Martedì scorso ha fatto scalpore la notizia dell’investimento da 5 miliardi di dollari del colosso automobilistico tedesco Volkswagen nel produttore americano di veicoli elettrici Rivian. L’accordo prevede la creazione di una joint venture a controllo paritario per condividere architettura e software per veicoli elettrici.
La notizia ha fatto schizzare le azioni di Rivian di circa il 50% nelle contrattazioni after-hours, poi assestatesi su un +23% il giorno successivo. Al contrario, ha fatto scendere il valore azionario di VW del 2%. Gli investitori di Volkswagen sono infatti preoccupati che l’azienda stia mettendo troppi soldi sul piatto, avendo già spese in conto capitale elevate rispetto ai suoi concorrenti.
Ma Volkswagen, secondo analisti e investitori, ha la necessità di risolvere le difficoltà software del gruppo. La sua divisione software, Cariad, ha superato il budget e non ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Il che ha portato all’uscita della persona che ne era a capo, Herbert Diess, nel settembre 2022. Il quale, incidentalmente, è stato anche il CEO di Volswagen a partire dal 2015.
I dettagli su come si sia giunti a questo accordo sorprendente sono invece stati svelati in queste ore da Reuters. All’inizio di quest’anno, alcune Audi camuffate sono arrivate segretamente dalla Germania in una struttura Rivian in California. Qui, circa 30 ingegneri hanno smontato l’elettronica delle auto tedesche e le hanno equipaggiate con cablaggi e moduli della startup americana.
L’obiettivo era verificare se i futuri veicoli elettrici di Volkswagen potessero beneficiare della tecnologia avanzata di Rivian. I test intensivi presso la struttura di Palo Alto hanno riguardato il funzionamento dell’architettura e del software Rivian – che controllano praticamente ogni funzione – nelle auto tedesche.
Le trattative sono iniziate nell’agosto dello scorso anno, quando il CEO di Rivian RJ Scaringe e il CEO di Volkswagen Oliver Blume si sono incontrati privatamente al centro esperienziale Porsche di Atlanta. Le aziende si sono messe subito al lavoro, con un team Rivian che ha visitato Volkswagen in Germania in autunno. All’inizio di quest’anno è seguito un altro viaggio in Germania con avvocati ed esperti di software.
I mutui benefici per Volkswagen e Rivian
L’accordo è cruciale per entrambe le aziende. A Rivian fornisce la linfa vitale finanziaria necessaria per sopravvivere a un forte rallentamento della domanda di veicoli elettrici, costruire i suoi SUV R2 più economici e, magari, diventare redditizia. Potrebbe anche aiutare l’azienda a ottenere accordi migliori dai fornitori mentre si procurano componenti in volumi maggiori con il sostegno di Volkswagen e dei suoi marchi.
Per Volkswagen, l’accordo porta tecnologia EV a basso costo e ad alte prestazioni, che i produttori tradizionali hanno faticato a padroneggiare. Il gruppo tedesco beneficerà dell’agilità e dell’approccio innovativo di Rivian nello sviluppo software, superando le difficoltà incontrate finora con la propria divisione Cariad.
La joint venture permetterà di combinare le competenze complementari delle due aziende: l’esperienza di Volkswagen nella produzione su larga scala e la rete globale di fornitori si uniranno all’innovazione tecnologica e alla flessibilità di Rivian. Questo consentirà di accelerare lo sviluppo di nuovi modelli elettrici e ridurre i costi, rendendo i veicoli elettrici più accessibili a un pubblico più ampio.
Inoltre, la condivisione di architetture e software aprirà nuove opportunità per entrambi i gruppi nei rispettivi mercati di riferimento. Volkswagen potrà rafforzare la sua presenza nel segmento dei SUV e pickup elettrici negli Stati Uniti, mentre Rivian avrà la possibilità di espandersi più facilmente in Europa e Asia sfruttando la rete distributiva del partner tedesco.
In conclusione, questa partnership strategica promette di generare importanti sinergie e vantaggi competitivi per entrambe le aziende, posizionandole in modo favorevole per affrontare le sfide future del mercato automobilistico in rapida evoluzione verso l’elettrificazione.


