Zhang Yiming, il fondatore della società madre di TikTok, ByteDance, è l’uomo più ricco della Cina, con un patrimonio stimato di 49,3 miliardi di dollari.
A dirlo è Reuters, che riprende la classifica Hurun China Rich List.
Ciò segna una nuova era nel panorama dei miliardari cinesi, evidenziando sia le straordinarie performance del settore tecnologico che le difficoltà affrontate da comparti storicamente dominanti, come il mercato immobiliare e le energie rinnovabili.
A 41 anni, Zhang ha infatti raggiunto la vetta della classifica superando Zhong Shanshan, magnate dell’acqua in bottiglia e proprietario di Nongfu Spring, che con una perdita del 24% rispetto allo scorso anno ha visto il suo patrimonio scendere a 47,9 miliardi di dollari.
Questo cambio al vertice è emblematico di come il settore tecnologico continui a dettare le nuove regole della ricchezza in Cina, malgrado il contesto economico incerto e le tensioni geopolitiche che ByteDance ha dovuto affrontare, soprattutto negli Stati Uniti, dove la società è coinvolta in una accesissima battaglia legale.
ByteDance e l’inarrestabile corsa tecnologica
Nonostante le sfide americane, il fatturato globale di ByteDance ha registrato un incremento del 30% nell’ultimo anno, toccando quota 110 miliardi di dollari e consolidando il primato di Zhang nella scena economica cinese.
Nella lista dei più ricchi, al terzo posto si posiziona un’altra icona del settore tech, Pony Ma, fondatore del colosso Tencent.
Colin Huang, fondatore di PDD Holdings, scende invece di una posizione rispetto allo scorso anno, pur continuando a registrare buoni risultati economici con le sue piattaforme di e-commerce Pinduoduo e Temu.
Immobiliare e rinnovabili in crisi
Il calo del numero di miliardari in Cina (passati da 895 a 753, quindi oltre un terzo, rispetto al picco del 2021), riflette le crescenti difficoltà che alcuni settori stanno affrontando.
“L’economia cinese e i mercati azionari hanno vissuto un anno particolarmente complesso”, ha spiegato Rupert Hoogewerf, presidente e ricercatore capo del Hurun Report, sottolineando come le maggiori flessioni si siano registrate nell’immobiliare.
Questo settore, un tempo fiore all’occhiello della crescita economica cinese, è stato colpito da crisi di liquidità e da un calo della domanda, complicando la situazione per numerosi miliardari precedentemente dominanti nella lista.
Anche il comparto delle energie rinnovabili ha subito un forte ridimensionamento. La competizione si è intensificata, soprattutto per i produttori di pannelli solari, batterie al litio e veicoli elettrici.
E la sovrapproduzione e l’eccesso di offerta, insieme alle preoccupazioni per possibili dazi in arrivo, hanno ridotto drasticamente le valutazioni di molte aziende leader del settore.
Secondo Hoogewerf, la fortuna dei produttori di pannelli solari si è ridotta fino all’80% rispetto al 2021, mentre quella dei produttori di batterie e veicoli elettrici ha subito rispettivamente un calo del 50% e del 25%.
L’elettronica di consumo in ascesa
Se da un lato alcuni comparti affrontano una fase di incertezza, dall’altro l’elettronica di consumo mostra segni di crescita.
In particolare, Lei Jun, fondatore di Xiaomi, ha visto la sua ricchezza crescere di 5 miliardi di dollari, grazie alla continua espansione del suo impero tecnologico, specializzato in smartphone e dispositivi intelligenti.
L’ascesa di Zhang Yiming e l’evoluzione della classifica dei più ricchi in Cina riflettono dunque un cambiamento strutturale profondo.
La tecnologia e i nuovi media sembrano guidare il futuro della ricchezza cinese, spostando l’attenzione dal mattone e dalle rinnovabili a un mondo digitale in rapida evoluzione, dove le sfide non mancano ma il potenziale di crescita resta immenso.


