L’Europa vorrebbe frenare l’invasione dei chip di vecchia generazione dalla Cina

by | 10 Lug 2024 | Politica, Tech War

Tempo di lettura: 2 minuti

La Commissione Europea ha iniziato a consultare i produttori di semiconduttori locali per sapere la loro opinione in merito alla crescente produzione cinese di chip di vecchia generazione.

Lo riferisce Reuters, che riporta due fonti vicine alla questione.

Un portavoce della Commessione ha confermato che è stata avviata una “consultazione mirata con l’industria per valutare l’uso dei chip legacy nelle catene di approvvigionamento”. Il portavoce ha affermato anche l’UE e gli Stati Uniti potrebbero “sviluppare misure congiunte o cooperative per affrontare le dipendenze e gli effetti” dell’uso di questo genere di tecnologia.

Non è chiaro quale azione risulterà dallo studio, ma le tensioni tra Bruxelles e Pechino stanno già aumentando mentre l’Unione Europea cerca di proteggere le sue industrie dalla concorrenza cinese. Venerdì, la Commissione ha iniziato a imporre dazi provvisori fino al 37,6% sui veicoli elettrici cinesi. Gli analisti sostengono che questi dazi potrebbero essere solo l’inizio di un atteggiamento più duro dell’UE verso Pechino.

L’industria cinese sta investendo massicciamente nell’espansione della produzione di chip di vecchia generazione, noti come chip legacy, con il sostegno dei sussidi statali. Questo in parte perché le restrizioni guidate dagli Stati Uniti limitano l’accesso della Cina all’acquisto o alla produzione di chip più avanzati.

La Cina investirà $47,5 miliardi nell'industria dei semiconduttori

La Cina investirà $47,5 miliardi nell’industria dei semiconduttori

Nel breve termine, l’investimento cinese ridurrà la dipendenza dai processori stranieri, ma i governi occidentali sono preoccupati per le implicazioni a lungo termine, inclusa una possibile sovraproduzione dei chip necessari per innumerevoli elettrodomestici e automobili.

Si tratta di un mercato enorme, perché questo genere di processori finisce all’interno di tutti quegli oggetti della casa e non solo che non richiedono capacità di calcolo record. Ma è anche un segmento chiave dal punto di vista della sicurezza, visto che questi chip potrebbero essere utilizzati per gestire sveglie, frigoriferi o telecamere di sicurezza posizionate in luoghi sensibili.

La Commissione vorrebbe sapere, quindi, dove le aziende acquistano i loro chip. Sta cercando informazioni sui prodotti e i prezzi applicati dalle aziende di semiconduttori, nonché le loro stime dei concorrenti, inclusi quelli cinesi.

Le aziende europee del settore industriale, aerospaziale, automobilistico, sanitario e dell’energia potrebbero essere riluttanti a rivelare il loro utilizzo di chip legacy cinesi. Potrebbero anche non essere sicure della provenienza dei chip che utilizzano, dato il processo di produzione e confezionamento transfrontaliero a più fasi.

Non tutti, però, sono contenti di questa guerra commerciale. I produttori di automobili tedeschi, per esempio, sono contrari ai dazi sui veicoli elettrici, vista l’importanza del mercato Cinese.

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