Trump “infiamma” le criptovalute e il Bitcoin vola a $90.000

by | 12 Nov 2024 | Business

Tempo di lettura: 3 minuti

Ieri il Bitcoin, la principale criptovaluta mondiale, ha toccato un picco di 89.982 dollari, segnando un guadagno del 30% dal 5 novembre, giorno delle elezioni, prima di subire una lieve correzione dell’1,4%, che ha riportato il suo valore a circa 86.730 dollari.

Il rally del bitcoin è accompagnato da un’impennata altrettanto notevole delle azioni di Tesla, con il titolo dell’azienda di Elon Musk in crescita del 40% dalla pubblicazione dei risultati elettorali.

Gli investitori sono infatti convinti che la nuova amministrazione americana sosterrà gli attori del mondo crypto e le aziende con cui Trump ha costruito legami e affinità durante la campagna.

“Gli appassionati di criptovalute pensano di avere finalmente un presidente che condivide il loro stesso spirito e le loro convinzioni”, ha commentato Alvin Tan, responsabile della strategia forex in Asia presso RBC Capital Markets.

Secondo Tan, ciò che distingue il bitcoin è l’assenza di un “ancoraggio di valutazione”, ossia un parametro oggettivo di riferimento che ne fissi il valore reale, il che lo rende particolarmente soggetto alle fluttuazioni emotive del mercato. “Quando il sentiment è positivo, il bitcoin tende a volare, più di qualsiasi altro asset tradizionale”, ha spiegato Tan.

La promessa di Trump di una “crypto capital” statunitense

Nella sua campagna, Trump ha apertamente sostenuto le criptovalute, promettendo di trasformare gli Stati Uniti nella “crypto capital of the planet” e ipotizzando una riserva nazionale di bitcoin.

Sebbene i dettagli su come e quando ciò potrebbe realizzarsi rimangano vaghi, questa sola possibilità ha già scatenato una corsa speculativa nelle azioni delle società di mining e trading di criptovalute.

Matthew Dibb, chief investment officer di Astronaut Capital, una società di gestione di asset crypto, ha sottolineato l’importanza di questa visione: “Credo che aumenti le probabilità che altri stati-nazione decidano di investire in bitcoin per anticipare le mosse degli Stati Uniti. Inoltre, sarebbe un catalizzatore straordinario per i bitcoin miner quotati in Borsa negli USA, considerando le possibilità di una loro eventuale nazionalizzazione”.

Non a caso, Riot Platforms, una delle maggiori società di mining crypto, ha registrato un balzo del 17% a Wall Street, seguita da altre come MARA Holdings e CleanSpark, che hanno guadagnato circa il 30%. 

MicroStrategy, azienda software e investitore istituzionale in bitcoin, ha rivelato di aver acquistato bitcoin per un valore complessivo di circa 2 miliardi di dollari tra il 31 ottobre e il 10 novembre. Questo annuncio ha portato le sue azioni a crescere del 26%, indicando quanto sia tangibile la fiducia di importanti player finanziari nell’effetto “Trump” sul mercato crypto.

Per Nick Twidale, chief market analyst di ATFX Global a Sydney, l’incremento del valore del bitcoin è un chiaro “Trump trade”, ovvero una risposta diretta all’entusiasmo che il nuovo presidente sta suscitando nell’industria delle criptovalute.

“Trump è talmente favorevole al settore che è naturale aspettarsi un’impennata della domanda sia per le criptovalute sia per le azioni legate al comparto,” ha commentato Twidale.

Dal Bitcoin, uno slancio per tutto l’ecosistema crypto

L’euforia non riguarda solo il bitcoin: token minori come ether e dogecoin hanno registrato aumenti significativi, anche se martedì mattina hanno subito una lieve flessione in Europa.

Gli investitori stanno scommettendo su una fine dell’intensificata supervisione da parte della U.S. Securities and Exchange Commission, il cui presidente Gary Gensler, contrario alle crypto, potrebbe essere sostituito da Trump.

A settembre, inoltre, Trump ha lanciato una nuova iniziativa commerciale nel settore delle criptovalute, denominata World Liberty Financial, contribuendo a consolidare la sua immagine di alleato del mondo crypto.

Secondo Justin D’Anethan, responsabile dello sviluppo commerciale per l’Asia-Pacifico presso Keyrock, l’interesse del presidente per il settore non è solo un fenomeno di moda: “Ciò che stiamo osservando non è soltanto una soglia di prezzo; è il segnale di una maggiore fiducia nel bitcoin come asset stabile e, addirittura, favorito dalla politica”.

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