Il 14 luglio IBM ha avvertito gli investitori che i conti del secondo trimestre non avrebbero rispettato le attese, e il mercato ha reagito nel modo più duro possibile: le azioni sono arrivate a perdere il 26% in seduta, chiudendo a -25%, la peggiore giornata della storia del titolo secondo CNBC. Big Blue ha diffuso risultati preliminari con ricavi per 17,2 miliardi di dollari, in crescita dell’1% ma sotto le stime di Wall Street, ferme intorno ai 17,8 miliardi. L’utile per azione rettificato si è fermato a 2,93 dollari, contro i circa 3 dollari attesi dagli analisti; su base GAAP l’utile per azione è sceso del 2% a 2,27 dollari.
Perché IBM ha deluso il mercato
A pesare di più è stata la divisione Infrastructure, che comprende i mainframe Z e lo storage: i ricavi sono scesi del 7%, molto oltre il calo a singola cifra bassa che la stessa azienda aveva previsto ad aprile. Il software è cresciuto del 5%, meno della doppia cifra che gli analisti di Evercore ISI si aspettavano, mentre la consulenza è rimasta sostanzialmente piatta, in crescita dell’1% a cambi costanti.
Il CEO Arvind Krishna ha spiegato le ragioni del passo falso in una lettera diffusa martedì agli investitori. “Queste condizioni richiedono che i nostri team camminino alla perfezione, e questo trimestre siamo inciampati”, ha scritto Krishna. “Non ci siamo adattati e non ci siamo mossi abbastanza in fretta, e numerosi contratti importanti non si sono chiusi nei tempi previsti, causando la maggior parte del nostro shortfall.”
I clienti corrono a comprare hardware prima dei rincari
Secondo Krishna, nelle ultime settimane di giugno molte aziende hanno spostato la spesa trimestrale verso server, storage e memorie, per assicurarsi capacità in un mercato di componenti già sotto pressione prima di rincari attesi legati alla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Una corsa che ha eroso il budget destinato ai mainframe e al software collegato, nonostante il lancio del nuovo z17 fosse partito meglio di qualunque generazione precedente nella storia dell’azienda. Anche le preoccupazioni sulla sicurezza informatica, cresciute rapidamente nel trimestre, hanno distratto i clienti dalle trattative con IBM, secondo il CEO.
Non è un problema solo di IBM
Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio: lo spostamento dei budget aziendali dal software tradizionale verso i token IA e le infrastrutture per addestrarli ed eseguirli. Wall Street ha punito anche altri titoli del software enterprise nella stessa seduta, con ServiceNow che ha perso quasi il 7% e Salesforce il 5%, mentre le società di consulenza Accenture e Cognizant sono scese rispettivamente dell’8% e del 7%. Ted Mortonson, managing director di Baird, ha definito il risultato di IBM “un errore importante che farà tremare molti”, in una nota citata da Axios.
Non tutti condividono la lettura più allarmista. Ashish Nadkarni, analista di IDC, ha detto a CIO Dive che la reazione del mercato appare eccessiva: le aziende starebbero solo ottimizzando l’uso della capacità di calcolo già disponibile prima di comprarne altra, un comportamento ciclico più che un segnale di crisi strutturale per il gruppo.
Quello che ha funzionato: Red Hat, Lightwell e il quantum computing
Nella lettera agli investitori, Krishna ha rivendicato anche risultati in controtendenza. Red Hat ha accelerato la crescita all’11%, le acquisizioni di HashiCorp e Confluent hanno performato bene, e la divisione Distributed Infrastructure, che include Power e Storage, ha registrato il miglior trimestre della sua storia, con un balzo del 37% e un backlog di circa 500 milioni di dollari. L’azienda continua a scommettere sull’intelligenza artificiale agentica per i propri prodotti, e l’8 luglio ha lanciato Lightwell, un impegno da 5 miliardi di dollari per aiutare le aziende a individuare vulnerabilità nel software open source, con banche come Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase e Goldman Sachs già tra i primi clienti.
Sul fronte del calcolo quantistico, IBM ha annunciato un’intesa con il dipartimento del Commercio statunitense per costruire Anderon, una fonderia dedicata ai wafer quantistici, sostenuta da 1 miliardo di dollari di incentivi federali del CHIPS Act e da un contributo IBM della stessa cifra. Il gruppo ha promesso oltre 10 miliardi di dollari di investimenti nel quantum computing nei prossimi cinque anni, con l’obiettivo di consegnare il primo computer quantistico a tolleranza d’errore su larga scala entro il 2029.
Un copione già visto per gli investitori IBM
Non è la prima volta che il legame tra IBM e intelligenza artificiale spaventa il mercato. Già a febbraio le azioni erano scese dopo che Anthropic aveva mostrato come il suo strumento di coding Claude Code potesse aiutare a modernizzare il COBOL, il linguaggio su cui si basano ancora migliaia di applicazioni critiche eseguite sui mainframe del gruppo, sollevando dubbi sulla tenuta di uno dei business più redditizi di IBM. Krishna ha convocato la consueta call trimestrale con gli analisti per il 22 luglio, quando l’azienda fornirà i risultati definitivi e le prospettive per il resto dell’anno.
Fonte: Financial Times


