Appena un giorno dopo aver annunciato il ritiro della versione idraulica del suo robot umanoide, Boston Dynamics ha annunciato che Atlas è ora tornato in vita ed è alimentato elettricamente.
Il nuovo modello è completamente trasformato. È scomparsa la struttura corporea pesante, le gambe arcuate e l’armatura a piastre. E non vi sono cavi visibili sul suo scheletro meccanico. L’azienda ha optato per un design più morbido rispetto sia all’Atlas originale, che ai più recenti robot come il Figure 01 e il Tesla Optimus. Il design del nuovo robot è più in linea con quello di Digit di Agility e Apollo di Apptronik, caratterizzato da un aspetto più morbido e quasi cartoonesco, evidenziato dalla testa a forma di semaforo.
È il “Totalmente Nuovo Atlas”, come viene presentato nel video. Boston Dynamics ha deciso di mantenere il nome di ricerca per un prodotto che mira alla commercializzazione, contrariamente a quanto accaduto in passato: “Potremmo considerare un cambio di nome quando saremo pronti per la produzione e la distribuzione su larga scala,” ha dichiarato l’amministratore delegato di Boston Dynamics, Robert Playter, a TechCrunch. “Ma credo che per il momento sia vantaggioso mantenere il marchio attuale.”
Il teaser di 40 secondi dedicato al “Totalmente Nuovo Atlas” mette in luce come l’obiettivo di Boston Dynamics non sia semplicemente replicare le funzionalità umane, ma piuttosto superarle conferendo ai suoi robot un’ampia gamma di movimenti, una potenza e una versatilità eccezionali.
La capacità del robot di girare rapidamente su se stesso (che potete vedere nel video qui sotto) ne è un esempio, così come la capacità eseguire ripetuti movimenti in spazi ristretti senza perdite di tempo. Questo tipo di agilità è cruciale, specialmente in ambienti industriali dove il robot deve integrarsi in spazi e flussi di lavoro preesistenti, evitando così costose e complesse ristrutturazioni degli ambienti di lavoro.
Boston Dynamics ha introdotto significative modifiche al design di Atlas. Un aspetto rilevante è rappresentato dalla struttura delle mani del robot, che presentano solamente tre dita. Robert Playter spiega che la decisione di ridurne il numero è stata presa per gestire la complessità e migliorare l’affidabilità e la robustezza del sistema. L’obiettivo è sviluppare una presa che sia flessibile e capace di adattarsi a diverse forme, integrando una sofisticata sensoristica che permetta al robot di percepire il contatto con gli oggetti.
All New Atlas: faccia tonda e amichevole
Un altro elemento di design che ha suscitato discussioni è la testa del robot, caratterizzata da un grande display rotondo che ricorda uno specchio cosmetico. Playter ha sottolineato il desiderio di differenziarsi dalle usuali forme umanoidi, optando per un aspetto che trasmetta apertura e amichevolezza, elementi considerati cruciali per le future interazioni uomo-robot.
Il contesto in cui si inserisce l’Atlas elettrico è profondamente cambiato rispetto al periodo in cui fu introdotto il suo predecessore idraulico. Con l’avanzare della tecnologia e l’aumento dell’interesse verso i robot umanoidi, stimolato da significativi sviluppi come l’acquisizione di Boston Dynamics da parte di Hyundai e l’interesse di aziende come Tesla nella produzione di questi dispositivi, il settore sta vivendo una vera e propria rinascita.
Boston Dynamics ha poi iniziato a esplorare le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, aprendo agli sviluppatori l’accesso agli algoritmi di apprendimento di Spot. Questa mossa è strategica per ampliare le capacità di Atlas, integrando tecniche AI avanzate che potrebbero un giorno consentire al robot di eseguire una gamma molto più ampia di funzioni.
Robert Playter ha infine delineato una visione ambiziosa per il futuro degli umanoidi, sottolineando che il loro successo dipenderà dalla capacità di andare oltre le applicazioni tradizionali. A suo avviso, non dovrebbero limitarsi a compiti ripetitivi ma dovrebbero essere in grado di gestire una varietà di operazioni complesse e pesanti, che richiedono una manipolazione delicata e precisa.
La combinazione di forza, mobilità e precisione è ciò che, secondo Playter, differenzierà ulteriormente i loro prodotti nel mercato, permettendogli di svolgere compiti che altrimenti richiederebbero l’intervento umano.


