Meta a rischio multe quotidiane dall’UE per il modello pay-or-consent

by | 28 Giu 2025 | Politica, Legal

Tempo di lettura: 2 minuti

La Commissione europea ha avvertito Meta Platforms che potrebbe dover affrontare sanzioni giornaliere se le modifiche proposte al suo controverso modello pay-or-consent non rispetteranno l’ordine antitrust emesso ad aprile.

L’avvertimento arriva a due mesi di distanza dalla multa da 200 milioni di euro inflitta al colosso dei social media per violazione del Digital Markets Act.

Il sistema sanzionatorio europeo per il mancato rispetto del DMA prevede multe che possono raggiungere il 5% del fatturato mondiale giornaliero medio dell’azienda. Si tratta di cifre potenzialmente enormi per Meta, considerando i ricavi annuali della società che superano i 130 miliardi di dollari.

La Commissione europea ha chiarito che le sanzioni periodiche potrebbero essere applicate a partire dal 27 giugno 2025 in caso di continua non conformità alle regole stabilite. Questo meccanismo rappresenta uno degli strumenti più severi a disposizione dell’UE per garantire il rispetto delle normative digitali.

Il modello pay-or-consent sotto scrutinio

Meta ha introdotto il suo modello pay-or-consent nel novembre 2023, offrendo agli utenti di Facebook e Instagram due opzioni principali: la prima prevede un servizio gratuito finanziato dalla pubblicità mirata, per cui gli utenti devono acconsentire al tracciamento dei propri dati. L’alternativa consiste in un abbonamento a pagamento che elimina completamente gli annunci pubblicitari.

L’esecutivo europeo ha determinato che questo sistema violava il DMA nel periodo compreso tra novembre 2023 e novembre 2024, quando Meta ha apportato alcune modifiche per utilizzare meno dati personali nella pubblicità targetizzata. Tuttavia, la Commissione considera insufficienti le correzioni implementate dall’azienda.

Meta ha respinto le critiche europee accusando la Commissione di discriminazione e di aver cambiato le regole del gioco durante i negoziati degli ultimi due mesi.

Un portavoce dell’azienda ha sottolineato come il modello di scelta tra abbonamento senza pubblicità e servizio gratuito supportato da annunci rappresenti un modello di business legittimo per tutte le aziende europee, eccetto apparentemente per Meta.

Reuters riporta che l’azienda californiana si è detta sicura che la gamma di opzioni offerte agli utenti europei non solo rispetti i requisiti normativi dell’UE, ma li superi addirittura.

Questa posizione riflette la strategia difensiva di Meta nel contesto delle crescenti pressioni regolatorie europee.

La risposta della Commissione europea

I regolatori europei hanno fermamente respinto le accuse di discriminazione mosse da Meta, ribadendo che il Digital Markets Act si applica equamente a tutte le grandi aziende digitali che operano nell’UE, indipendentemente dal loro paese di incorporazione o dalla nazionalità degli azionisti di controllo.

Un portavoce della Commissione ha enfatizzato l’impegno dell’istituzione nell’applicare le leggi europee in modo equo e senza discriminazioni verso tutte le società operanti nell’Unione, nel pieno rispetto delle regole globali.

Questa dichiarazione sottolinea la determinazione dell’UE nel perseguire la sua agenda di regolamentazione del settore tecnologico.

La questione solleva interrogativi più ampi sulla sostenibilità economica dei modelli di business basati sulla pubblicità mirata in un contesto normativo sempre più restrittivo.

Le decisioni future della Commissione europea in questo caso potrebbero stabilire precedenti importanti per l’intero ecosistema digitale europeo.

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