Donald Trump ha fatto delle Bitcoin e delle criptovalute in generale un tema chiave della sua campagna elettorale, cercando di attrarre il sostegno dell’industria crypto e degli investitori del settore.
Nel corso dei suoi comizi, l’ex presidente ha più volte criticato l’approccio restrittivo dell’amministrazione Biden nei confronti degli asset digitali, promettendo una regolamentazione più favorevole e un maggiore riconoscimento istituzionale del Bitcoin.
La nomina di David Sacks come responsabile delle politiche crypto della Casa Bianca ha rappresentato un segnale chiaro in questa direzione: miliardario e investitore di lungo corso nella tecnologia, Sacks è noto per le sue posizioni pro-Bitcoin e per il suo sostegno a un ecosistema finanziario decentralizzato.
L’atto di ieri voluto dall’amministrazione Trump si inserisce in questo contesto, ma il risultato ha involontariamente deluso molti investitori, smorzando le aspettative di un vero intervento istituzionale a sostegno del mercato.
L’ordine esecutivo
Donald Trump ieri ha firmato un ordine esecutivo per creare una riserva strategica di Bitcoin, riconoscendo formalmente per la prima volta la criptovaluta come asset di riserva del governo degli Stati Uniti.
Questa decisione però non comporta l’acquisto di nuovi token, bensì si limita a includere quelli già sequestrati dalle autorità nell’ambito di procedimenti giudiziari.
L’annuncio, arrivato alla vigilia di un incontro con i leader del settore crypto alla Casa Bianca, ha avuto un impatto immediato sul mercato: il prezzo del Bitcoin è sceso di circa il 5%, toccando quota 85.000 dollari, prima di risalire a 89.200 dollari nelle prime ore di scambio in Europa.
Bitcoin, una mossa simbolica?
David Sacks, responsabile delle politiche crypto alla Casa Bianca, ha spiegato che la “Riserva Strategica di Bitcoin” sarà alimentata dai token già in possesso del governo, derivanti da sequestri legati a procedimenti di confisca per reati finanziari o civili.
Il provvedimento lascia aperta la possibilità di acquistare Bitcoin in futuro, purché ciò avvenga con strategie “a costo zero” per i contribuenti americani. “L’importanza di questo ordine esecutivo è principalmente simbolica”, ha commentato Andrew O’Neill, direttore per gli asset digitali di S&P Global Ratings, sottolineando che non è ancora chiaro se e quando il governo deciderà di espandere le sue riserve di criptovaluta.
La delusione del settore crypto
Le aspettative del mercato erano ben diverse. L’industria sperava in un piano più aggressivo di acquisto di Bitcoin, capace di consolidare il ruolo della criptovaluta nella strategia finanziaria del governo.
“Questo è il risultato più deludente che potessimo aspettarci per questa settimana”, ha dichiarato Charles Edwards, fondatore del fondo d’investimento Capriole Investments. “L’assenza di acquisti attivi significa che si tratta semplicemente di un titolo altisonante per dei Bitcoin che il governo già possedeva. È come mettere il rossetto a un maiale”.
This is the most underwhelming and disappointing outcome we could have expected for this week. But also not surprising. Looks like no tangible BSR in 2025. No active buying means this is just a fancy title for Bitcoin holdings that already existed with the Govt. This is a pig in… https://t.co/KBxUkd83G8
— Charles Edwards (@caprioleio) March 7, 2025
L’entusiasmo per un possibile sostegno istituzionale aveva contribuito a spingere il Bitcoin a un massimo storico di 109.071,86 dollari lo scorso gennaio.
Ora, con la decisione di Trump, il mercato si interroga su quale sarà il vero impatto della riserva strategica nel lungo periodo.


