è stato creato appositamente per il Vision Pro. Il resto sono adattamenti di applicazioni già esistenti su altri dispositivi Apple.
Le vendite, inoltre, non stanno andando come previsto: analisti del settore riferiscono che Apple ha ridotto le stime di consegna del Vision Pro per il primo anno, passando da una stima iniziale di 700.000-800.000 a 400.000-450.000 unità.
Molte unità, inoltre, sono state inoltre restituite dagli acquirenti insoddisfatti.
Vision Pro: una versione economica nel 2025?
Nonostante i problemi iniziali, Apple non sembra intenzionata ad abbandonare il progetto Vision Pro.
Secondo un nuovo rapporto di Bloomberg, l’azienda potrebbe lanciare un visore più economico già nel 2025, con un prezzo intorno ai 2.000 dollari. Anche se ancora lontano dall’essere accessibile al grande pubblico, sarebbe comunque un’alternativa più abbordabile rispetto ai 3.500 dollari del Vision Pro attuale.
Il modello economico sarebbe realizzato con materiali più semplici, avrebbe un processore meno potente e non includerebbe alcune delle funzioni più avanzate, come la tecnologia EyeSight, che permette di vedere gli occhi dell’utente all’esterno del dispositivo.
Oltre a un nuovo modello di Vision Pro, Apple starebbe lavorando a una seconda generazione del visore prevista per il 2026, oltre a possibili occhiali smart e AirPods con fotocamere nel 2027.
In parallelo, l’azienda starebbe pianificando di entrare nel mercato della smart home con un nuovo dispositivo simile a un iPad, progettato per controllare la casa e fruire di contenuti multimediali, seguito da un dispositivo robotico da tavolo con braccio meccanico, il cui prezzo potrebbe aggirarsi intorno ai 1.000 dollari.
Nonostante il difficile inizio, il futuro di Apple nel mondo della realtà mista e aumentata resta aperto a molteplici possibilità di innovazione. Non ci resta che vedere se il colosso di Cupertino recupererà un po’ di quello che smalto che ha perso vistosamente negli ultimi anni.


