Zuckerberg evita il banco degli imputati e chiude il caso Cambridge Analytica

by | 17 Lug 2025 | Legal

Mark Zuckerberg in una foto di Susan Walsh per AAP.
Tempo di lettura: 2 minuti

Lo ammettiamo, ci aspettavamo da parte di Meta una resistenza più convinta, una difesa più strenua. Solamente tre giorni fa dedicavamo una news all’inizio di un processo potenzialmente esplosivo, ma ecco che è già tutto finito.

Zuckerberg ha oggi ha infatti deciso di chiudere con grande celerità una delle vertenze legali più delicate nella storia dell’azienda: quella che ruota attorno allo scandalo Cambridge Analytica e al sospetto che, nel 2019, la società abbia pagato un conto salatissimo pur di proteggere personalmente Mark Zuckerberg.

L’intesa raggiunta con i membri attuali ed ex del consiglio di amministrazione mette fine alla causa senza che il dibattimento prosegua in aula.

Nessun dettaglio economico è stato ancora reso pubblico ma la somma al centro del contendere era imponente: si parlava di 8 miliardi di dollari richiesti dagli azionisti, come risarcimento al danno arrecato alla società.

Il punto più controverso riguardava il pagamento da 5 miliardi di dollari che Facebook, com’era allora nota Meta, accettò nel 2019 per chiudere il contenzioso con la Federal Trade Commission.

Un esborso che, secondo gli investitori, sarebbe stato motivato più dal desiderio di tutelare la figura del fondatore e CEO, che non da necessità giuridiche oggettive.

In altre parole: Meta avrebbe sovrapagato per evitare che Zuckerberg finisse coinvolto direttamente nelle accuse mosse dall’autorità americana.

Cambridge Analytica e le responsabilità ignorate

Il caso è figlio diretto dello scandalo Cambridge Analytica, la società di consulenza politica che aveva raccolto, senza consenso, dati di milioni di utenti Facebook attraverso app di terze parti.

Quei dati finirono al servizio della campagna elettorale di Donald Trump nel 2016, alimentando un’ondata di polemiche globali sulla gestione della privacy da parte dei colossi tech.

Secondo gli azionisti, i vertici di Meta avrebbero ignorato segnali di allarme evidenti sulla condotta della società britannica, e anziché affrontare le conseguenze legali, avrebbero spinto per un accordo lampo con la FTC, a condizioni onerose, ma con una condizione inamovibile: nessuna responsabilità personale per Zuckerberg.

A confermare questa strategia è stato Jeffrey Zients, ex membro del consiglio di amministrazione, che durante la prima udienza ha ammesso come il board volesse “chiudere la questione” il prima possibile per tornare a concentrarsi sulla crescita dell’azienda.

Per farlo, avrebbe dato mandato agli avvocati di trattare un accordo che mettesse al riparo il fondatore. Secondo Zients, il consiglio non aveva elementi per ritenere Zuckerberg coinvolto nelle violazioni, e ne riconosceva l’importanza strategica per il futuro della società.

Un finale silenzioso per il processo a Zuckerberg

Il procedimento, iniziato appena 24 ore prima, si sarebbe dovuto sviluppare in otto giorni e prevedeva la testimonianza dei principali protagonisti della Silicon Valley: da Zuckerberg a Sheryl Sandberg, passando per Marc Andreessen, ancora oggi membro del board.

Ma con l’accordo ormai raggiunto, nessuno di loro sarà chiamato in aula. La vicenda si chiude così, lontana dai riflettori, con un compromesso che salva tutti da una possibile esposizione mediatica e giudiziaria.

Resta il dubbio su quanto davvero l’interesse della società e dei suoi utenti sia stato messo al primo posto in questa vicenda.

E resta anche una lezione per l’intera industria tecnologica: quando si tratta di privacy, accountability e potere, tutto è lecito. Basta poi mettersi d’accordo, in separata sede.

POTREBBE INTERESSARTI

Apple OpenAI

Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti industriali sull’hardware

Apple accusa OpenAI di aver sottratto segreti industriali attraverso due suoi dirigenti, entrambi ex dipendenti di Cupertino.

Chat Control privacy

Chat Control torna, per la privacy degli utenti cambia poco

Il Chat Control torna in vigore fino al 2028: la bocciatura si ferma a 314 voti, lontano dai 361 richiesti. Per chi usa WhatsApp o Signal non cambia nulla.

Google Android

Android: la Corte UE conferma la multa da 4,1 miliardi a Google

La Corte di Giustizia dell’Unione europea respinge in via definitiva il ricorso di Google e Alphabet, confermando la sanzione più alta mai inflitta...
Meta

Meta non evita il processo sui minori, TikTok sì

Una giudice californiana respinge la richiesta di archiviazione di Meta nella causa di 29 stati su Facebook e Instagram. TikTok invece patteggia in segreto per evitare...
Zuckerberg Meta Connect

Meta insegue Polymarket e Kalshi con un’app per i mercati predittivi

Mentre Facebook e Instagram saturano, Zuckerberg torna alla vecchia ricetta: seguire gli utenti, clonare i concorrenti. Stavolta nel terreno delle scommesse...
Meta

Meta fa lobbying politico per l’immunità dalle cause sui minori

Secondo Reuters, l’azienda ha proposto una formulazione del Kids Online Safety Act che comprometterebbe migliaia di azioni legali legate alla sicurezza dei ragazzi...
tim cook apple

Apple alza i prezzi: a pagare il conto dell’IA saranno gli utenti

La corsa ai data center ha quadruplicato i prezzi dei chip di memoria. Ora nemmeno l’azienda più ricca del settore riesce ad ammortizzarne l’impatto, che si...
Apple AGCOM

L’AGCM indaga Apple sul cloud, è la prima volta in Italia

È la prima volta che il garante della concorrenza usa i poteri del DMA. Al centro il backup integrale dei dispositivi, che solo il servizio di Cupertino può...
apple unione europea siri ai 2

Siri AI non arriva su iPhone in Europa: Apple e Bruxelles si rimpallano la colpa

Per l’azienda l’interoperabilità del DMA significa dare ai rivali accesso a messaggi, foto e file degli utenti. Per Bruxelles è Apple a non aver presentato...
Trump

Trump blocca il decreto sull’IA: “Non voglio ostacolare il vantaggio sulla Cina”

L’ordine esecutivo avrebbe imposto alle aziende di condividere i modelli con il governo prima del rilascio. Poi la firma è saltata, coi dirigenti già in volo...
Share This